Vinea Tirolensis 2011 Vinea Tirolensis è la manifestazione annuale dell'associazione Freie Weinbauern Südtirol / Vignaioli Indipendenti dell'Alto Adige. Qualche giorno fa, il 22 agosto, è stata celebrata la 12.a edizione a Bolzano, nel moderno autosalone multi-marca di un importante concessionario, Autocity Barchetti. Quindi: logistica, parcheggi, spazi attrezzati e aria climatizzata erano garantiti al massimo livello di efficienza. Complimenti.

Novità interessante di questa edizione è stata la degustazione di sei verticali di altrettante aziende dell'associazione: Kuenhof, Unterortl, Peter Dipoli, Tenuta Ansitz Waldgries, Obermoser e Maso Unterganzner per 31 vini complessivamente, presentati dagli stessi produttori e con la moderazione di Christine Mayr, presidente Associazione Sommelier Alto Adige.


Non c'è maggiore soddisfazione nel ripercorrere le annate in presenza di vini prodotti con uve interamente di proprietà: cioè, in situazioni produttive dove un'annata carente non può essere "compensata" con uve provenienti da conferitori esterni all'azienda. L'annata è l'annata. Stop. Questo ci hanno trasmesso un po' tutti i vini proposti in degustazione. E non è affatto un risultato banale sul quale sorvolare.

Diamo un occhiata a cosa abbiamo degustato?

  • Kuenhof Sylvaner Alto Adige Valle Isarco DOC
    L'annata preferita dal sottoscritto è il 2009: per il naso ampio, la bella sapidità in bocca circondata da una picevole "oleosità". Peter Pliger non definisce l'azienda a conduzione biodinamica, ma sottoposta ad alcuni trattamenti con prodotti "energetici". Non c'era tempo per approfondire: per ora, rilevo i bassi contenuti di solfiti (mai oltre i 28mg/lt.), minimo impiego di antiparassitari, usa legni di acacia per circa un terzo. Se si trova ancora in cantina, l'annata 2008 è una valida alternativa al 2009.
  • Weingut Unterortl Riesling "Castel Juval" Alto Adige Valle Venosta DOC
    Considero Martin Aurich uno degli enologi più sensibili e capaci oggi sulla piazza, senza fumi ideologici per la testa e nemmeno eccessi pragmatici nella pratica. Una sua battuta – rispondendo alla solita domanda "ma come, usa lievita selezionati?" – mi illumina: "non mi interessa la "natura" dei lieviti, (selezionati o autoctoni, ndr.) mi interessa trasmettere correttamente l'essenza dell'uva che coltivo". Per le annate c'è solo l'imbarazzo della scelta. A parte il 2009 – giovanissimo e fresco con il suo ananas – tutte le altre sono di elevatissimo livello: 2008, 2006, 2005 e 2004. Il 2008 sembra avere una lunga capacità di invecchiare, seguito dal 2004 che conferma quanto il tempo non nuocia a questi vini.
  • Peter Dipoli Sauvignon "Voglar" Alto Adige DOC
    Campione di understatement e delle idee chiare, Peter Dipoli snocciola la sua visione: trattenere un anno in più il vino in cantina, ricercare l'eleganza, evitare i le pirazine (composti organici aromatici responsabili dei sentori "verdi") e favorire lo sviluppo dei tioli, i precursori del Sauvignon Blanc. Se l'uva non ha le condizioni per maturare con la dovuta lentezza (e "smaltire" quindi le pirazine) pazienza: l'annata ne viene così marcata, ma non ci sono alternative. Il 2008 ebbe tali condizioni e il Voglar ne risulta buonissimo. Stesso dicasi per 2002 e 2004, quest'ultima afflitta da problemi coi tappi. Dipoli sogna il tappo a vite, ma il mercato italiano – secondo lui – ne condiziona l'adozione.
  • Tenuta Ansitz Waldgries Santa Maddalena Classico Alto Adige DOC
    Nel cuore della celebre collina che domina Bolzano, culla della Schiava gentile (che condivide con la zona di Caldaro), qui leggermente "tagliata" con uve Lagrein. Buone e tipiche le interpretazioni delle varie annate, sorprende la condizione del 2004, vivissimo e fruttato. Chi dice che la Schiava è solo un vinino di pronta beva vada a trovare Christian Plattner in cantina…
  • Obermoser Lagrein Riserva "Grafenleiten" Alto Adige DOC
    Thomas Rottensteiner e il fratello Heinrich sono la generazione con il compito di "mantenere" gli standar raggiunti da questo Lagrein "Grafenleiten". Su tutte le annate 2007 e soprattutto 2000, che si segnala veramente ottimo nel suo stato di evoluzione attuale. Un bel traguardo che auguro anche al 2007 di raggiungere. Complimenti!
  • Maso Unterganzner "Composition Reif" V.d.T.
    E' sempre un piacere sentire Josephus Mayr – ex presidente e co-fondatore dell'associazione dei vignaioli – spiegare i suoi vini con quella divertita semplicità che lo distingue. Anche con un vino "complesso" come il "Composition Reif" (Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Petit Verdot, Lagrein), Mayr si diverte a semplificare il messaggio: gli guardi le mani da vero viticoltore, e lo senti accennare al leggero appassimento in pianta delle uve di Cabernet, alla lunga vendemmia di selezione, alle barrique rigorosamente nuove e miste nei legni di provenienza. Secondo Aristide, Mayr con questo vino sta facendo importanti esperienze e l'annata più recente – 2008 – è molto, molto buona: equilibrio, ampiezza delle sensazioni olfattive e gustative, morbidezza.

E' tutto da Bolzano. Nel box qui sotto, alcune immagini della manifestazione: