Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente). Ma è pure il simbolo di un'identità che interessa cercare nel vino, espressione di un frutto, un territorio, persone, cultura, tradizioni, ma anche il business del vino, lo sviluppo economico, le innovazioni tecnologiche. Aristide vuole raccontare il viaggio nel mondo del vino di Giampiero Nadali, il suo autore, con i sensi dell’enofilo appassionato e la compagnia di quanti vorranno seguirlo.
Convegno in Veronafiere, si parla di "Eco-sostenibilità e vantaggio competitivo nelle imprese agricole". Tra i relatori il prof. Attilio Scienza, Ordinario di Viticoltura presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Milano, uno degli esperti italiani più noto e richiesto in qualsiasi convegno e occasione di incontro e dibattito.
Riportando via Twitter alcuni passaggi del suo intervento (qui ne trovate abbondanti tracce), noto che si accende la discussione tra alcuni amici animatori abituali di temi enoici su Twitter. La miccia, mi sembra, sono tre affermazioni del prof. Scienza:
"siamo vittime di cattiva informazione su temi del «naturale», in agricoltura da sempre nulla è «naturale»!";
"vedo nell'agricoltura integrata una sintesi ottimale tra l'approccio convenzionale e quello biologico";
"la biodinamica è l'agricoltura da presepe, ma per carità, si può far tutto a questo mondo...".
Un'altra buona notizia dal mercato e dall'Alto Adige. Perché è sempre una buona notizia quando 19 produttori riorganizzano la propria attività nel segno del mercato e, soprattutto, mettono al centro dell'iniziativa "un disciplinare autonomo realizzato e sottoscritto di concerto da ben 19 produttori vinicoli locali, che garantisce al consumatore una selezione di qualità superiore".
Un disciplinare che si chiama “Charta del Lago di Caldaro”, riguarda i vini prodotti da uve Schiava (della quale si registra un effettivo rilancio e ritorno di interesse), e si potrà individuare tramite il sigillo riprodotto sulla capsula (qui a lato nella foto) che riporterà la dizione “Selection Kalterersee D.O.C.”.
Nel diluvio quotidiano di comunicati stampa che si abbatte sulle caselle di posta di Aristide, eccone finalmente uno dotato di una vera notizia.
Quattro aziende romagnole, Drei Donà, Fattoria Zerbina, Poderi Morini e Tremonti, hanno costituito - su basi paritetiche - una società commerciale per gestire il loro mercato regionale, mettendo a fattor comune un giro d'affari di circa €1,5 milioni e 1.359 clienti attivi.
Come Aristide ha sempre pensato, amici vignaioli, unirsi si può.
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