Dopo una cena al ristorante e dopo un congruo periodo di tempo mi metto
alla guida, rispetto le norme, non compio alcun reato, vengo fermato per
un controllo, vengo sottoposto all'esame dell'etilometro e, se mi
oppongo, subisco ugualmente un trattamento sanzionatorio come fossi
colpevole.

Viviamo in un paese dove la Corte di Cassazione emette sentenza persino su un padre che ha dato dell'imbecille al figlio (condannando il primo). Eppure, l'abuso di etilometro è una questione di diritto di sostanza: può lo Stato travalicare il diritto elementare della persona reinserendo il principio della "presunzione di colpevolezza" attraverso i controlli obbligatori dei livelli di alcol nel sangue, anche in presenza di comportamenti di guida rispettosi del Codice della Strada e senza essere in flagranza di reato e/o responsabili o coinvolti in incidenti stradali?

Perché nessuno dei grandi responsabili della filiera vitivinicola italiana non si decide ad aprire una battaglia civile sulla verifica di legalità e costituzionalità di queste norme? Insomma, essere sottoposti a controlli e prelievi in assenza di reati o comportamenti pericolosi sulla strada, non è una violazione dei diritti della persona sanciti dalla nostra Costituzione?

In attesa di avere risposte, segnalo l'iniziativa lanciata sul web da Franco Ziliani (qui il post), nel quale – fra le altre cose – annuncia la costituzione di un gruppo di lavoro per studiare proposte sull'argomento. Aristide manda questo contributo: facciamo verificare la costituzionalità di queste norme del Codice della Strada chiedendo un parere legale a esperti del settore. Alziamo il livello del dibattito nella rete e coinvolgiamo i politici disponibili.