Sacripante Soave Le Battistelle

Produttore: Le Battistelle
Vino: Sacripante Soave Classico 2006
Denominazione: Soave DOC
Prezzo: €8,50 al pubblico in cantina, bott. 750ML.

La prima “microfiche” risale a tre anni fa, 15 luglio 2009. Lo risento oggi, il Sacripante 2006, lo prelevo dalla cantina in una serata ormai verso il declino di questa lunga estate, calda, secca e segmentata con nomi di antichi romani.

Doppia soddisfazione e relativo interesse, almeno per me, tornare sullo stesso vino e sullo stesso post, tre anni dopo (è il vantaggio di essere “anziani” della rete): il fermento di cui parlavo, a Soave ha prodotto parziali divisioni tra i produttori, ma i Dal Bosco sono rimasti dalla “loro parte”, contenti del loro massacrante lavoro, e dei suoi frutti che ricavano in uno degli angoli più conturbanti del Soave. Com’è tre anni dopo, il Sacripante 2006? Ancora meglio. La Garganega al suo meglio. Vivo, longevo, lungo, elegante. Un vero divertimento. E un brindisi alla vendemmia che viene.

[di seguito la Microfiche di tre anni fa]

C’è del fermento nel Soave. Capito a Brognoligo, piccola frazione di Monteforte d’Alpone (VR), e trovo Cristina e Gelmino Dal Bosco molto presi dai postumi di una recentissima riunione di “vignaioli incavolati“, forse si stanno ponendo le basi per qualche dinamico cambiamento nello scenario del Soave. Vedremo.
Cristina e Gelmino sono una coppia votata dal 2002 alla vigna di terroir. Gestiscono alcuni appezzamenti arrampicati su scivoli di terra vulcanica, in uno degli angoli più struggenti della terra del Soave. L’azienda prende il nome dal cru Le Battistelle, sul Monte Castellaro, che genera di suo un gran bel vino con lo stesso nome. Essendo una Garganega in purezza vinificata in acciaio e brevemente passata in legni piccoli, piace molto alla “critica”. Ad Aristide piace un po’ di più il Sacripante, una selezione delle uve del medesimo cru, che non tocca alcun legno. Sono 1.500 bottiglie che esprimono una Garganega persino “aromatica”, complessata dall’acidità perfetta,
dagli agrumi nel profumo e nel gusto, minerale, rotonda, viscosa quanto basta. Un vino con ancora grandi spazi di crescita, un vino “lungo” e di grande bevibilità. Ottimo per il rapporto qualità prezzo. Ottimo per l’identità che segnala, grazie al nome difficile (un avo di famiglia si chiamava così) e al ricordo che richiama di queste nere colline.