Paraponzipò paraponzipò / come canti be’ / arifacce ‘n po’…
Gabriella Ferri, Semo In Centiventré


"Osservando la bottiglia sembra un vino «tradi­zionale» [e osservando la lattina, cosa sembra?? Ndr.] Dubbi fugati dalla voce «vino de-alcolizzato» e dalla degustazione quando si percepisce che il vino è privo di alcol [in realtà è presente allo 0,5 vol., Ndr.] . E' la nuova bevanda di tendenza in molti paesi europei come Spagna, Francia e Germania, che si ottiene tramite l'azzeramento dell'etanolo ma non dei profumi e dei sapori tradizionali. Il vino de-alcolizzato non nasce senza alcol ma ne viene privato in un secondo momento, riducendo o azzerando tramite un procedimento naturale la percentuale alcolica…

…Vantaggi? Numerosi per gli astemi che finalmente non si sottrarranno più alla degustazione, limitare i danni alla salute e non ultimo passare indenni all'etilometro. Primi distributori in Italia, due giovani imprenditori vicentini, Massimiliano Bertolini e Manuel Zanella (quest'ultimo astemio) che lanciano WineZero. WineZero è l'etichetta con cui vengono commercializzati, per la prima volta in Italia, i vini di Eminasin di Bodega Matarromera, gigante spagnolo nella produzione enologica".
"Sbarca in Veneto il vino de-alcolizzato «Un mercato nuovo»", Eleonora Cazzaro, Il Corriere del Veneto

Il procedimento non è affatto naturale, si ricorre alla tecnologia (nemmeno particolarmente nuova o innovativa) della "colonna a coni rotanti" (spinning cones column). Ne ho scritto qui su Aristide nel febbraio 2007. Ne parla esplicitamente qui l'azienda spagnola che "assembla" questi vini. Il procedimento non è affatto naturale, come sostiene la redattrice del Corriere: in sintesi, per centrifugazione si separano le molecole di alcol dal vino, poi si riassembla il tutto. "Deconstruction", dicono correttamente gli spagnoli.

Ma soprattutto, mi piace il marchio: "WineZero". Zero vino. Appunto.