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Score del vino, il parere di Hugh Johnson

Hugh_johnson_a_life_uncorked_crop_2Riflessioni per un week-end estivo. Se per Aristide il sistema degli score del vino è morto, per il signore ritratto qui a fianco, Hugh Johnson (celebre scrittore di vino britannico), non è nemmeno mai nato: "La debolezza di questi sistemi (gli score, ndr.) è che sono basati sul «degustare», piuttosto che sul «bere». Non ricordo quale vignaiolo mi disse «faccio i miei vini per essere bevuti con il cibo, non per essere bevuti con altri vini», ma il problema è al cuore di tutti i sistemi di giudizio basati sugli score. Per i wine-lover (e io sono uno di loro) il contesto è... beh, forse non è tutto, ma è almeno metà del piacere - e conseguentemente anche del mio giudizio sul vino. Chi può essere in grado di dirci quanto buono sia un vino e come, solo nel confronto con altri vini, si comporterà da solo a tavola con il cibo? Più categorico sarà il giudizio, più profonda sarà la trappola".

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Robert Mondavi, 1913-2008

Jv_wine_robert_mondavi_2 Un italiano che ha fatto conoscere il vino agli americani. O un genio del marketing, un businessman ancor prima che un vignaiolo. Queste sono solo una piccola parte delle definizioni della ricca e complessa testimonianza della vita di Robert Mondavi, il produttore americano (ma di origine italiana, la sua famiglia era di Sassoferrato, Ancona) scomparso ieri all'età di 94 anni nella sua casa di Wappo Hill, poco distante da Napa, California. Una vita ricca di elementi "da tragedia greca", come ricorda Eric Asimov [blog: The Pour], quella di Robert Mondavi.

Un imprenditore che ebbe la visione negli anni '60 di una California potenziale protagonista internazionale del vino. E ne realizzò le condizioni per affermarne il successo. Laureato alla Stanford University, entrò nel mondo del vino studiando enologia e seguendo il consiglio del padre Marcello: "c'è un posto sconosciuto in California, Napa Valley, dove fanno dell'uva fantastica". Nel 1943 comprò col padre la Charles Krug Winery in St. Helena, e lì cominciò la sua storia.

La notizia della scomparsa di Robert Mondavi ha suscitato molti tributi e commenti sulla rete (molto scarsi in Italia). Aristide ve ne offre una guida.

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Napa Valley Impressions (3): Saintsbury

Napa_banner_3Terza parte del breve reportage fotografico tratto dal mio viaggio nella Napa Valley e Los Carneros [prima parte qui, seconda qui]. Devo queste note finali a una segnalazione, anzi un bonario consiglio, elargitomi da Mario Pojer, vignaiolo in Faedo (TN) e buon conoscitore della California: "non mancare una visita da Saintsbury", mi disse. E così è stato (grazie Mario!).

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Napa Valley Impressions (2)

Napa_banner_2Seconda parte del breve reportage fotografico dalla Napa Valley e Los Carneros [prima parte la leggete qui]. Napa è una cittadina assai tranquilla, la capitale del business del vino di questa fortunata regione. Edifici bassi, come quasi dappertutto in California, molta vegetazione - qui regnano le conifere, gli eucalipti e le sequoie. E poi ci sono i Napa Valley Conference and Visitors Center: ne ho localizzati almeno sei, distributi nei dieci centri abitati principali della valle.

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Snooth, il business del vino dalla coda lunga

Philip_james New York, 419 Lafayette Street. Siamo al centro della zona universitaria, tra il Greenwich Village e l'East Village. Intorno, gli edifici della New York University. Al 419 sorge un palazzo di una decina di piani. E' una sorta di incubatore di piccole aziende, circa 6 o 7 a piano, con segreteria e saletta riunioni condivisa. Mentre aspetto, intravedo un meeting nella saletta a fianco. I grafici di flusso sulla lavagna a secco sono tipici dell'ingegneria software.

Pochi minuti di attesa ed ecco Philip James (foto a fianco), CEO di Snooth. Poco più che trentenne, Philip James è un cittadino britannico trasferitosi a New York dopo gli studi. Esperienze nella finanza e nel venture capital, ed ecco che a New York scopre il mondo del vino, ricoprendo per quasi due anni il ruolo di Executive Vice President per The Wine Messenger, un rivenditore online di vino. Nel novembre 2006 fonda Snooth, che definisce, con poco understatement britannico, come la "revolutionary web-based social shopping experience" (l'esperienza rivoluzionaria di shopping sociale basata sul web).

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Cambia il clima? Idee per il vino che cambia

Trentino_clima "Non sono uno scienziato millenarista-paraoico, non credo alla catastrofe climatica indotta dai comportamenti quotidiani dell'uomo. (...) Ciò non vuol dire che non si debba porre attenzione al miglioramento del nostro ambiente (...) e soprattutto, a nessune sfugge l'importanza del clima sulla qualità finale del vino". Così parlò Attilio Scienza, Professore ordinario di Viticoltura presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano, durante un seminario dal titolo: “Prospettive future della viticoltura trentina alla luce delle variazioni climatiche” (evento di “Bollicine su Trento”, la festa dello spumante trentino organizzata da Provincia Autonoma di Trento, Camera di Commercio I.A.A. e Trentino S.p.A.; un mese di incontri, di degustazioni e di approfondimenti che dal 22 novembre 2007 al 6 gennaio 2008 animeranno le sale di Palazzo Roccabruna, a Trento).

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Voglia di Champagne, il libro

Voglia_di_champagne_coverDelphine Veissière è una cara persona che ho seguito sin dagli inizi della sua attività imprenditoriale. Delphine fa l'importatrice di Champagne, dal 2004. O meglio: Delphine Veissière sta facendo conoscere agli italiani una dimensione del prodotto Champagne basata sulle personalità di piccoli vignerons di quella regione. Senza il lavoro di Delphine e dei suoi pochi collaboratori de La Flute - Champagne di Elite, questi artigiani vignaioli avrebbero varcato le Alpi con grande difficoltà. Delphine Veissière è una "champagnista", vocazione acquisita in famiglia, dove "scegliere il vino è una storia di donne". Ora è anche autrice di un libro: "Voglia di Champagne, 365 giorni all'anno". Freschissimo di stampa, Aristide lo ha avuto in "anteprima mondiale" (sic!).

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Fausto Maculan: lezione sui vini dolci a DolceVi

Maculan DolceVI è stato l'evento dedicato ai vini dolci. Ospiti della ormai consolidata sede per eventi enoici di Villa La Favorita a Sarego (VI), questa prima edizione ha visto oltre 2.000 visitatori, tra operatori e consumatori, 170 aziende per quasi 280 vini in degustazione da quattordici regioni italiane: "Un fornito parterre di vini che, prezzo da enoteca, ha raggiunto il valore di 60mila euro, a fronte di un prezzo medio a bottiglia di 25 euro" recita il comunicato stampa ufficiale. Aristide ha seguito il convegno di sabato 20 ottobre, moderato da Bruno Donati, giornalista e consulente dell'organizzazione. Convegno dall'impegnativo titolo: "E' pieno boom dei vini dolci: come si è certi della qualità?".

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Vino e pragmatiche invenzioni

Longlever_03 Claudio Burato [sponsor, mi ha offerto il pranzo], titolare del ristorante Baba-Jaga in Montecchia di Crosara (VR), è un inventore per passione e per "spirito di servizio". Inventa oggetti dedicati alla fruizione del vino, accessori che semplifichino il suo lavoro quotidiano, migliorino il servizio al tavolo e l'esperienza dei clienti nel tempo trascorso nel suo ristorante. E' un osservatore attento e acuto, una persona aperta e disponibile al dialogo, dotato di buona inventiva e di amici-soci che l'aiutano a realizzare le idee: Antonio Pieriboni (designer industriale) e Maurizio Castellani.

Claudio Burato è il detentore di alcuni brevetti in corso di commercializzazione, mentre altre idee sono in attesa di brevetto e in cerca di partner commerciali.

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Alice, Luca Maroni, e il vino delle meraviglie

Luca_maroni_alicetv Ho aspettato due giorni, per vedere le prime due puntate e parlare di "Piacere Vino", la nuova emissione televisiva del canale satellitare Alice (canale 416 del bouquet di SKY). Una serie di 24 puntate condotta e, presumo, ispirata da Luca Maroni, "analista sensoriale e degustatore professionista" come si definisce nel suo portale Sensonline, editore-curatore della amata-odiata Guida dei Vini Italiani e dell'Annuario dei Migliori Vini Italiani, oltre ché inventore della metodologia di degustazione imperniata sul Logisma della Fruttosità del Vino e di una fortunata attività di consulenza presso molte aziende produttrici. Attività, quest'ultima, che non manca mai di sollevare critiche e polemiche in un paese in genere così sereno e ben disposto verso chiunque unisca pericolosamente attività di comunicazione e affari.

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Flash: Terence Hughes su Fermentation

L'amico Terence Hughes, wine blogger autore di Mondosapore in Manhattan, New York, già insignito (da Aristide) del titolo di "Ambasciatore del vino italiano" in USA, per il ruolo di comunicatore appassionato del vino italiano che svolge con competenza, sensibilità, grande passione e ironia, si guadagna una notevole intervista su Fermentation, il prestigioso wine blog di Tom Wark. Bravo Terence, è un bel riconoscimento per la strada che hai fatto sin qui, ed uno stimolo importante per la nuova strada che hai intrapreso. Complimenti.

Mario Pojer e il tabù del lavare l'uva

Mariopojer600xIn una pausa della manifestazione “Tutti i colori del Bianco”, svoltasi recentemente a Monteforte d’Alpone (Verona), ho incontrato Mario Pojer, l'enologo del duo costituito trent'anni fa con Fiorentino Sandri nella cantina Pojer & Sandri di Faedo, Trento (leggete qui un interessante "ritratto aziendale" di Riccardo Modesti per WineReport).

Durante il suo intervento nel talk-show "Che Bianco" moderato da Bruno Donati, Mario Pojer ha fatto riferimento ad una tecnica ideata per lavare l'uva subito dopo la vendemmia, subito prima l'immissione nel processo di fermentazione e vinificazione.

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Flash: Elisabetta Tosi vince il Premio Gambellara

Lizzy_gambellara_bacco2 Notizia flash: la mia e nostra amica, commentatrice e wine blogger, Elisabetta Tosi, alias Lizzy e VinoPigro, ha vinto la seconda edizione del premio giornalistico «La Strada del Recioto e dei Vini di Gambellara DOC: un Itinerario non solo "Di-vino" ma anche di cultura e di vita».

Con l'articolo «Gambellara gioiello nascosto» pubblicato nel settembre 2006 sul periodico Euposia, Elisabetta si è imposta all'attenzione della giuria del premio. La foto qui a lato la ritrae (seconda da sinistra), circondata dalle autorità locali, mentre ritira il premio, ovvero il Bacco in argento con il 'Picaio' del Recioto dorato simbolo dell'iniziativa, consegnatole durante la tradizionale Festa del Vino DOC Gambellara, tenutasi sabato 14 aprile.

Brava Lizzy! Complimenti a te e, ovviamente, anche al tuo editore.

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Archeo-vini: il Vino Nuragico

Askos_e_arcaduTorno sull'argomento "archeo-vini" per raccontarvi di un duplice incontro avvenuto durante lo scorso Vinitaly: l'incontro con Tonino Arcadu e il "Vino Nuragico". No, è inutile cercare traccia di questo piccolo "tesoro" sui main stream media che si sono occupati del Vinitaly: troppo impegnati a fare i gazzettieri nel raccontarci l'ufficialità dell'evento, o ad inseguire esponenti del cosiddetto "show business" (veline e attricette TV, calciatori, ecc.), tutti illuminati sulla strada del vino qualsiasi.

Invece, senza nemmeno uscire dal Vinitaly e andar per ville venete e bio-eventi, è bastata un minimo di intelligence e fortuna, per incappare nella notizia di un vino vero. Già al Vinitaly del 2006 si tenne un convegno, nel quale si annunciò che la storia della presenza della vite nel bacino mediterraneo andava forse riscritta. Oggi, Tonino Arcadu ha presentato la diretta conseguenza di quell'annuncio: la prima vinificazione di uve di vite selvatica (vitis vinifera silvestris) in un vino chiamato Vino Nuragico, del quale ci parla nel video in fondo al post.

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Personaggi: Giuseppe Meregalli, il Mercante del vino

Meregallistrip_1 E' iniziata così: partecipo ad un paio di convegni dedicati ai grandi vini italiani di taglio bordolese (qui e qui). Entrambe le volte, "sopporto" una lunga e "faticosa" mattinata di interventi e ragionamenti sul complesso ma affascinante mondo del vino. Sono tutti ispirati, in genere, all'auto-compiacimento per una sorta di superiorità  aristocratica o antropologica dell' homo vitiviniculus, ora artista, ora contadino, ora saggio ma popolare, ora nobile ma visionario, ora attento custode di antiche tradizioni o di leggende territoriali tramandate oralmente.

Bene. Al termine di tutte queste "adorabili" elucubrazioni (ma sempre al termine!) ecco che prende la parola un distinto signore brianzolo, il quale con pacata asciuttezza spiega pazientemente ai pazienti convegnisti ancora rimasti in sala il valore del Mercato per il mondo del vino. Finalmente, qualcuno metteva in relazione l'homo vitiviniculus con l'homo oeconomicus.

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Chips: Angelo Gaja dice la sua sui trucioli

Chipsfreelogo256x_3"La polemica sui trucioli scoppiata fragorosamente insegna ai Grandi Produttori (vale a dire agli industriali del vino e/o alle grandi cooperative e/o agli equiparati) che anche nelle questioni prettamente tecniche non saranno più loro soltanto a decidere. Nel 2006, per la prima volta nella storia del vino italiano, contro la proposta di adozione di una tecnica di cantina (l’uso dei trucioli) sono scesi in campo tutti assieme politici, sindaci, guru, comunicatori ed assimilati, nostalgici, benpensanti… Un’armata “Brancaleone” che i produttori sbaglierebbero gravemente a sottovalutare od irridere".
Angelo Gaja, intervistato da L'Acquabona.

Non saranno più loro soltanto a decidere. Amen.
[...e saluti dalla "Brigata Aristide, Armata Brancaleone"]

Nicola Bonera, un sommelier positivo

Nicola_bonera_master_del_sangiovese_2006 Parliamo di un personaggio positivo, un sommelier bresciano giovane bravo e pulito che onora la categoria e l'Associazione Italiana Sommelier: Nicola Bonera. Ho conosciuto Nicola in alcune degustazioni organizzate qui a Verona dall'Associazione Terre Nascoste insieme all'amica Nilla Turri, con la quale Nicola ha scritto libri e tenuto numerosi corsi di formazione sul vino. Nicola è un professionista che trasmette innanzi tutto una grande passione per il suo lavoro e per la materia vino. E' competente, non conformista e carismatico. E' bravo. Per questo si è aggiudicato un altro premio, il "Trofeo Consorzio Vini di Romagna – 6° Master del Sangiovese". Era già stato il vincitore del primo premio al concorso Novello Sommelier Lombardia e Triveneto e il primo premio AIS Villa Santi 2005. Complimenti.

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Metodo e caso: cambieranno i concorsi enologici?

Arminkobler_1 Dopo ampie anticipazioni, ecco l'intervento in video di Armin Kobler, presidente della commissione di degustazione del "1.o Concorso Nazionale del Riesling" a Naturno (BZ). Armin Kobler è enologo (responsabile della sezione "enologia" del Centro per la Sperimentazione Agraria e Forestale di Laimburg - BZ), e vignaiolo a Magrè (BZ) nella propria Cantina Kobler.

Ho già detto che il concorso di Naturno si è caratterizzato per le interessanti modalità della degustazione, basata su due concetti apparentemente complessi: randomizzazione più completa possibile (RPCP) e il controllo dei degustatori (CDD). In realtà, questa metodologia usa la casualità della sequenza dei vini assaggiati da ciascun degustatore con una misura delle performance del degustatore stesso. Mi è sembrata un'innovazione seria e ben implementata, a garanzia di risultati "scientificamente" supportati e meno esposti a condizionamenti all'interno della commissione.

Nel video Armin Kobler ci spiega con chiare parole e semplici esempi come funziona.

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