Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente). Ma è pure il simbolo di un'identità che interessa cercare nel vino, espressione di un frutto, un territorio, persone, cultura, tradizioni, ma anche il business del vino, lo sviluppo economico, le innovazioni tecnologiche. Aristide vuole raccontare il viaggio nel mondo del vino di Giampiero Nadali, il suo autore, con i sensi dell’enofilo appassionato e la compagnia di quanti vorranno seguirlo.
"Vini di Vignaioli / Vins des Vignerons" è il convegno, nonché degustazione e vendita di vini "naturali" italiani e francesi appena conclusosi a Fornovo di Taro (PR). Numerosi i produttori italiani e francesi presenti, radunati sotto le insegne della viticoltura "non-intervenzionista" (calma, poi cercherò di spiegare di cosa si tratta).
La parte più interessante dell'evento di Fornovo di Taro si annunciava essere la tavola rotonda di lunedì mattina, ma ahimé non mi è stato possibile parteciparvi: chiunque fosse presente colà ci faccia sapere qualcosa.
Nell'attesa della vendemmia 2005, è notevole tra gli operatori la preoccupazione riguardo ai prezzi delle uve conferite dai viticoltori alle aziende di trasformazione. Mentre si invoca lo stato di crisi, Aristide nota che qualche segnale interessante arriva dal mondo dei viticoltori, in particolare dalla filiera produttiva dell'Asti Spumante e del Moscato d'Asti DOCG. A seguito della protesta degli agricoltori di Puglia e Sicilia, tra le regioni che maggiormente producono uve per terzi, la UE, su richiesta del Governo Italiano, ha disposto la "distillazione di crisi" per 2 milioni di ettolitri di vino, equivalenti ad un contributo per i viticoltori di 45 milioni di euro. In pratica, il prodotto in eccedenza viene trasformato in alcool per usi alimentari e consumo, salvaguardando in parte il reddito dei produttori.
una notevole eccedenza di vino del 2004 giace invenduta nelle cantine italiane;
molte aziende dedite al commercio e imbottigliamento sono progressivamente passate al lato della produzione di uve negli ultimi 10 anni. L'obiettivo di ottenere un maggiore controllo sulla qualità del prodotto in vigna era la principale motivazione. E' saltato così il tradizionale equilibrio tra conferitori di uva e commercianti/imbottigliatori.
Gli studi economici sui quali ci siamo attardati in gioventù, ci hanno insegnato che le distorsioni nelle dinamiche dei prezzi (verso l'alto così come verso il basso) sono sempre un segnale di inefficienza del mercato che forma quei prezzi.
La pubblicità su questo blog è veicolata dal network di raccolta VinoClic. Per maggiori informazioni sulle regole che Aristide si è dato circa l'informazione pubblicitaria, leggere qui.
Leggi l'eBook!
Il mio primo eBook, ideato e scritto con Elisabetta Tosi, un manuale digitale dedicato ai nuovi turisti del vino sempre più interattivi e digitali. Leggete qui la scheda dell'eBook e tutte le informazioni per acquistarlo online.
Ultimi commenti