Salento mapColore per i visi pallidi del nord: "…quella tradizione di vini per il nord, vini da taglio ovviamente, poiché allora il vino di queste parti non aveva dignità autonoma, serviva a dare forza alcool e colore ai pallidi fratelli settentrionali" (Mauro Defendente Febbrari, "Cosimo Taurino", Veronelli Editore).

Quanto Primitivo di Manduria, e Negroamaro, abbiamo bevuto tra i "nostri visi pallidi" del nord? Ah saperlo. Ma se cercavano dignità autonoma, in quella terra fortunata che è il Salento (mappa a sinistra), l'hanno trovata eccome.

Grazie all'iniziativa della Regione Puglia e del Movimento Turismo del Vino locale, Aristide ha potuto incontrare al Vinitaly cinque aziende variamente rappresentative dell'attuale stagione del vino pugliese, nell'area del Salento e di Manduria:


Cosimo Taurino, l'azienda "storica" il cui omonimo fondatore - con Severino Garofano, l'enologo che lo affiancava - ha fondato le basi a Guagnano (LE) della vitivinicoltura pugliese moderna, circa 500/600 mila bottiglie; Cignomoro, all'opposto ecco un'azienda giovanissima (ex Terra del Galeso) con produzione a San Marzano e nella Valle d'Itria (TA), circa 60 mila bottiglie prodotte; Duca Carlo Guarini, azienda agraria della famiglia normanna dei Guarini, stabilitasi in Salento intorno all'anno 1000, oggi focalizzata su produzioni certificate "bio" con sede a Scorrano (LE), circa 200 mila bottiglie prodotte con vigneti a Torchiarolo; Santa Barbara, a San Pietro Vernotico (BR), azienda della famiglia Giorgiani al cui attuale "patriarca", l'enologo Pietro Giorgiani, va ascritto il merito del recupero di un vitigno dimenticato come il Susumaniello; infine, Cantine Soloperto, a Manduria (TA), della famiglia Soloperto, il cui fondatore Giovanni Soloperto contribuì alla nascita del disciplinare del Primitivo di Manduria DOC (1974), oggi producono circa 2 milioni di bottiglie, sotto le cure dell'enologo Massimo Tripaldi (che lavora anche per Cosimo Taurino).

I vini assaggiati durante la visita ruotano intorno ai principali vitigni autoctoni del Salento: Primitivo di Manduria, Negroamaro, Malvasia Nera e poi due rarità come il Susumaniello (bacca rossa) e il Fiano Minutolo (bacca bianca). Poi ci sono i blend e gli stili delle singole aziende, con o senza apporti di affinamenti in legno piccolo, ma tutti questi vini mi sono parsi ben degni di grande considerazione e attenzione da parte del pubblico italiano e internazionale (come testimoniano i successi di alcune di queste aziende in ambito export). Per il sottoscritto è stata un'esperienza preziosa, da ricordare.

Per finire, ecco le immagini di alcune delle etichette che più mi hanno colpito, insieme all'elenco dei vini assaggiati. Ma, ripeto, tutti i vini provati al Vinitaly erano di buona qualità, alcuni veramente ottimi. Complimenti!

  • Santa Barbara Sumanero Salento IGT 2005
    Susumaniello 60%, Malvasia nera 20%, Negroamaro 20%, affinamento in barrique.
    Un'esplosione di frutto rosso, a €8-10 al consumatore.
  • Santa Barbara Barbaglìo Salento IGT 2007
    Negroamaro e Primitivo. Affinato in botti grandi da 60Hl, fine e balsamico.
    €5,00 in cantina.
  • Duca Carlo Guarini Malìa Malvasia Nera Salento IGT 2009
    Vigne di 20 anni. Niente legno, eppure si sente una bella speziatura, con bella dolcezza fine, ma con soli 2 o 3 gr. zuccheri residui. Buonissimo! Grande bevibilità. A €8 in enoteca.
  • Duca Carlo Guarini Nativo Salento IGT 2010
    Negroamaro. Pulito e buono.
  • Duca Carlo Guarini Boemondo Primitivo Salento IGT 2008
    Primitivo 100%, appassimento del 30% delle uve. Molto fine anche questo vino.
    A €14-15 in enoteca.
  • Cosimo Taurino  Scaloti Salento IGT Rosato 2011
    Negroamaro in purezza, rosato. Molto piacevole.
    A €8,00 in cantina.
  • Cosimo Taurino Riserva Salice Salentino DOP 2008
    Negroamaro 80% Malvasia nera 20%
  • Cosimo Taurino Notarpanaro Salento IGT 2006
    Negroamaro quasi al 100% (c'è un po' di Malvasia nera tra i filari del più vecchio e particolare dei vigneti dell'azienda). Da suolo argilloso, lavorato e affinato in acciaio e in piccola percentuale in barrique. Una pietra miliare della vitivinicoltura del Salento. A €11,90.
  • Cosimo Taurino Patriglione Salento IGP 2006
    Negroamaro 90, Malvasia nera 10.
    Suolo ancora più argilloso del Notarpanaro, affinato tutto in barrique, ha bisogno di tempo per smaltire il legno questo che è il vino bandiera dell'azienda. A €40.
  • Cosimo Taurino 7.o Ceppo Primitivo Salento IGP 2008
    Primitivo 100%, lavorato solo in acciaio. Molto interessante. A €11.
  • Cignomoro Otto Cento Fiano Minutolo Salento IGP 2011
    Fiano Minutolo 100%, vitigno in via d'estinzione recuperato dall'azienda .C'è un'ottima base aromatica qui, con una discreta acidità. Leggero l'alcol a 12,5%.
  • Cignomoro 80 Vecchie Vigne Primitivo di Manduria DOP 2010
    Vino top aziendale. Bella complessità e dolcezza naturale, 6 mesi di barrique che non si notano. Sensazioni di appassimento senza essere appassito o surmaturato. Molto buono.
  • Cignomoro Otto Cento Negroamaro Salento DOC 2010
    Negroamaro in purezza.
  • Cantine Soloperto Vintìa Negroamaro Salento IGP 2011
    Negroamaro in purezza, 10 mila bottiglie per questa prima annata.
  • Cantine Soloperto Centofuochi Primitivo di Manduria DOC 2009
    Vigneto di Primitivo di 70 anni su impianto ad alberello, ne ricavano 25 mila bottiglie da una resa di 50 q/ha. Fa 12 mesi di barrique, molto sottile nella presenza nel vino. Molto buono. A €14 in cantina al privato.
  • Cantine Soloperto Rubinum 17 Primitivo di Manduria DOC 2009
    Altro vigneto di 50 anni ad alberello, qui il Primitivo viene surmaturato in pianta. Solo acciaio, con alcol al 17% interamente svolto. La sensazione dolce è sostenuta da 7 gr/lt di zuccheri residui. Un vino impegnativo, che, inevitabilmente, ricorda altri modelli da appassimento qui al nord. Interessante, da seguire nella sua evoluzione.
  • Cantine Soloperto Giovanni Soloperto Petrose N.2 Primitivo di Manduria DOC 2011
    Dal nome della contrada, alcol a 18%.
  • Cantine Soloperto PassuLentu Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG 2011
    Appassimento in pianta. Molto interessante anche se ancora molto giovane: si tratta della novità presentata qui al Vinitaly.

Ed ecco le etichette di alcuni vini assaggiati: