DSC04820 Come anticipato nella chiusura del post precedente, eccomi a parlarvi dei vini che ho potuto degustare nel padiglione "BioQualiVino" all'interno del Sana (Salone Internazionale del naturale), presso la Fiera di Bologna.

Giova ripetere quanto già già scritto: raramente capita di partecipare a degustazioni collettive così ben organizzate. Bicchieri, catalogo dei vini e delle aziende, descrizioni, glacette sempre fresche, self-service senza sommelier, qualche buona proposta gastronomica a supporto della resistenza del visitatore, piccola enoteca per acquistare i vini esposti. Tutto ben curato, complimenti. Un bravo a Fabrizio Penna, ottimo direttore di Enotime e ideatore dell'iniziativa, come pure ai suoi collaboratori.

La degustazione dei vini 97 vini presentati dai 55 produttori aderenti alle sei associazioni porta-bandiera della filosofia "bio" era "assistita" da un ottimo catalogo tascabile, con schede descrittive per ogni azienda ed etichetta, corredata persino dei prezzi di vendita in cantina. WOW! Cosa chiedere di più?

DSC04792 Prima di affrontare i vini esposti, ho partecipato alla degustazione con Gaspare Buscemi, enologo-vignaiolo in Cormons (GO), agit-prop (mi si passi il termine) del vino artigianale. Il tema: "I bianchi che sfidano il tempo: le vecchie annate dei vini d'artigianato di Gaspare Buscemi". Una sfida superata brillantemente, con due vini: uno spumante rifermentato in bottiglia (annate 2007, 1998 e 1991) e un bianco da uvaggio pinot bianco, tocai e ribolla (annate 2006, 2000 e 1987).

Qui e di seguito, una breve rassegna dei vini che più mi hanno colpito, meritandosi l'annotazione nei database di Aristide…

  • Gaspare Buscemi, Perle d’Uva Frizzante con rifermentazione in bottiglia 1991
    Il terriorio di questo vino è il Collio di Oslavia nel comune di Gorizia e la piana pedecollinare di Soleschiano, nel comune di Manzano. Parliamo di uve da Ribolla gialla, Chardonnay, Malvasia istriana e Verduzzo friulano.
    Ottimo, nonostante l’età. Buona acidità, ancora viva e rinfrescante. Vino più complesso rispetto alle altre due annate più giovani, con un morbido gusto quasi aromatico, assai più buono, insomma. “Il tempo è la dimostrazione che abbiamo lavorato bene”, dice Buscemi. Bel lavoro, sì, non c'è che dire. In cantina a €18.
  • Gaspare Buscemi, Alture Bianco Venezia Giulia Igt 1987
    La base qui è Pinot Bianco, con integrazioni di Tocai Friulano e Ribolla. Dopo 21 anni in bottiglia è oro vivo nel colore, e non è merito di alcuna botte in legno. Più scarico nel profumo rispetto alle altre annate, ma molto vivo ed elegante. “Il tempo rende sferico il vino”, sussurra Buscemi. Rende abbastanza bene l’idea.
  • DSC04825 Porta del Vento, Saharay Catarratto Sicilia Bianco Igt 2008
    Selezione di Catarratto in purezza, effettuata nella cantina a Camporeale (PA), contrada Valdibella. Marco Sferlazzo lo fa fermentare sulle bucce per due settimane in tini di legno da 50 Hl, aperti, senza controllo di temperatura, nè solforosa aggiunta, nè lieviti selezionati aggiunti, follature manuali, spremitura nel torchio manuale, affinamento in legni grandi da 25 Hl. Lo stile "ossidativo" rende a questo vino un conturbante colore, leggermente ambrato. Ottimo davvero. In cantina a €12,50.
  • Porta del Vento, Ishac Nero d'Avola Sicilia Igt 2008
    E' saltato fuori da sotto il banco, una sorta di "fuori sacco". Qui la fermentazione sulle bucce dura addirittura 30 giorni, con le stesse modalità del precedente. Sorprendentemente già pronto, molto interessante, non capita spesso un Nero d'Avola così piacevole. Complimenti.
  • Arianna Occhipinti, Il Frappato Sicilia IGT 2007, Frappato di Vittoria 100%, agricoltura minimale (solo trattamenti con zolfo in vigna). Una conferma per questa brava produttrice. Frutto balsamico, sempre molto piacevole. Il prezzo in cantina passa da €13 (rilevato un anno fa per l'annata 2006) a €18. E' il successo, bellezza.
  • Fattoria di Bacchereto – Terre a Mano, Sassocarlo Terre a Mano Toscana Bianco IGT 2006
    Siamo a Carmignano (PO), podere di 8 ha. Qui abbiamo un campione di "quei certi vini bianchi toscani" tutti terroir ed espressività propria. Trebbiano all'80%, Malvasia al 20%, uve da agricoltura biodinamica, da un vigneto-cru di 1,5 ha, vigne di 35 anni, dalla commovente densità di impianto inferiore ai 2.800 ceppi per ettaro, resa a 33 q.li/ha. Vinificato in acciaio, affinato in tonneaux di rovere da 350 l. e poi in bottiglia. E' forse il vino più particolare trovato qui: intensità al naso, gusto ampio, ricco di potenza e morbidezza, lungo e persistente, elegante. Ricorda la complessità di certe riserve spagnole degustate di recente (Lopez de Heredia, Viña Tondonia Reserva Rioja Doc, per capirci – anche se il Sassocarlo ha almeno 15 di meno…). Complimenti vivissimi a Rossella Bencini Tesi. In cantina a €18.
  • Santa Maria, Brunello di Montalcino Docg 2004
    Non conoscevo questo podere di 3 ha., sotto il versante nord del paese di Montalcino. Mentre lo verso, noto subito il colore: attenzione, questo Brunello si presenta alla grande, il colore lo associo immediatamente al ricordo vivo e fresco del Brunello de Il Marroneto, Madonna delle Grazie, di Alessandro Mori (qui il post). Immaginatevi la sorpresa quando Marino Colleoni mi dice che è vicino di casa del Mori. Ah, che sorprese ti fanno certi terroir… Tipico campione della miglior razza di Brunello di Montalcino da vignaiolo attento e sensibile. Buonissimo, raccomandato. In cantina a €26.
  • Zidarich, Malvasia Carso Doc 2007
    Un bel campione di Malvasia, importata dalla regione istriana e adattatasi sulle colline del Carso triestino. Anche in questo caso vinificazione in tini aperti, macerazione sulle bucce, lieviti selezionati fuori dalla cantina, nessuna filtrazione, niente stabilizzazione. In cantina a €20.
  • DSC04823 Villabellini, Taso Valpolicella Classico Superiore Doc 2005
    Cecilia Trucchi alleva viti completamente delimitate da un muro a secco in uno degli angoli più belli della Valpolicella classica, a Castelrotto. Da queste parti il vigneto cintato lo chiamano "brolo". Dal brolo di Villabellini Cecilia ricava circa 9 mila bottiglie per una sola etichetta, il Taso. Poi, per sentimento e attaccamento alla storia locale, quando è possibile produce anche un buon Recioto della Valpolicella, Uvapassa si chiama. Pur conoscendo Cecilia e il suo Taso, sono ancora una volta rimasto colpito dalla sua qualità autentica. E' un Valpolicella con ancora la Molinara nell'uvaggio, una vera rarità in questa era di delirio da sindrome da mono-vitigno per la Valpolicella. In cantina a €28. Li vale proprio tutti.
  • Rinaldi Giuseppe, Barolo Brunate – Le Coste Barolo Doc 2005
    Un'altra conferma da Giuseppe Rinaldi, tradizionalista ed estremo (l'azienda non ha nemmeno il sito Internet). Dopo ben 42 mesi in legno grande, ecco un Barolo perfettamente maturato e con una capacità di invecchiamento sicuramente importante. Ottimo. In cantina a €30.
  • Bera Vittorio, Ronco Malo Barbera d'Asti Doc 2007
    Aristide non ha mai nascosto l'estrema simpatia che prova per quest'azienda. Personalmente ritengo che producano il miglior Moscato d'Asti in assoluto. Per questa occasione, Alessandra Bera ha portato con sè a Bologna alcuni grappoli di Moscato, direttamente dalla vendemmia che la famiglia stava completando vicino a Canelli. Mi sono sbocconcellato quasi un intero grappolo durante il vivace convegno tra burocrati e vignaioli. Che bontà.
    Ma la Barbera dei Bera non l'avevo ancora assaggiata. Vinificazione in vasche di cemento con macerazione sulle bucce per 30 giorni. Maturazione ancora in cemento (18 mesi) e 3 mesi in bottiglia. Risultato: un frutto elegante, una bella struttura, tanta piacevolezza. In cantina a €12.

——————————

Le foto di questo post:
- uno dei banchi di assaggio di BioQualiVino;
- Gaspare Buscemi (a sinistra) e Fabrizio Penna;
- un altro scorcio del banco di assaggio;
- il Valpolicella Taso di Villabellini.