Il caldo si fa desiderare (meglio così...), ma arriverà presto e, insieme al guardaroba, modificheremo leggermente le nostre scelte in fatto di vini.
Uno dei protagonisti delle tavole estive sarà il vino rosé.
I rosé si ottengono in due maniere:
1. raramente (ma molto spesso nello Champagne) si ottengono dalla miscela di vini rossi e bianchi;
2. la procedura standard parte dalla vinificazione in bianco di uve rosse (denominata blanc de noirs), separando le bucce non appena avranno conferito la primissima colorazione al vino.
La colorazione di questi rosé variano grandemente dal rosa più pallido al salmone, arrivando ad essere scambiati per vini rossi molto chiari.
Purtroppo, questi vini, salvo rare eccezioni, ci lasciano spesso perplessi essendo quasi sempre molto secchi, acidi, poco fruttati, con temperature di servizio spesso troppo basse, ad ulteriore detrimento delle poche qualità di molti rosé: insomma, è abbastanza difficile berne di buoni. A questo proposito abbiamo scoperto che i consumatori americani preferiscono rosé assai fruttati, spesso "quasi" dolci e di bassissima acidità. Una notevole differenza rispetto al gusto prevalente tra i maggiori produttori di questi vini, ovvero francesi, italiani e spagnoli.
Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente).
Ultimi commenti