Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente). Ma è pure il simbolo di un'identità che interessa cercare nel vino, espressione di un frutto, un territorio, persone, cultura, tradizioni, ma anche il business del vino, lo sviluppo economico, le innovazioni tecnologiche. Aristide vuole raccontare il viaggio nel mondo del vino di Giampiero Nadali, il suo autore, con i sensi dell’enofilo appassionato e la compagnia di quanti vorranno seguirlo.
Si impone un'avvertenza, prima ancora di cominciare. Mi raccomando, quando pronunciate questo nome slavo, Vitovska, ricordate di calcare l'accento sulla "i" e sulla "a".
Ora possiamo proseguire.
Vitovska, vitigno autoctono dell'Altipiano Carsico triestino. Dicono che il nome abbia origine slovene, secondo alcuni deriva da Vitez, cioè il vino del cavaliere. In Slovenia la chiamano Vitovska Garganja. Nel triestino la chiamavano anche Organca, Gargania o Gargana.
Negli anni '60 Luigi Lupinc, vignaiolo di San Pelagio di Prepotto, è stato il primo a selezionare la Vitovska, a innestarla su viti americane e imbottigliarla. Occorrerà però aspettare il 1996 per ottenere l'inserimento della Vitovska nel disciplinare del Carso DOC. La pazienza non manca a questi vignaioli del Carso.
Vignaioli biodinamici tornano sui banchi di scuola: l'interno giorno si svolge tra i tavoli di una calda sala di un ristorante della periferia bolognese. Qui, VinNatur - Associazione Viticoltori Naturali, guidata da Angiolino Maule, vignaiolo in Gambellara, ha organizzato una giornata di approfondimento sulle fermentazioni naturali. Anziché cantarsela tra loro, abbiamo assistito a un confronto con un enologo "esterno" a VinNatur, anche se alcune aziende sue clienti fanno parte del gruppo. Si tratta di Federico Giotto, sensibile e competente enologo, ma anche ottimo affabulatore del vino, oltre che responsabile di un team di ricercatori che collaborano con lui nella Giotto Consulting.
Occorre fare presente al lettore, soprattutto a colui che del vino professionista non è, che intorno ai lieviti del vino - microbiche creature che sono i funghi unicellulari - si concentra un dibattito molto acceso tra visioni "ideologiche" contrapposte e fondate, da una parte, sui lieviti autoctoni, dall'altra sui lieviti cosiddetti selezionati.
Trovatemi voi una manifestazione enoica italiana che apra i suoi lavori senza il saluto di ministri, assessori e autorità locali. Portatemi un evento che non senta il bisogno di rendere omaggio al feudatario locale, all'occupante permanente dell'economia vitivinicola, grazie allo scambio basato su sussidi, prebende, finanziamenti, agevolazioni.
Io una manifestazione di questo genere ve la posso indicare: accade in Liguria da sei anni, a Genova in particolare da tre. Si chiama Terroir Vino. Accade per merito di Filippo Ronco (e collaboratori). Anzi, è appena accaduta, ieri lunedì 7 giugno.
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