Lentamente, ma inesorabilmente, molti fattori stanno spingendo il mondo del vino a evolversi. Se la rete ha messo al centro del mercato il consumatore (sempre più ricco di strumenti e argomenti per comunicare e comprare), la rete mette in tensione competitiva anche gli intermediari del vino, dalle reti di distribuzione ai punti vendita.
In termini concettuali è una rivoluzione, nella pratica è una lenta trasformazione dei processi che coinvolgono la relazione tra chi produce e chi compra. Una delle fasi di questa trasformazione riguarda proprio la fase di acquisto. Sin dalla fondazione di questo wine blog, sostengo che i mezzi digitali di comunicazione e interazione online avrebbero aperto nel vino l'era della dis-intermediazione, una fase storica nella quale chi produce non ha necessariamente, o meglio, esclusivamente bisogno di un intermediario tradizionale per avviare una relazione con chi compra e consuma. E viceversa: i consumatori si sono nel frattempo impadroniti della rete e si sono messi in qualche modo al centro dell'attenzione e del mercato (una di queste comunità online, i #winelovers, raccoglie circa 15 mila aderenti; Vinix, attiva in effetti solo in Italia, ne raccoglie circa 5 mila).
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Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente).


Per motivi a tutti noti, i mercati finanziari globali scommettono sulla recessione negli USA, mentre in particolare l'Europa si considera già in una fase recessiva delle economie dell'Unione.
New York, 419 Lafayette Street. Siamo al centro della zona universitaria, tra il Greenwich Village e l'East Village. Intorno, gli edifici della New York University. Al 419 sorge un palazzo di una decina di piani. E' una sorta di incubatore di piccole aziende, circa 6 o 7 a piano, con segreteria e saletta riunioni condivisa. Mentre aspetto, intravedo un meeting nella saletta a fianco. I grafici di flusso sulla lavagna a secco sono tipici dell'ingegneria software.

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