Nel panorama delle applicazioni digitali per dispositivi mobili pensate per il vino (quasi 400 per IPad, oltre 1.000 per iPhone), il principale elemento di interattività sarebbe la mappa di un territorio.
Anzi, un mantra che ripeto in ogni occasione ai produttori mi fa sempre ricordare che si vende prima il territorio e poi il vino. Quindi, la mappa sarebbe il primo strumento per comunicare il territorio di un vino.
Eppure, secondo quanto chiunque di voi può constatare, la mappa è uno strumento sotto-utilizzato dai produttori e persino dalle denominazioni. In Italia, la tradizione e il sistema delle denominazioni vigente, non usano indicare zone di rilevante interesse per la qualità del vino. Per motivi che non discuto ora e qui, la cultura del Cru, il vigneto o il versante di territorio riconosciuti come particolarmente pregiati, non esiste se non in alcuni casi, purtroppo non così diffusi. Mentre abbondano le "zonazioni" (studi tecnici affidati a esperti che producono al meglio un bel libro), il territorio fatica a essere indicato sulle etichette delle bottiglie così come nella comunicazione.
Questa situazione riflette anche la penuria di strumenti di lettura della complessità e ricchezza dei territori del vino italiani. Per fortuna, esiste un'eccezione: Alessandro Masnaghetti, giornalista ed editore - Enogea - ha pubblicato da diversi anni a questa un'ampia collezione di mappe cartacee dedicati a grandi territori del vino italiano (catalogo online qui). Nella seconda parte del 2011, ha avviato la trasformazione digitale, convertendo le mappe in applicazioni per iPad (o "app", come si è soliti chiamarle), il tablet di Apple.
Aristide ha avuto modo di provare l'app. Ecco alcune impressioni.
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Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente).
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