Capita di leggere un pezzo di Camillo Langone sulla Barbera frizzante di Braida di Giacomo Bologna. Parla de la Monella, una delle "creature" di Giacomo Bologna, "…l'uomo che a fine Novecento conferì dignità a un vino snobbato". Chiudendo l'articolo, Langone osserva: "L'orgoglio dei Bologna è nei grandi formati ancien régime, predecimali: il glorioso quarto di brenta (dodici litri) e l'ottavino (sei). Nessun altro ha il coraggio di versare un vino facile in misure così difficili: per arrivare ai supermagnum prendono tutti la scorciatoia del pomposo, e lì si ingolfano".

Che folgorazione.

Mi spiego. La Barbera è senz'altro un "candidato vinino". Il neonato "Manifesto per la piacevolezza dei vini da bere", stilato da Angelo Peretti [blog: InternetGourmet], e le successive note "Appunti per una estetica del vinino", tracciano il profilo del vinino ideale, a partire dalla filosofia di produzione fino alla filosofia di consumo. Evviva.

Ma Aristide è altresì convinto che pure la forma sia sostanza. Possiamo introdurre la questione della "forma dei vinini" ovvero del contenitore ideale per i vinini?

Io credo di sì. Credo che questo entusiasmo positivista che ci ha preso in diversi possa estendersi anche alla bottiglia ideale o, meglio, al "formato suggerito per il vinino".

Grande. Può essere grande. Una magnum per i vinini. E anche oltre i millecinquecento millilitri.

Il vinino ha un prezzo contenuto, quindi noi entusiasti possiamo permettercelo "grande". Se deve essere come è, cioè piacevole, conviviale, condiviso e fraterno, di vinino ce ne deve essere per tutti.

Coraggio, signori produttori di vinini. Prendete esempio dai Bologna. Vogliamo i vinini della vendemmia 2009 sempre più spesso in formato grande. Perchè lì dentro sarà ancora più buono. E conveniente, perchè risparmiamo un po' sui vetri, sulle etichette, sui tappi, sulle capsule. E poi lanciamo un messaggio solare e positivo, in questi tristi tempi di recessione e intolleranza neo-proibizionista: il vino è convivio, compagnia di amiche e amici intorno alla buona tavola italiana, è salute, risate, leggerezza. La bottiglia grande è la festa di questi valori concreti, tangibili, che dureranno oltre le isterie contemporanee.

La bottiglia grande è il veicolo perfetto per il vinino.