Vulcania_LOGO_2 Nell'ambito della manifestazione "ViniMilo 2010", annuale rassegna di eventi enogastronomici organizzati nel bel villaggio vitivinicolo etneo di Milo, ho partecipato giorni fa a una interessante degustazione nonché simpatica serata, una sorta di estensione "sperimentale" di Vulcania 2010 – Soave, La Fucina Segreta di Vulcano, evento allungatosi quest'anno fino a inglobare l'area del vulcano per eccellenza, l'Etna. Quindi, ecco nascere Vulcania Etna 2010 (guardate le foto in fondo a questo post), nella suggestiva sede della storica azienda Barone di Villagrande, a Milo, sotto gli occhi attenti e l'attiva partecipazione del padrone di casa Carlo Nicolosi Asmundo e del figlio Marco, al cospetto di molta “bella gente” locale (oltre 70 persone tra produttori, operatori e appassionati), "paganti" ed entusiasti di confrontarsi coi vini dei vulcani del nord.

Qui si è celebrata l'intuizione del bravo Aldo Lorenzoni – direttore del Consorzio del Soave – (supportata da Giovanni Verzini, coordinatore delle Città del Vino del Veneto), ovvero l’ipotesi di lavoro per un gemellaggio ideale, "vulcanico", tra Caricante e Garganega, le due uve da suoli vulcanici che trovano la loro massima espressione rispettivamente a Milo e nel comprensorio di Soave.

E' vero, è un po' sbilanciato il rapporto tra la grande denominazione del Soave e il piccolo Etna Bianco, quest'ultimo una frazione della produzione complessiva dell'Etna DOC, in prevalenza contraddistinta dai vini rossi basati su Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio. Ma da qualche spunto bisogna pur cominciare. Più che sui vitigni, sarà interessante, nel prossimo futuro, concentrarsi sui parallelismi offerti dalle caratteristiche dei suoli vulcanici: antichi ed evoluti quelli di Soave e dintorni, "giovani" e in costante evoluzione quelli etnei. E soprattutto sulle forme di viticoltura in grado di esaltare al meglio (al di là delle diversità climatiche) le caratteristiche dei terroir, e le conseguenti "spremute della terra" che sarebbero i vini qui estratti.

Il resto è puro divertimento e curiosità, come lo "show" in tre lingue di Giuseppe Benanti (in lingua siciliana e inglese, oltre all'italiano), o le interessanti combinazioni gastronomiche preparate da Valentino Scandalora, lo chef embedded della piccola spedizione di Soave.

Interessante la selezione delle aziende e dei vini in rappresentanza delle due realtà produttive. Ottima anche la figura del Durello (spumante e fermo) rispetto al notevole Insulae Spumante di Etna Rocca d'Api. E poi Soave ed Etna Bianco nelle interpretazioni delle varie aziende:

  • Fongaro, Lessini Durello MC 2007
  • Etna Rocca D’Api, Insulae Spumante (Nerello Mascalese) metodo Charmat
  • Sandro De Bruno, Lessini Durello Superiore 2008
  • Sandro Gini, La Froscà Soace Classico 2008
  • Vicentini, Il Casale Soave Superiore 2008
  • Montetondo, Foscarin Slavinus Soave Superiore 2007
  • Barone di Villagrande, Etna Bianco 2009
  • Scilio, Etna Bianco 2009
  • Il Cantante, Etna Bianco 2009
  • Benanti, Pietramarina Etna Bianco Superiore 2006
  • Vicentini, Recioto di Soave Docg 2007
  • Cantina di Monteforte, Il Sigillo Recioto di Soave 2007
  • Barone di Villagrande, Malvasia delle Lipari 2007

Una bella occasione di confronto e conoscenza tra due realtà produttive così diverse e distanti, dove tutti si sono sforzati di approcciare gli altri con umiltà e curiosità, spronati tutti quanti dalla consapevolezza dell'enorme patrimonio territoriale che la Natura ha donato.

Infine, ecco le foto della serata: