Questa vendemmia particolare potrebbe essere l'inizio di un incubo?
Siamo a circa 70 km. a nord-ovest di Pechino, in vista della Grande Muraglia, provincia di Hebei. Si tratta del "vigneto sperimentale Franco-Cinese" e la persona ritratta nella foto a fianco, insieme a due raccoglitrici cinesi, è il vignaiolo francese Nicolas Billot-Grima. Lasciate le vigne di famiglia nel Sud-Ovest francese (cantina Laroche Pipeau), Billot-Grima si dedica a questo "vigneto dimostrativo" sin dall'ottobre 2000, impiantato su un terreno arido e sassoso, 20 ettari di superfice a 600 metri di altitudine, scelto per coltivare qualcosa là dove nessun agricoltore lavorerebbe un terreno così poco fertile.
L'ambizioso esperimento è quello di produrre vini di alta qualità, in una regione difficile ma probabilmente in grado di conferire al vino un certo carattere di tipicità. Le uve scelte sono il Cabernet Sauvignon, Merlot e Marselan (incrocio tra Cabernet Sauvignon e Grenache Noir), oltre a Chardonnay e Sauvignon Blanc. Billot-Grima si unisce ad un folto gruppo di operatori interessati a fare della Cina un potenziale attore del mercato dei paesi del cosiddetto Nuovo Mondo (vedere post di Aristide dell'anno scorso: Château China 2005). Nel frattempo, molti operatori locali stanno abbandonando il mercato della birra e dei superalcolici locali (fino a 10 anni fa la bevanda alcolica preferita dai cinesi era il baijiu, un distillato estratto dal grano) per avviare attività nel più raffinato mercato del vino. Infatti, oltre 500 cantine sono sorte negli ultimi dieci anni in tutto il paese.
Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente).
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