Archiviata la manifestazione di presentazione dell'Amarone 2006, voglio condividere con voi alcune sensazioni raccolte in questi intensi giorni di degustazioni e lavoro di "intelligence" tra i protagonisti, ovvero quei 66 produttori presenti in Fiera a Verona, oltre a un lotto di 21 incontrati in un altro evento nella suggestiva Villa de Winckels, a Tregnago (VR).
Cominciamo dall'annata 2006: in generale, la natura ha dato una grossa mano "commerciale" ai produttori. La tendenza consolidata negli ultimi anni ad accorciare l'affinamento dell'Amarone per presentarlo sui mercati in anticipo, viene assecondata dalla materia prima messa a disposizione dalla natura nel 2006: uve con grado zuccherino medio-alto (media a 7,50 gr/lt.), bassa acidità (media a 6,26), pH alto (media a 3,52). Risultato: vini molto più pronti del solito. Prospettive: scarsa possibilità di invecchiamento. Ripeto, in generale. Un po' più nel dettaglio, troverete vini ancora in botte (24 su 66) o in affinamento in bottiglia per ancora un anno almeno: pertanto, quasi il 50% dei vini del 2006 presentati verranno consegnati ai clienti nel 2011. In questo gruppo trovate molti Amarone candidati a una serena vecchiaia.
Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente).





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