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Score del vino, il parere di Hugh Johnson

Hugh_johnson_a_life_uncorked_crop_2Riflessioni per un week-end estivo. Se per Aristide il sistema degli score del vino è morto, per il signore ritratto qui a fianco, Hugh Johnson (celebre scrittore di vino britannico), non è nemmeno mai nato: "La debolezza di questi sistemi (gli score, ndr.) è che sono basati sul «degustare», piuttosto che sul «bere». Non ricordo quale vignaiolo mi disse «faccio i miei vini per essere bevuti con il cibo, non per essere bevuti con altri vini», ma il problema è al cuore di tutti i sistemi di giudizio basati sugli score. Per i wine-lover (e io sono uno di loro) il contesto è... beh, forse non è tutto, ma è almeno metà del piacere - e conseguentemente anche del mio giudizio sul vino. Chi può essere in grado di dirci quanto buono sia un vino e come, solo nel confronto con altri vini, si comporterà da solo a tavola con il cibo? Più categorico sarà il giudizio, più profonda sarà la trappola".

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Score del vino, è ora di cambiare

Wine_critic2 Ci sono sempre più segnali che l'edificio della critica del vino stia pericolosamente riempiendosi di crepe. Per diversi motivi, guide dei vini, magazine specializzati e, soprattutto, i giornalisti e scrittori che si dedicano a questa attività, sono sempre più spesso messi sotto accusa circa la validità di giudizi e score.
Forse sarà meglio essere più precisi: è proprio lo score, il punteggio assegnato a un vino in una guida o in un articolo della stampa specializzata, a mostrare evidenti segni di difficoltà. E con esso anche chi con gli score ha fondato un sistema in grado di orientare opinioni e valutazioni e addirittura mercati. Molti di voi sanno già che sto per accennare a Mr. Robert Parker, il critico enologico più famoso al mondo, colui che con lo strumento dello score ha rivoluzionato il mondo del vino, e oggi raccoglie sempre più critiche e contestazioni.

Tornerò prossimamente su questo aspetto che riguarda Parker. Oggi mi interessano gli score.

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Guide vini: compratele, bevete quel che vi pare e siate contenti (2)

Guide_vino" La stagione delle guide dei vini porta con sè i soliti diluvi di polemiche. Chi le condanna, chi le critica, chi ne demolisce la validità dei metodi, chi ne contesta la serietà o addirittura l'onestà. Viene da chiedersi di cosa scriverebbero i polemisti di professione senza le guide". Così si apriva un post del 2006 qui su Aristide. Dopo un anno non è cambiato nulla. Stesse polemiche e stessi protagonisti delle medesime, con un pubblico di tricoteuses che applaude o fischia, basta che scorra sangue in abbondanza. E per quanto ne scorra, non serve a nulla perché nulla cambia.
Le guide continuano a vendere. E le guide non cambiano metodologie di valutazione.
Come regolarsi in questo allegro bailamme? Amici consumatori e appassionati, non fatevi distrarre da queste polemiche e seguite, se volete, i consigli di Aristide...

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Alice, Luca Maroni, e il vino delle meraviglie

Luca_maroni_alicetv Ho aspettato due giorni, per vedere le prime due puntate e parlare di "Piacere Vino", la nuova emissione televisiva del canale satellitare Alice (canale 416 del bouquet di SKY). Una serie di 24 puntate condotta e, presumo, ispirata da Luca Maroni, "analista sensoriale e degustatore professionista" come si definisce nel suo portale Sensonline, editore-curatore della amata-odiata Guida dei Vini Italiani e dell'Annuario dei Migliori Vini Italiani, oltre ché inventore della metodologia di degustazione imperniata sul Logisma della Fruttosità del Vino e di una fortunata attività di consulenza presso molte aziende produttrici. Attività, quest'ultima, che non manca mai di sollevare critiche e polemiche in un paese in genere così sereno e ben disposto verso chiunque unisca pericolosamente attività di comunicazione e affari.

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Metodo e caso: cambieranno i concorsi enologici?

Arminkobler_1 Dopo ampie anticipazioni, ecco l'intervento in video di Armin Kobler, presidente della commissione di degustazione del "1.o Concorso Nazionale del Riesling" a Naturno (BZ). Armin Kobler è enologo (responsabile della sezione "enologia" del Centro per la Sperimentazione Agraria e Forestale di Laimburg - BZ), e vignaiolo a Magrè (BZ) nella propria Cantina Kobler.

Ho già detto che il concorso di Naturno si è caratterizzato per le interessanti modalità della degustazione, basata su due concetti apparentemente complessi: randomizzazione più completa possibile (RPCP) e il controllo dei degustatori (CDD). In realtà, questa metodologia usa la casualità della sequenza dei vini assaggiati da ciascun degustatore con una misura delle performance del degustatore stesso. Mi è sembrata un'innovazione seria e ben implementata, a garanzia di risultati "scientificamente" supportati e meno esposti a condizionamenti all'interno della commissione.

Nel video Armin Kobler ci spiega con chiare parole e semplici esempi come funziona.

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Guide vini: compratele, bevete quel che vi pare e siate contenti

Guide_vino La stagione delle guide dei vini porta con sè i soliti diluvi di polemiche. Chi le condanna, chi le critica, chi ne demolisce la validità dei metodi, chi ne contesta la serietà o addirittura l'onestà. Viene da chiedersi di cosa scriverebbero i polemisti di professione senza le guide.
Eppure le guide vendono. Eppure anche su Internet sono molto ricercate le informazioni al riguardo. Dal piccolo osservatorio di questo blog vi posso confermare che le "parole chiave" immesse in Google e in assoluto più intercettate sono nell'ordine: "Luca Maroni", "Tre bicchieri" (Gambero Rosso), "5 Grappoli" (AIS-Bibenda).
Per tutto ciò e altro ancora, Aristide ritiene che le polemiche sulle guide dei vini siano, ancora una volta, assai pretestuose e auto-referenziali. Sembrano rispondere a logiche tutte interne alla casta del giornalismo enogastronomico e degli operatori di settore. Certo, anche qui si ha spesso l'impressione che certe valutazioni delle guide siano più che mai discutibili. Certo, non ci sono due guide dei vini in Italia che usino lo stesso metodo di valutazione. Certo, la valutazione dei vini è quanto mai soggettiva, sia che sia un comitato o un individuo a stilare una graduatoria. Certo, si mormora su certi conflitti d'interesse (ma nessuno che dimostri con fatti o prove decisive quello che sussurra). Eccetera.

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Servizio Pubblico: 8 vini per 5 guide a Euro 687,50

Gaja_sori_san_lorenzo_2Ci informano che soltanto 8 vini incontrano il massimo gradimento delle cinque guide ai vini d'Italia (WineNews, mentre TigullioVino Blog commenta). Dato che nessuno accenna ai prezzi di vendita al pubblico, Aristide si è preso lo sfizio di fare una veloce ricerca su Internet. Ecco gli 8 vini e, soprattutto, i loro prezzi rilevati sullo "scaffale elettronico":

Angelo Gaja Langhe “Sorì San Lorenzo” 2001, Euro 220
Gianni Masciarelli Montepulciano d’Abruzzo “Villa Gemma” 2001, Euro 45
Casanova di Neri Brunello “Cerretalto” 1999, Euro 107
Oasi degli Angeli “Kurni” 2003, Euro 65
Galardi “Terra di Lavoro” 2003, Euro 79
Montevetrano “Montevetrano” 2003, Euro 47,50
Luciano Sandrone Barolo “Cannubi Boschis” 2001, Euro 87
Foradori “Granato” 2003, Euro 37

Totale: Euro 687,50
Prezzo medio a bottiglia: Euro 85,94
Se scartate la bottiglia più costosa (Gaja, Euro 220) e la più economica (Foradori, Euro 37) il prezzo medio a bottiglia scende a Euro 71,75.

A questo link trovate tutti i nostri post con i vini delle guide sin qui pubblicate (siamo in attesa della lista dei "Vini Frutto" dell'Annuario dei Grandi Vini d'Italia di Luca Maroni).

Novello Parade

VendangesbeaujolaisboninAristide, che della lentezza si avvale come virtù, vi parla del Vino Novello dopo circa 72 ore dal fatidico momento della messa in commercio a termini di legge (mezzanotte e un minuto del 6 novembre: ma noi abbiamo visto bottiglie in esposizione sul banco di alcuni locali già al mezzogiorno del 4 novembre).
L'evocata lentezza ci è servita per accumulare informazioni dai numerosi siti Internet e dai colleghi blogger per compilare una sorta di Bignami-del-Novello o, se preferite, una "Novello FAQ" (Frequently Asked Questions - Domande e Risposte più Frequenti), riprodotta più sotto.
Parleremo spesso del Beaujolais Nouveau, il vino che nel XX secolo ha rappresentato l'affermarsi del concetto del vino Novello, inevitabile termine di confronto tra la produzione italiana e quella francese.

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Servizio Pubblico: ecco le "5 Bottiglie" della Guida Vini d'Italia 2006 dell'Espresso

Ottobre, mese di post realizzati con il copia-e-incolla, qui su Aristide. Oggi tocca alla Guida dei Vini d'Italia 2006 dell'Espresso, curata da Ernesto Gentili e Fabio Rizzari. Altra guida, altro sistema di valutazione dei vini: qui si applica il sistema a punti espressi in "ventesimi". L'elenco che segue rappresenta i 140 vini sui quasi 9.000 recensiti nella guida; sono tutti compresi tra il punteggio 18/20 e 19,5/20 e vengono classificati con le "5 Bottiglie". In tutto sono premiati 102 vini rossi, 28 bianchi, 7 vini dolci e 3 spumanti.

Ecco il top della classifica:

  • 19,5/20 Barolo Riserva Monfortino, Giacomo Conterno
  • 19/20:
  • Amarone del Valpolicella Vigneto Monte Lodoletta, Romano dal Forno
  • Barbaresco Santo Stefano, Bruno Giacosa
  • Barolo Riserva Vigna Rionda, Massolino
  • Barolo Vigna Rionda, Oddero
  • Cepparello, Isole e Olena
  • Sorì San Lorenzo, Gaja
  • seguono 32 vini a 18,5/20 e 101 vini con punteggio di 18/20.

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Servizio Pubblico: ecco le Tre Stelle Veronelli

E' questa la prima edizione della "Guida Oro I Vini di Veronelli 2006" pubblicata dopo la scomparsa di Luigi Veronelli. Il copia-e-incolla qui sotto inserito riguarda i 464 vini "Tre Stelle" della guida (delle quali ben 171 piemontesi): queste vengono attribuite ad una singola annata di un vino che abbia ottenuto dai curatori valutazioni superiori ai 91/100.

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Servizio Pubblico: ecco i 5 Grappoli AIS 2006

Questa volta il Servizio Pubblico di Aristide di dedica al copia-e-incolla della classifica dei cosiddetti "Cinque Grappoli" tratta dalla guida Duemilavini 2006 (1.700 vini, 42 Euro), compilata dall'Associazione Italiana Sommelier. I "Cinque Grappoli" sono 286 vini segnalati come "eccellenti" (40 in più rispetto ai "Tre Bicchieri 2006" del Gambero Rosso) provenienti da 253 cantine, all'interno di un universo di circa 15.000 vini degustati di 800 produttori del Bel Paese. Per la cronaca, i "Cinque Grappoli 2005" erano assegnati a 320 vini.
Aristide seguiterà a pubblicare gli elenchi dei vini premiati dalle varie guide italiane. Quanto alla attendibilità delle stesse, ci riserviamo di compiere qualche analisi in futuro. Nel frattempo, ci sentiamo di condividere buona parte delle osservazioni svolte qui da Franco Ziliani sul suo blog.
Aggiungeremo una sola ultima considerazione: le guide sono compilate con metodologie diverse e criteri di selezione raramente paragonabili. Ciò che stupisce è l'elevata difformità della qualità all'interno dei vini segnalati come "eccellenti", questione ancora più drammatica quando si affronta la classifica in termini di rapporto qualità/prezzo. Altri criteri concorrono evidentemente a formare queste classifiche, e la mancanza di omogeneità qualitativa nelle selezioni proposte sta lentamente minando la credibilità del "sistema" delle guide.

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Servizio Pubblico: ecco i Tre Bicchieri 2006

Bicchieri_spiegelau_mineral_water_blueUn copia-e-incolla dal sito del Gambero Rosso per mettere a vostra disposizione l'elenco dei 246 vini italiani inclusi nella 19.a edizione della Guida Vini d'Italia 2006 con il riconoscimento dei "Tre Bicchieri", selezionati tra i 15.476 vini degustati di 2.126 produttori

Il Piemonte è in testa alla classifica regionale, con 56 vini premiati, seguono Toscana (42), Friuli Venezia Giulia (26), Veneto (21), Alto Adige (19), Lombardia, Marche e Sicilia (12), Campania (10), Umbria e Abruzzo (7), Emilia Romagna e Puglia (5), Trentino e Sardegna (4), Valle d'Aosta (2), Liguria e Lazio (1).

Quest'anno Gambero Rosso introduce la classifica dei dieci vini che, nelle varie tipologie, hanno ottenuto i punteggi più elevati. Non tutti hanno ottenuto i Tre Bicchieri, ma questa "top ten" vuole evidenziare una certa eccellenza enologica italiana nelle sue rispettive categorie.

Buona compulsazione.

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Giudicare il vino (2)

Foire_display_1Torniamo sull'argomento dopo il precedente articolo.

Dall'enciclopedia online Wikipedia:

<<La norma ISO 9000* definisce il termine Qualità come: 'Il grado in cui un insieme di caratteristiche soddifa dei requisiti'.

La norma ISO 8402* definisce il termine Qualità come: 'La totalità delle proprietà e delle caratteristiche di un prodotto o servizio che determinano la sua capacità di soddisfare bisogni definiti o impliciti'.>>
(* Le norme ISO si utilizzano nella certificazione dei processi di qualità, ndr.)

Soddisfare requisiti e bisogni. Requisiti condivisi (standard tecnici) e bisogni (dei consumatori, immaginiamo).

  • I requisiti possono essere individuati in una serie di parametri tecnici relativi alla materia vino, intesa come l'insieme delle sostanze che costituiscono la bevanda risultante della trasformazione alimentare di un frutto (l'uva) attraverso una serie di interventi umani di natura sostanzialmente meccanica e chimica. A questi parametri si aggiunge una componente soggettiva, immateriale, che attiene all'analisi sensoriale del vino ed alla capacità del critico enologico di individuare, interpretare e raccontare al pubblico quello che definiamo il "valore aggiunto" della singola bottiglia.

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Giudicare il vino

Scaffale_1Esiste il vino perfetto?
Cosa rende un vino perfetto?
Questa sarebbe una discussione appassionante, dalle profonde implicazioni filosofiche, se almeno ci fosse discussione. Infatti, non è difficile concordare sul fatto che non esiste una misura obiettiva della qualità di un vino. Prendete uno score di 100 punti emesso da una delle grandi guide internazionali (Wine Spectator o Robert Parker) o nazionali (Veronelli o un 99 di Luca Maroni), fate assaggiare quel vino a tre esperti e non ne troverete due d'accordo tra loro.
Fine della discussione. Chi ha mai partecipato ad una degustazione di vini può facilmente constatare quanto soggettiva possa essere la valutazione delle qualità di un vino.

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L'Esplosione del Frutto Edonistico

Hume_in_frameSteve Shapin (scrive per la London Review of Books, insegna al dipartimento di Storia della Scienza dell'Università di Harvard) pubblicando una recensione, si sofferma sull'influenza che critici enologici come l'americano Robert Parker hanno sul mercato del vino.
Partendo da un aneddotto sull'abilità nell'assaggiare vini di Sancho Panza, passando per il saggio di David Hume "Of the Standard of Taste" del 1757 (qui il link ad una riproduzione del saggio del filosofo inglese), citando infine Alexis de Tocqueville sull'insofferenza degli americani verso l'Autorità anche in fatto di gusto ("...no aesthetic Leviathan could dictate taste to a free people"), l'autore arriva a sviscerare l'argomento relativo allo "standard del gusto" e dell'obiettività dei critici enologici.
Robert Parker è l'alfiere di una certa visione "democratica" e molto "americana" del mondo del vino, contrapposta alla condiscendenza elitaria nei confronti dei "grandi" di Francia, Piemonte e Toscana di molta critica europea. Visione tutta ispirata dalla vocazione del "consumer advocate": infatti, Parker si dichiara incorruttibile e attento nel valutare esclusivamente il prodotto contenuto nella bottiglia, con freddo distacco e distanza dall'aristocratica influenza di molte pluri-blasonate case vinicole.

Nel perseguire i suoi obiettivi, Parker ha fatto evolvere il linguaggio della scrittura dedicata alla critica enologica, da una parte semplificando la terminologia impiegata, dall'altra ricorrendo ad espressioni "figurative" delle sensazioni della degustazione, suscitando peraltro non poche critiche. Sue sono le famose espresssioni "fruit bomb" e "hedonistic" usate per raccontare alcuni grandi vini del Bordeaux.
La lettura dell'articolo di Steve Shapin, oltre che raccomandata, è interessante ed illuminante, e consente ad Aristide di pervenire a qualche commento.

Conclusione n. 1
Potrà sembrare banale, ma non esiste attendibilità scientifica e nemmeno uno standard tecnico utile a rappresentare in maniera universale il valore ed il gusto di un vino.
Esistono varie metodologie al riguardo, ma nessun critico enologico è assolutamente attendibile. Le guide ed i critici possono essere d'aiuto, ma niente di più. Ciascuno di noi dovrà fare la propria esperienza.

Conclusione n. 2
L'influenza di critici come Robert Parker porta, nel medio termine, ad un livellamento dei valori, realizzando il paradossale effetto di influenzare persino i produttori, i quali sanno quale stile perseguire: se produrre una "bomba di frutta alcolica" (una marmellata alcolica secondo alcuni) serve ad alzare la probabilità di prendere almeno 90 punti da Parker, la marmellata avremo, persino in vini che non hanno mai perseguito questo stile.

Conclusione n. 3
Credo di poter affermare che la metodologia di Parker ha trovato senz'altro degli emuli anche nel Bel Paese: Luca Maroni. Questi si distingue senz'altro da Parker per il Teorema del Vino-Frutto, un tentativo in gran parte riuscito di rendere "scientifico" l'approccio alla valutazione dei vini alla maggior parte di noi consumatori. Approccio ampiamente criticato da molti operatori e comunicatori "accademici", ma che ha consentito anche ad Aristide di cominciare a comprendere qualcosa di vino.

Conclusione n. 4
David Hume ricordava che "i giudizi sul gusto sono formulati in un contesto sociale ed hanno conseguenze sociali", sollecitando i cosiddetti "Masters of Taste" (i nostri critici di oggi) ad avere riguardo e indulgenza per coloro che non la pensano come loro. Quindi, niente guerra di religione tra le varie fazioni della critica enologica: è inutile, noi consumatori siamo già stati avvertiti.

Una scheda biografica su Robert Parker, dal suo stesso sito.

Il testo integrale dell'articolo di Steve Shapin, direttamente dal sito L.R.B.

Il testo integrale dell'articolo di Steve Shapin in versione Adobe Acrobat - PDF.

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