Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente). Ma è pure il simbolo di un'identità che interessa cercare nel vino, espressione di un frutto, un territorio, persone, cultura, tradizioni, ma anche il business del vino, lo sviluppo economico, le innovazioni tecnologiche. Aristide vuole raccontare il viaggio nel mondo del vino di Giampiero Nadali, il suo autore, con i sensi dell’enofilo appassionato e la compagnia di quanti vorranno seguirlo.
Riporto un breve dialogo-cinguettio avvenuto via Twitter ieri pomeriggio dopo la fine del Vinitaly. I cosiddetti protagonisti sono Filippo Ronco, l'anima e il cuore della comunità online del social network enoico Vinix, e il sottoscritto.
Riporto questo dialoghetto a futura memoria. In questo paese ricco di sbadati, analogici ma anche digitali, sarà interessante rivederci tra un anno e fare il punto sulle promesse del Vinitaly circa i servizi di rete e la possibilità di lavorare con gli strumenti digitali che il mondo contemporaneo ci mette a disposizione.
E dato che sui social media nulla rimane, almeno su questo blog "post canta, villan dorme"...
Diceva ieri un produttore disincantato: "Il Vinitaly è sempre una festa, tutti ti dicono che il tuo vino è buonissimo, tutti ti salutano volentieri. Ma il giorno dopo la fine del Vinitaly, cominciano i cavoli amari".
Aristide augura a tutti i produttori e agli operatori della filiera del vino italiano di saper sfruttare lo slancio positivo che così tanti dichiarano di aver ricevuto da questi quattro giorni di Vinitaly.
Bilancio provvisorio: quello che possiamo definire come il primo Vinitaly del social networking diffuso ha fallito la prova sul campo.
Nelle prime due giornate della manifestazione, e anche nel momento in cui vi scrivo dall'interno del Vinitaly, l'accesso alla rete voce e dati fornito dagli operatori di fonia e servizi mobili esterni al Vinitaly, è risultato problematico se non impossibile durante le ore di apertura della fiera. Al momento non esistono spiegazioni ufficiali, e nemmeno le fonti consultate da Aristide vanno al di là di generiche spiegazioni.
Federico Castellucci, direttore generale dell'OIV, precisa però - nell'intervista qui sotto riportata - che "la Francia ha aumentato di poco le quantità, pur crescendo in valore".
Il trionfale comunicato stampa rilasciato dal Vinitaly non sottolinea che si sta parlando di export in volumi (ettolitri), non in valori (euro). Perché il problema rimane sempre quello: noi vendiamo il vino a meno della metà del prezzo al litro praticato dai francesi. E i signori giornalisti dovrebbero ricordare e spiegare al pubblico questo fenomeno, senza intrattenersi nel "gioco delle tre carte" tra volumi e valori.
dal 25 al 28 marzo Centro Servizi Castelvecchio, area 2A, tra i pad. 2 e 3 Come nel 2011, seguirò professionalmente l'iniziativa Freewine. Freewine significa vini a ridottissimo contenuto di solfiti aggiunti. E' un marchio che raduna produttori che hanno aderito al protocollo tecnico Freewine e al conseguente disciplinare. Un approccio innovativo, perché non si tratta di produrre solamente un vino con poca solforosa aggiunta e poi scriverlo in etichetta: qui è stata impegnata la ricerca di ben due istituzioni scientifiche (CNR Pisa e Università di Verona) che hanno definito il protocollo. Intorno a ciò si è così creata una comunità di produttori (oggi già diversissimi tra loro, da tutta Italia), con l'intento di scambiare conoscenze sulle tecniche e le esperienze, fare marketing sui segmenti di mercato interessati, e successivamente informare e coinvolgere i consumatori sui vantaggi di questa tipologia di vini. Durante il Vinitaly, allo stand Freewine indicato qui sopra, sarà possibile conoscere i produttori che hanno aderito a Freewine e degustare i loro vini (opportunità riservata a giornalisti, blogger e operatori).
27 marzo, ore 13,30 - pad. 7B D3-D4/E3-E4, area Umbria "Umbria is for #winelover-s", all'interno di una serie di incontri tra winelovers e blogger, soprattutto internazionali, interverrò qui: "#winelover come parte della strategia di marketing di un'azienda vinicola", seminario / dibattito con Debra Meiburg MW, Caroline Henry, Giampiero Nadali ed Elisabetta Tosi dove si studierà come le cantine possano coinvolgere i #winelovers e trasformarli in preziosi ambasciatori del proprio brand. L'area è anche attrezzata con un accesso Wi-Fi gratuito.
Alcuni temi aperti per l'edizione 2012 di questo Vinitaly ormai alle porte:
Versione 4/5, ovvero quattro giorni anzichè i cinque della lunga storia di questa manifestazione. Vedremo che impatto avrà la riduzione di un giorno: meno pubblico? meno fatica per gli espositori e i visitatori professionali? Capiremo se la "taglia corta" salverà il Vinitaly da un'inevitabile declino (a mio parere, ovviamente), o se dovremo aspettarci altre robuste innovazioni nel 2013.
Questa edizione verrà forse ricordata per l'apertura di Vivit, l'area che il Vinitaly riserverà per la prima volta ai "vini naturali" prodotti da agricoltura biologica e biodinamica. In rete non si parla d'altro, in queste ore. Aspettatevi la ressa di eno-naturisti, curiosi e invidiosi vari. L'area attrezzata dovrebbe essere quella che ospitava la sala stampa al 1.o piano del Palaexpo, accanto all'area della Lombardia al primo piano del Palaexpo, sotto l'area Lombardia. Se Vivit sarà un successo, saranno probabili il caldo e la ressa: non il massimo della "natura", insomma. Potrete sempre riconciliarvi con essa visitando VinNatur e ViniVeri, le due manifestazioni "satelliti" dedicate ai medesimi tipi di vini, a Sarego (VI) la prima, a Cerea la seconda. Sono a circa 50 minuti d'auto dal Vinitaly, ma suvvia, nessun pasto è gratis...
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