Dopo una cena al ristorante e dopo un congruo periodo di tempo mi metto alla guida, rispetto le norme, non compio alcun reato, vengo fermato per un controllo, vengo sottoposto all'esame dell'etilometro e, se mi oppongo, subisco ugualmente un trattamento sanzionatorio come fossi colpevole.
Viviamo in un paese dove la Corte di Cassazione emette sentenza persino su un padre che ha dato dell'imbecille al figlio (condannando il primo). Eppure, l'abuso di etilometro è una questione di diritto di sostanza: può lo Stato travalicare il diritto elementare della persona reinserendo il principio della "presunzione di colpevolezza" attraverso i controlli obbligatori dei livelli di alcol nel sangue, anche in presenza di comportamenti di guida rispettosi del Codice della Strada e senza essere in flagranza di reato e/o responsabili o coinvolti in incidenti stradali?
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Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente).






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