Soave_versus Otto vignaioli otto. Otto piccole aziende condotte nella quasi maggioranza da giovani vignaioli, i quali presentano le loro "opera prima" (o quasi), il loro "primo Soave". Con questa degustazione si è conclusa stasera (lunedì 3 settembre) la rassegna enogastronomica "Soave Versus 2007" al Palazzo del Capitano di Soave (VR).

Condotta dal giornalista Massimo Zanichelli (redattore della guida "Vini d'Italia" de L'Espresso), la degustazione ha sorvolato 8 interpretazioni di territorio e vignaiolo, senza la pretesa di essere esaustiva, ma lasciando la scena – per una volta – ad aziende cosiddette "minori" o scarsamente note perché di recentissima costituzione. La maggioranza dei produttori presentati erano (o sono ancora in parte) viticoltori che conferivano le loro uve alle cantine sociali della zona. E che hanno deciso di fare il salto di qualità, chi affidandosi a giovani appena usciti dalle scuole tecniche di settore, chi affidandosi a consulenti esterni, chi affidandosi alle mere risorse familiari. Ed è con curiosità che Aristide si è addentrato nella degustazione. Eccone il breve racconto.

  • Latium, Calle Soave Doc 2004 – Eugenio Morini – Azienda di Illasi. Latium deriva da Latius, antico nome di Illasi (la 'm' sostituisce la 's' perchè la famiglia si chiama Morini…). Garganega 100%, vigneto a pergola di 25 anni, resa a 80 q.li/ha. Colore un po' scarico, non molto equilibrato al gusto. Successivamente, fuori dalla degustazione ho modo di assaggiare il vino base edizione 2006, insieme al Calle 2006. Si vedono i due anni di esperienza in più e con un'annata assai più generosa. Complimenti, un bel progresso.
  • Corte Farfarini, Vigna della Corte Soave Doc 2004 – Andrea Adami. Prima annata di produzione della cantina, la cui famiglia di proprietari "da generazioni produce uva". Andrea Adami è il giovane che ha avviato l'azienda alla produzione di vino: sostiene di cercare lo stile del "vero Soave"… A 750 mt. s.d.m., Garganega 90% e Trebbiano 10%. Bel colore. Un po' evanescente nel finale, poco persistente. Usano la crio-macerazione.
  • Le Battistelle, Sacripante Soave Doc Classico 2004 – Cristina e Gelmino Dal Bosco. Anno di nascita dell'azienda è il 2002, sede a Brognoligo, cuore del Soave Classico. Le Battistelle è un ripido vigneto su terreno vulcanico proprio sopra il paese. Garganega 100%. Bel colore, anche se poco intenso. Sapido e, si usa dire, "minerale"… Bella viscosità, oleoso. Un bel prodotto, con una sua bella identità. Comincia ad esprimere la sua aromaticità solo ora, dopo 3 anni di bottiglia. Dice Massimo Zanichelli che il vino avrebbe, in generale ma pure questi Soave, bisogno di più tempo per esprimersi prima di essere collocato sul mercato. Già. Meditate gente, meditate…
  • Balestri Valda, Soave Doc Classico 2004 – Laura Rizzotto alias Val [blog: Nella botte piccola...]. Azienda di 13 ha., nella zona collinare classica. I Rizzotto credono molto nell'apporto del Trebbiano di Soave (qui al 20%) in connubio con la Garganega, ed investono molto nell'arricchimento delle caratteristiche del Trebbiano. Lavorazione in acciaio. Qui a Soave lo definiscono un vino "molto minerale", in effetti ha un ché di austero. Molto lungo e persistente. Anch'esso oleoso. Decisamente buono, tra i migliori della serata.
  • Visco & Filippi, Vigne della Brà Soave Doc Colli Scaligeri 2004 – Alessandro Filippi. Azienda di Castelcerino (350 mt. s.d.m.), 20 ha., avviano la vinificazione delle loro uve solo nel 2003. Vigneti di lunga anzianità (60 anni) su terreni calcarei e vulcanici, su base argillosa. Praticano la maturazione tardiva della Garganega. Filippi dichiara di essere avviato alla produzione delle uve in modalità biodinamica, con interventi minimi in cantina. Questo vino, per esempio, non subisce le chiarifiche di prammatica. Sarà, ma viene abbondantemente filtrato, come tutti gli altri vini qui presenti. Cristal clear. Le uve biodinamiche saranno senz'altro di ottima qualità, ma il vino non mi entusiasma: di profumo intenso ma non molto equilibrato. Rimandato a successivi approfondimenti.
  • Corte Moschina, I Tarai Soave Doc 2004 – Maria Patrizia Niero. Azienda del 1999 tra Roncà e Terrossa. Vendemmia tardiva, fermenta in acciaio, passa in barrique (e si sente la vaniglia).
  • El Vegro, El Vegro Soave Doc Classico 2003 – Roberto Biondi. Un passato ed un presente da conferitore di uva, Roberto Biondi si dichiara un appassionato del vino. Profumi e gusto "vulcanizzati", spiccata acidità (oddio! scrivo come un critico enologico…): l'insieme non dipinge un quadro di sensazoni armoniche, forse a causa anche della torrida annata 2003.
  • Dama del Rovere, Tremenalto Soave Doc Classico, 2003 – Massimo Prà. Due fratelli giovani produttori, questo è il loro primo vino, "partorito" nel tremendo 2003. Vigneti collocati all'estremo confine orientale del comune di Monteforte d'Alpone. Dichiarano rese basse, affinamento in acciaio. Paglierino al colore, floreale al profumo, abbastanza equilibrato nel complesso. Bel prodotto. Visto come lavorano in annate del genere, li attendiamo speranzosi nelle annate migliori…