Bella esperienza di Aristide alla London International Wine Fair (LIWF): nell'ultima settimana ho avuto modo di accompagnare un cliente per una presentazione a un pubblico di wine blogger e comunicatori del vino. Si tratta di Freewine, il gruppo di cantine italiane (21 con 27 vini prodotti nell'annata 2011) che adottano questo protocollo tecnico per la riduzione della solforosa aggiunta nei vini. L'occasione era data dall'area "Access Zone" inventata e realizzata da Robert McIntosh, Gabriella e Ryan Opaz, con la loro società Vrazon (noti per l'organizzazione della European Wine Blogger Conference - EWBC).
L'incontro è andato bene (video disponibile qui a seguire), c'è molta curiosità e interesse sull'argomento dei bassi solfiti aggiunti, non sono mancate le domande e pure l'apprezzamento per il ristretto lotto di vini Freewine presenti a Londra.
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Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente).
Il
L'interesse intorno ai vini naturali, soprattutto se prodotti da uve "biodinamiche" o "biologiche", è tale - almeno secondo i produttori che aderiscono a questa dottrina - da giustificare la moltiplicazione dei marchi e delle associazioni sotto le quali essi si radunano.


Indizi. La prima volta in assoluto fu un anno fa: qualcuno durante il Vinitaly mi parlò di questa manifestazione del Gruppo Vini Veri a Villa Favorita (Serego, Vicenza), lontana dal chiasso della kermesse veronese. Poi leggo un pezzo di Camillo Langone che racconta le bottiglie di vino vero di Camillo Donati: "...Donati non gioca al piccolo chimico ma lavora da grande vignaiolo". Recentemente mi perdo 1) una degustazione-show di Angiolino Maule (fondatore del Gruppo Vini Veri) proprio qui a Verona, me ne racconta qualcosa l'amica Nilla Turri con occhi ancora lucidi; 2) una visita alla cantina di Maule organizzata da Luigi Poli (Enoteca Segreta, Verona).
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