Si torna in Friuli. Dopo il tour di tre giorni con i wine blogger della EWBC (tra Collio, Carso, Isonzo e Colli Orientali) stavolta è il Consorzio Collio Carso che propone un incontro a Gorizia (11 e 12 novembre) rivolto al mondo della comunicazione. Obiettivo della convocazione: riflettere sull'importanza dei vini bianchi di eccellenza.

Stavolta è dunque il binomio Collio-Carso che prende la bandiera dei vini bianchi italiani di qualità, vedremo come e quanto sapranno rappresentare le istanze delle tante altre denominazioni sicuramente interessate all'argomento. Si nota anche nell'equilibrio dei comunicati la prevalenza del Collio sul "piccolo" Carso. Il recente matrimonio consortile tra le due denominazioni sembra essere squilibrato. Suvvia, questi non sono tempi per individualisti, ci aspettiamo ampiezza di vedute e capacità di rappresentare un po' tutta l'enologia italica in bianco.

Aristide ha qualche idea circa un modo per valorizzare i nostri vini bianchi. E chi di voi pensa di avere altrettante idee al proposito, si faccia vivo nei commenti, magari avrò l'opportunità di riportarle nel dibattito. In ogni caso, se ne riparla dopo l'incontro di Gorizia. Nel frattempo, nel seguito del post, trovate un comunicato stampa ufficiale e un comunicato più tecnico sull'argomento.


VINI BIANCHI DI ECCELLENZA, SE NE PARLA A GORIZIA

Cosa pensa dei vini bianchi italiani il mondo, dagli Stati Uniti al Regno Unito fino all’Asia?

A Gorizia si parla del futuro di un comparto fiore all’occhiello del Collio e di molte regioni italiane

Sabato 12 novembre -  h. 15.00  – Aula Magna Polo Universitario Via Alviano, 18 – Gorizia

Vini bianchi d’eccellenza: a Gorizia un summit internazionale di alto livello su export e turismo. Dopo anni in cui tutto pareva tinto di “rosso” è ora tempo di rivincita per l’enologia in bianco. E l’area scelta per parlare della situazione di questa fetta di mercato in forte crescita (il comparto secondo Assoenologi rappresenta il 55% del totale dei consumi, mentre i vini rossi e rosati sono scesi al 45%) non poteva che essere quella del Collio, fiore all’occhiello nella produzione dei vini bianchi di qualità.  L’incontro, cui parteciperanno alcuni protagonisti del settore, dal Regno Unito agli Usa, si terrà il 12 novembre, alle ore 15.00 presso l’aula magna del Polo Universitario di Gorizia in via Alviano 18. L’appuntamento è organizzato dal Consorzio Tutela vini Collio e Carso con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia.

Molti saranno gli spunti offerti dall’incontro, che vedrà anche la presenza di un ospite d’onore,  “The Wine Advocate” Antonio Galloni, rappresentante della critica più temuta del mondo anglosassone. Ad aprire l’incontro sarà Antonio Calò, presidente dell’Accademia della Vite e del Vino, che fornirà una panoramica dei vini bianchi italiani.

Crediamo sia importante parlare della situazione dei vini bianchi di eccellenza, bandiera per l’Italia, e pensiamo che l’incontro sia un’ottima occasione per fare “squadra” tra territori e denominazioni accomunate da un’identità forte. L’evento del 12 novembre è stato studiato per aiutare le imprese a capire meglio le logiche del mercato globale”, afferma Patrizia Felluga, presidente del Consorzio di Tutela Collio e Carso.

Seguirà il focus sul Regno Unito, assieme agli Stati Uniti uno dei mercati più promettenti, a cura di Philip Cayman (Wine Intelligence).  Durante l’evento si parlerà anche di strategie di promozione per affermare un comparto in costante ascesa. Il turismo è in questo senso certamente il mezzo migliore, come dimostreranno Paul Wagner di Balzac Consulting (California) e Mark Chandler di Lodi Grapewine Commission, che riporterà l’esempio del The Lodi Story. Non mancherà il parere del mercato grazie a Michèle Shah, giornalista ed esperta di mercati emergenti, e Gordon Palmateer, che spiegherà come far fronte ad alcune difficoltà pratiche come la logistica. A moderare l’incontro sarà Giorgio Dell’Orefice, giornalista de Il Sole24Ore.

L’incontro, aperto a giornalisti, operatori del settore e produttori, ha l’obiettivo di contribuire alla crescita di un comparto che si sta dimostrando in buona salute.

===================

OPPORTUNITA’ E MINACCE PER I VINI BIANCHI DI ECCELLENZA

Il 12 novembre Gorizia diviene capitale dei bianchi d’eccellenza con un un summit interamente dedicato alle  prospettive nel mercato internazionale per un comparto trainante dell’enologia nazionale.

E’ sempre più internazionale il futuro dei vini bianchi italiani. Sulla scia di quanto sta avvenendo in Italia, dove  il vino bianco si è portato al 55% del totale dei consumi, mentre i vini rossi e rosati sono scesi al 45% (dato Assoenologi), anche all’estero è ora tempo di rivincita per il comparto.

Sarà questo il tema del convengo internazionale ‘Opportunità e Minacce per i Vini Bianchi di Eccellenza’, in programma l’11 e 12 novembre a Gorizia, promosso dal Consorzio Tutela Collio e Carso con il sostegno della regione Friuli Venezia Giulia. Aperto ad aziende ed operatori del settore italiani ed esteri, l’incontro offrirà anzitutto un focus sul mercato statunitense, grazie alla presenza di personaggi di primo piano come Antonio Galloni, referente di “The Wine Advocate”, la temutissima newsletter di Robert Parker e Paul Wagner, della società Balzac Consulting, esperto di marketing internazionale.

La scelta di puntare con decisione sul mercato US non è casuale. Solo nel primo semestre, infatti, il mercato dei vini bianchi nel Paese ha registrato una crescita del + 19,8% e le stime di Assoenologi prevedono nel 2012 un’ulteriore crescita del 10%. E se in pole position vi sono vini come il Soave e il Pinot Grigio, per il Collio e, più in generale, per il Friuli Venezia Giulia, regione da sempre vocata alla produzione di vini bianchi di eccellenza, si aprono scenari sempre più interessanti. Durante l’incontro del 12 novembre non si parlerà però solo di Stati Uniti. A intervenire saranno anche Filip Cayman, della società di indagini di mercato Wine Intelligence, che presenterà la situazione dei vini bianchi di eccellenza nei principali mercati di export per il vino italiano, e Michèle Shah, giornalista ed esperta di marketing nei paesi emergenti. 

Oggi l’export del vino italiano vale 3917,4 milioni di euro e il Friuli Venezia Giulia rappresenta l’1%  con 65,5 milioni di euro. Sebbene in percentuale assoluta il valore sia limitato, in termini di immagine giocano un ruolo importante. Merito dei produttori, primi fra tutti quelli del Collio, che hanno saputo unire una dimensione famigliare delle aziende, in media estese su 4 ettari, alla vocazione internazionale.  Merito anche del programma di promozione nei paesi terzi iniziato nel 2009 e promosso dal Consorzio Tutela Collio e Carso che, grazie a fondi OCM vino, darà vita a un progetto di promozione tra il 2012-2014 con un investimento di 3,4 milioni di euro. Paesi obiettivo saranno Stati Uniti, Paesi Bric e Asia e, già a fine ottobre, sarà realizzata un’iniziativa presso lo Showroom Vespa di San Francisco. 

In Europa, invece, il Consorzio sta avviando un progetto di promozione in Germania e Austria.  Con iniziative cui aderisce l’intero sistema, e attraverso la forte propensione all’internazionalizzazione delle imprese, il Collio è riuscito ad affermare nei mercati esteri le referenze più identificative di territorio (come Collio Bianco o Ribolla Gialla) e a registrare una percentuale d'export superiore della media regionale.

La produzione del Collio ammonta a 6 milioni di bottiglie con una percentuale dell’80% di vini bianchi. Il valore al consumo è di circa 200 milioni di euro.

Il Consorzio di Tutela

Fondato nel 1964, tra i primi in Italia, il Consorzio Tutela Collio nacque da un’intuizione del primo Presidente, il Conte Attems, che ebbe la lungimiranza di unire i migliori produttori locali, con l’obiettivo di promuovere la qualità del vino del territorio e di tutelarne la qualità. 

Grazie al lavoro del Consorzio di Tutela nel 1968 fu ottenuta la doc.

Nel 2010 il Consorzio Tutela Collio assume una nuova dimensione, grazie alla fusione con il Consorzio Carso. Diventa così  Consorzio Tutela Vini Collio e Carso. Il Consorzio si occupa della tutela, valorizzazione e promozione delle due denominazioni Collio e Carso che, pur mantenendo la propria identità distintiva, beneficiano in questo modo delle sinergie di conoscenze e competenze tipiche della viticultura di collina.

Oggi il Consorzio riunisce 200 produttori della denominazione Collio ed ha una forte  rappresentatività.