VGM mappa

La mappa dei gruppi di acquisto di VGM

La notizia è questa: è nato uno dei primi esperimenti di social commerce del vino. E’ nato in Italia, per una volta prima che altrove. E’ nato dalle parti di Genova, a Chiavari, per merito di Filippo Ronco e di un gruppo di suoi collaboratori e sviluppatori informatici. Filippo Ronco ha la paternità di molte innovazioni (*) nel mondo della comunicazione e della “relazione interattiva” tra produttori e consumatori, oltre ché tutto il resto della filiera del vino. La sua nuova creatura si chiama Vinix Grassroots Market (VGM – in pratica, un “mercato nato dal basso”).

Lentamente, ma inesorabilmente, molti fattori stanno spingendo il mondo del vino a evolversi. Se la rete ha messo al centro del mercato il consumatore (sempre più ricco di strumenti e argomenti per comunicare e comprare), la rete mette in tensione competitiva anche gli intermediari del vino, dalle reti di distribuzione ai punti vendita.

In termini concettuali è una rivoluzione, nella pratica è una lenta trasformazione dei processi che coinvolgono la relazione tra chi produce e chi compra. Una delle fasi di questa trasformazione riguarda proprio la fase di acquisto. Sin dalla fondazione di questo wine blog, sostengo che i mezzi digitali di comunicazione e interazione online avrebbero aperto nel vino l’era della dis-intermediazione, una fase storica nella quale chi produce non ha necessariamente, o meglio, esclusivamente bisogno di un intermediario tradizionale per avviare una relazione con chi compra e consuma. E viceversa: i consumatori si sono nel frattempo impadroniti della rete e si sono messi in qualche modo al centro dell’attenzione e del mercato (una di queste comunità online, i #winelovers, raccoglie circa 15 mila aderenti; Vinix, attiva in effetti solo in Italia, ne raccoglie circa 5 mila).


Prima o poi, dopo l’acquisto diretto in cantina o presso pochissimi wine market, la porta dell’acquisto diretto online si sarebbe aperta oltre le non molte esperienze di wine shop o wine club aziendali, finalmente anche in forme così articolate e ricche di opzioni come VGM.

L’idea è semplice, la realizzazione tecnica è complicata e complessa. Ma, come ogni auto di classe superiore, non importa più di tanto come funzioni il motore, l’importante è che la guida sia confortevole e divertente. In breve, VGM consente ai suoi partecipanti di acquistare in gruppo (lanciando cordate di acquisto), o in solitaria, un set di vini selezionati rigorosamente all’interno della comunità di Vinix, il social network del quale VGM è una costola. Maggiore è il numero di componenti del gruppo, migliori sono le condizioni di acquisto, con sconti che partono dal 11,3% fino al 51% (rispetto ai prezzi medi in enoteca). E i costi di spedizione sono già compresi nel prezzo, mentre le consegne dei vini avvengono presso la sede di uno dei membri della cordata, ottimizzando così i costi e le operazioni logistiche.

VGM – ci tiene a sottolineare Filippo Ronco – non è l’ennesima iniziativa di distribuzione o di vendita online. E’ invece uno strumento a disposizione dei produttori selezionati, per aprire e gestirsi un nuovo canale di vendita diretta. Ronco assicura che tutta la scontistica è stata studiata per non turbare l’equilibrio della filiera (verrebbe da dire: peccato!) o creare forme di concorrenza “sleale” al canale delle enoteche e rivenditori vari di vino.

Per i consumatori, VGM è un “accessorio” di Vinix attraverso il quale accedere ai vini di 32 cantine (al momento in cui scrivo questo post), oltre a un produttore di olio e uno di birra, con prezzi (sostiene Ronco) competitivi e molto interessanti al crescere delle quantità in ordine.

Al momento, i numeri della neonata VGM sono ancora piccoli, occorreranno diversi mesi, forse almeno un anno, per tirare i primi bilanci. Sono curioso di vedere la reazione dei consumatori e, soprattutto, quanto turbamento all’equilibrio della filiera porterà l’iniziativa. Ricorderete che, per molto meno, circa un anno fa si scatenò un discreto putiferio a causa della lettera-appello degli enotecari milanesi ai produttori.

In attesa degli sviluppi, Aristide ha aperto un gruppo di acquisto in VGM: se risiedete nel raggio di 50 km. dalla mia sede di San Giorgio di Valpolicella, potete aggregarvi qui ad “Aristide & Friends” (occorre essere registrati – gratuitamente – a Vinix). Potremo così testare insieme il funzionamento del “mercato nato dal basso”.

Per finire, troverete altri dettagli qui di seguito nel comunicato stampa ufficiale. Consiglio di consultare il sito di Vinix Grassroots Market per altre info. O ponete qui nei commenti le vostre domande e curiosità.

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Vinix Grassroots Market: leale, diretto, dal basso.

Il “social commerce” che consente di creare e gestire in autonomia i propri gruppi di acquisto, automatizzando completamente ogni processo.

Vinix Grassroots Market (http://vgm.vinix.com) è il nuovo progetto di social commerce lanciato il 18 gennaio scorso all’interno della piattaforma di social networking verticale Vinix.com

Un vero e proprio mercato dal basso basato su una selezione molto rigida di produttori di vini, oli e birre, con sconti scalari in base alle quantità acquistate, da 12 a 480 bottiglie per ordine, da soli o in compagnia.

Vinix Grassroots Market, oltre alla possibilità di acquisto da soli per professionisti o privati, consente infatti agli appassionati di automatizzare completamente la creazione e gestione dei gruppi di acquisto con i quali poter poi andare a far scorte in “cordata”, tra amici.

Il progetto, recentemente insignito del “Social award” al Premio Web Italia, è stato realizzato da un affiatato team di giovani chiavaresi e rappresenta probabimente il vertice tecnologico dello sviluppo web nell’ambito enogastronomico italiano.

Considerato che la piattaforma è stata completamente integrata all’interno del maggiore social network di settore in Italia, si può finalmente parlare di un progetto di reale social commerce.

Per informazioni:

Web: http://vgm.vinix.com
E-mail: shop@vinix.com
Tel: 347 2119450

Twitter: @grassrootmarket

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(*) Tra le iniziative di Filippo Ronco, esiste anche il network di raccolta pubblicitaria – VinoClic – al quale aderisce questo blog. Il presente post non è legato o ispirato da questo rapporto, e costituisce una libera recensione da parte del suo autore.