E' un Vinitaly di transizione: dopo i cambi al vertice di fine 2012 (Elena Amadini, l'ex brand manager di Vinitaly, è stata promossa a incarichi superiori e sostituita da Gianni Bruno), mentre si registra un notevole attivismo di Vinitaly International, braccio operativo intestatario di Vinitaly Tour (promozione all'estero), OperaWine (joint-venture con il magazine Wine Spectator), Vinitaly WineClub (una non meglio precisata - ad oggi - operazione "globale" di eCommerce del vino, qui alcune info), tutte mini-strutture guidate da Stevie Kim, super-consulente del direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani.
Vedremo quali sbocchi avrà questa fase di transizione: oltre a dover attraversare la crisi economica italiana ed europea, Vinitaly si trova a dover gestire una transizione verso un modello probabilmente diverso e più adeguato ai tempi. Da una parte il "gigantismo" dell'evento in sè (con impatti strutturali complicatissimi da gestire e risolvere per la città di Verona), dall'altra la "inevitabile" internazionalizzazione che porta all'export, sostenuta peraltro dai contribuenti che finanziano due volte lo stesso soggetto pubblico (prima con i vari soci pubblici di Veronafiere, poi con i fondi comunitari che a vario titolo supportano la promozione del vino italiano all'estero).
Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente).
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