I numeri forniti da Veronafiere, organizzatore di Vinitaly, danno ragione a loro stessi: 148.000 presenze, con 53.000 provenienti dall'estero (+10%). In "soli" quattro gioni di fiera. Punto.
Aumentati anche i giornalisti (2.643 da 47 paesi), e forse anche i blogger del wine & food italico con la partecipazione di qualche presenza dall'estero.
Persino le reti dati e telefoniche degli operatori (non tutte, però) e la rete Wi-Fi della fiera, hanno svolto la loro funzione di supporto al lavoro degli operatori. Dopo le clamorose disfunzioni del 2012, quest'anno le cose sono andate meglio. Lasciamo perdere altri servizi esterni come la viabilità, che sono problemi irrisolvibili per la situazione urbanistica dove si colloca il quartiere fieristico.
E l'anno prossimo (dal 6 al 9 aprile) si rilancia: dopo il Vivit, salone dei vini cosiddetti naturali, Vinitaly si darà anche al "Bio" con "VinitalyBio, il nuovo salone dedicato ai vini certificati biologici organizzato in partnership con FederBio". Tutti gli ambiti nuovi vanno occupati, questa sembra essere la strategia del Vinitaly, prima che altri concorrenti sottraggano presenze.
Così come (pure) nel eCommerce del vino: hanno aperto e lanciato "Vinitaly WineClub", nuovo wine shop online globale. Come?? Una fiera che - oltre alla missione di presentare e promuovere il vino - lo vende anche online? Sì, avete capito bene. Ma questa sembra essere una storia un po' più controversa, vedremo di parlarne più avanti.
In ogni caso, il gigante Vinitaly sembra essere vivo e vegeto. Viva il Vinitaly!
[a seguire il comunicato ufficiale sulla chiusura dell'evento]
Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente).
Ultimi commenti