"Il cambiamento è una legge della vita e coloro che si ostinano a guardare sempre solo al passato o si concentrano unicamente sul presente possono essere sicuri di perdersi il futuro".
(Anonimo)
Dice il vulcanologo Salvo Caffo, accompagnandomi sul fianco meridionale dell'Etna: "Vede quella alta collina lavica laggiù sulla destra? Una settimana fa non esisteva". Comincia con questa "lezione involontaria sul cambiamento" la mia ultima visita nella terra dominata dalla "Muntagna", così come i Siciliani della zona chiamano l'Etna. Sono stato scaraventato da poche ore sui fianchi del vulcano più grande d'Europa e, forse, più bello del mondo. Sono qui per i vini del grande vulcano. Ho lasciato l'afa del Nord per bearmi del teso, fresco vento di quota "quasi-3000", punto fino al quale ci ha condotto la Land Rover del Parco dell'Etna.
Sappiamo che l'Etna è in perpetua attività. Ma quando da cartolina si trasforma in consapevolezza tridimensionale e sensoriale completa, mentre cammini sulla sua crosta croccante, finalmente realizzi che una cosa immensa come la Muntagna cambia continuamente i suoi lineamenti e fattezze, non è immutabile. Qui, una collina di 150 metri di altezza si materializza in poche ore, e poi un giorno verrà ricoperta completamente fino a fondersi con altra immensità.
Certo, la distruzione ci colpisce più della creazione. Ma è il cambiamento la questione centrale, qui. Una porzione infinitesima di pianeta, ma comunque vasta 1.600 kmq, cambia a velocità che è difficile immaginare, soprattutto per noi esseri umani così attaccati alle abitudini, alle routine, alle credenze. Qui la natura ci ricorda con spettacolarità estrema che se vuoi cambiare devi anche distruggere.
Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente).
Serata di grandi vini dolci presso l'azienda
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