Limoux, Francia meridionale, regione del Languedoc-Roussilon, pochi chilometri a sud della città Catara di Carcassonne, pochi chilometri a nord dei Pirenei orientali. Ci capitiamo per caso, in cerca di un punto come base per la visita della regione Catara. E qui, con nostra grande sorpresa, veniamo a conoscere quanto segue.
Nei pressi di Limoux, per la precisione nell'Abbazia di Saint-Hilaire, si ha notizia che sin dal 1531 (in seguito ad una fortuita combinazione del caso: la trasformazione in bottiglia di un vino fermo in frizzante), i frati benedettini si dedicassero alla produzione di un vino ri-fermentato naturalmente in bottiglia, probabilmente il primo brut al mondo di cui si ha notizia: la Blanquette de Limoux. Basato sull'uva Mauzac, si tratta di un vino molto leggero (6-7% vol.) da consumarsi molto giovane: viene ancora prodotto con la denominazione odierna di "Blanquette Méthode Ancestrale". Nel tempo si sono aggiunte la "Blanquette Méthode Traditionelle" (90% Mauzac, 10% Chenin e Chardonnay) e il più moderno "Crémant de Limoux" (60% Mauzac, 40% Chenin e Chardonnay).
Non è difficile immaginare l'orgoglio con il quale i produttori di Blanquette della zona considerino il loro vino come il "padre" dei vini fermentati in bottiglia e frizzanti (Limoux, Le Brut Originel...). Infatti, occorre considerare che occorrerà aspettare il 1688 affinchè, un collega benedettino dei monaci di Saint-Hilaire, l'abate Dom Pérignon, inventasse il più famoso dei vini brut frizzanti, lo Champagne.
A Limoux fanno addirittura circolare un aneddoto, secondo il quale Dom Pérignon si fosse recato in visita a Saint-Hilaire dai colleghi benedettini, per studiare la tecnica di produzione della Blanquette e che da quella visita trasse molti insegnamenti preziosi, più tardi utili per dar vita alla sua grande invenzione. Questa irriverente ricostruzione ha particolarmente infastidito lo Champagne Syndicat, il quale ha promosso numerose iniziative legali per tutelarsi. Ma i produttori di Limoux hanno dalla loro parte numerosi documenti conservati negli archivi nazionali che attestano l'anzianità delle loro bollicine.
Ultimi commenti