Score del vino, il parere di Hugh Johnson
Riflessioni per un week-end estivo. Se per Aristide il sistema degli score del vino è morto, per il signore ritratto qui a fianco, Hugh Johnson (celebre scrittore di vino britannico), non è nemmeno mai nato: "La debolezza di questi sistemi (gli score, ndr.) è che sono basati sul «degustare», piuttosto che sul «bere». Non ricordo quale vignaiolo mi disse «faccio i miei vini per essere bevuti con il cibo, non per essere bevuti con altri vini», ma il problema è al cuore di tutti i sistemi di giudizio basati sugli score. Per i wine-lover (e io sono uno di loro) il contesto è... beh, forse non è tutto, ma è almeno metà del piacere - e conseguentemente anche del mio giudizio sul vino. Chi può essere in grado di dirci quanto buono sia un vino e come, solo nel confronto con altri vini, si comporterà da solo a tavola con il cibo? Più categorico sarà il giudizio, più profonda sarà la trappola".
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Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente).








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Terza parte del breve reportage fotografico tratto dal mio viaggio nella Napa Valley e Los Carneros [prima parte
Seconda parte del breve reportage fotografico dalla Napa Valley e Los Carneros [prima parte la
New York, 419 Lafayette Street. Siamo al centro della zona universitaria, tra il Greenwich Village e l'East Village. Intorno, gli edifici della New York University. Al 419 sorge un palazzo di una decina di piani. E' una sorta di incubatore di piccole aziende, circa 6 o 7 a piano, con segreteria e saletta riunioni condivisa. Mentre aspetto, intravedo un meeting nella saletta a fianco. I grafici di flusso sulla lavagna a secco sono tipici dell'ingegneria software.







E' iniziata così: partecipo ad un paio di convegni dedicati ai grandi vini italiani di taglio bordolese (

