Aggiornamento sull'Assemblea blindata dei soci del Consorzio Tutela Vini Valpolicella. E' appena arrivato il comunicato ufficiale del Consorzio.

"Contestualmente sono state sottoposte al vaglio dell'Assemblea alcune modifiche ai disciplinari di produzione delle denominazioni, nell'ottica di tutelare la qualità del vino, salvaguardando la capacità produttiva dei viticoltori".

Tutto qua. Non c'è altro: in 28 parole (su un totale di 590 utilizzate nel comunicato) viene spiegato tutto. Altre 46 parole per stigmatizzare le Famiglie dell'Amarone:

"A tal proposito, il presidente del Consorzio Christian Marchesini ha espresso il proprio rammarico per la scelta di alcuni soci di manifestare al di fuori dell’ambito consortile le proprie scelte al limite del conflitto con gli scopi del Consorzio e con il proprio ruolo di socio".

Hanno blindato un'assemblea di produttori, per poi raccontarci con questo testo che hanno cambiato il disciplinare di produzione (approvato a maggioranza). Così si gestisce una denominazione, tra le più importanti del paese, che produce 60 milioni di bottiglie per un valore di 350 milioni di euro.

A seguire il testo integrale del comunicato.

L'Assemblea del Consorzio Valpolicella approva a maggioranza bilancio e modifiche ai disciplinari di produzione

L'Assemblea dei soci del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, riunitasi venerdì 10 maggio 2013 ha approvato il bilancio consuntivo 2012 e il previsionale 2013 secondo i nuovi criteri determinati dal ruolo erga omnes assunto dal Consorzio a febbraio 2013.

Il bilancio consuntivo 2012 è di sostanziale pareggio. L'attivo passa dai 482.000 euro del 2011 ai 619.000 euro del 2012. Si registra un lieve aumento delle quote associative, che ammontano a 343.000 euro e i costi per la promozione passano dai 283.000 euro del 2011 ai 479.000 euro del 2012, a conferma della vocazione promozionale che rappresenta la mission del Consorzio stesso. 

È stato inoltre presentato all'Assemblea il bilancio preventivo 2013, fortemente orientato alle nuove tecnologie con l'adozione di una app per smartphone, la valorizzazione dell'enoturismo, la formazione degli operatori di settore sul sistema Dop, sulla tutela e la vigilanza. Parallelamente alla promozione e in sinergia con essa, in Italia e all’estero risorse ed energie saranno impegnate nella tutela e vigilanza da usi impropri, imitazioni e contraffazioni delle Dop. Quello sulla tutela dei marchi collettivi della denominazione è un capitolo importante che da anni il Consorzio segue in stretta collaborazione con la Camera di Commercio di Verona. A oggi Amarone, Recioto e Valpolicella Ripasso sono stati registrati in molti paesi che rappresentano mercati importanti e consolidati dei vini della denominazione e si sta procedendo anche con altre pratiche di registrazione nei paesi bric. L’investimento per registrazioni e vertenze ammonta a 250.000 euro. Le azioni legali andate a buon fine sono circa il 50% del totale, in cifre 20 su 39.

Un investimento consistente ha riguardato altresì il percorso di sensibilizzazione intrapreso nei confronti delle aziende agricole associate al Consorzio agli obblighi previsti dalla normativa europea e nazionale per ottenere contributi pubblici e per evitare sanzioni. Con convegni tecnici, cicli di incontri settimanali, giornate in campo e la produzione di un bollettino fitosanitario settimanale di gestione del vigneto, si è scelto di focalizzare l’attenzione sui fitofarmaci, sul loro uso, sul contenimento della deriva dei macchinari, sulle alternative convenzionali o biologiche ad alcuni principi attivi considerati rischiosi per l’ambiente e la salute umana, con il dichiarato obiettivo di arrivare alla gestione del vigneto Valpolicella secondo i principi della lotta integrata.

L'impegno del Consorzio in tutti questi ambiti ha suggerito una proposta di aumento delle quote associative, che è stato accolto favorevolmente dall'Assemblea. Contestualmente sono state sottoposte al vaglio dell'Assemblea alcune modifiche ai disciplinari di produzione delle denominazioni, nell'ottica di tutelare la qualità del vino, salvaguardando la capacità produttiva dei viticoltori. A tal proposito, il presidente del Consorzio Christian Marchesini ha espresso il proprio rammarico per la scelta di alcuni soci di manifestare al di fuori dell’ambito consortile le proprie scelte al limite del conflitto con gli scopi del Consorzio e con il proprio ruolo di socio. 

Come ha sottolineato nella sua relazione il presidente Marchesini: «In Valpolicella nel 2012 è aumentata la produzione complessiva di uve, si sono stabilizzate le bottiglie vendute di Amarone, ma aumentate quelle di Valpolicella Ripasso, è aumentato il prezzo delle uve e del vino prodotti, la produzione 2012 sarà una grande annata a livello qualitativo». Il Valpolicella, con i suoi 7.002 di superficie vitata, rappresenta il 10% del totale regionale, dislocato nei 19 comuni della pedemontana veronese. Sono 2.245 aziende che vivono e lavorano su 30.000 ettari, per una produzione di 60 milioni di bottiglie, pari a un controvalore di 350 milioni di euro. 

Verona, 10 maggio 2013