Bernkasteler Doctor Eccomi di ritorno da un viaggio-studio in Germania. In qualità di embedded wine blogger ero aggregato a un bel gruppo di professionisti di Assonenologi del Veneto Occidentale. Quest'anno abbiamo visitato numerose aziende vitivinicole di diverse tipologie, attraversando idealmente un po' tutta la filiera produttiva germanica.

Le immagini che troverete nel seguito del post riguardano un momento di massima intensità di questi giorni di viaggio: ritraggono uno dei vigneti più famosi del mondo, il Bernkasteler Doctor, un ripido pendio di arenaria sopra il villaggio di Bernkastel-Kues, gemma medioevale che punteggia una delle tante curve del fiume Mosella.

Erik Rundquist, di origine svedese e proprietario da un quarto di secolo della Weingut Wwe. Dr. H. Thanisch – Erben Müller-Burggraef, ci accoglie nella piazza del villaggio davanti alla rappresentazione del mito locale così legato al vigneto "Doctor" e alla magia del vino.

Bohemond II of Trier Narra la leggenda che nel 1360 il principe-vescovo Boemondo II di Trier (immagine qui a lato) fosse gravemente malato e senza il conforto di una cura dai suoi medici di corte. Per sua fortuna, un vignaiolo del villaggio insistette a fargli degustare il vino tratto da un vicino vigneto: manco a dirlo, il principe guarì l'indomani, e il vescovo sancì che il vigneto assumesse il nome di "dottore". Da questo episodio si suole trarre il nome attuale di "Bernkasteler Doctor". Non me la sono sentita di sottolineare al nostro simpatico anfitrione che il principe-vescovo non durò a lungo: nemmeno due anni dopo lasciava il mondo e il mitico vino. Ma tant'è.

Il Bernkasteler Doctor offre abbastanza suggestioni di suo per poter fare a meno delle leggende. Le immagini qui sotto cercano di rendervi la sensazione della pendenza e di quella cifra di eroismo nibelungico per poter allevare, potare e vendemmiare queste viti. L'impatto dei costi della lavorazione manuale è notevole: siamo intorno alle 1.000 ore per ettaro, per un'estensione di 3,4 ha. Un vigneto della Valpolicella dedicato alla produzione di uve per Amarone ha costi pari a circa la metà.

Siamo abituati ad associare un'immagine di qualità alla viticoltura di alta collina: ma di fronte a questi pendii, con pendenze spesso al 100% e oltre, le aspettative di qualità impallidiscono di fronte alla difficoltà delle lavorazioni manuali. Qui, i mezzi meccanici di dimensioni ridottissime vengono impiegati per fornire la forza motrice per irrorare manualmente i trattamenti alle vigne, o trainare (anzi, sollevare) via cavo o su monorotaia dei piccoli carrettini sui quali siedono i lavoranti.

Tutti i migliori vigneti – il "Doctor" compreso – cercano l'esposizione a sud e il forte pendio, perchè garantiscono il meglio delle condizioni per portare a termine la maturazione delle uve di Riesling. Al momento della vendemmia, ogni azienda decide come gestire le operazioni: Rundquist ci ha spiegato che loro puntano a vendemmiare il 70% delle uve per assicurarsi gli obiettivi commerciali necessari all'azienda, mentre il valore aggiunto dell'annata lo ottengono assumendosi il "risiko", ovvero il rischio di quando vendemmiare le uve restanti. Il valore dei vini sale in funzione della quantità di zuccheri residui: più tempo l'uva rimane sulle piante, maggiore valore si può ottenere. Ma la natura in genere la pensa diversamente, e qui sta il "risiko" insito in ogni annata.

Tempo fa leggevo un commento di Hugh Johnson circa la grande ospitalità delle cantine tedesche, sempre aperte alle visite e disponibili nelle degustazioni. Posso confermare che questa onorevole predisposizione non sembra essere mutata col tempo. Erik Rundquist ci ha offerto una degustazione gratuita di ben 11 Riesling, di cui tre di tipo secco (trocken) e otto nelle tipologie dolci: kabinett, spätlese, auslese, beerenauslese (a queste seguirebbero l'eiswein e il raro trockenberenauslese).

Tra tutti, Aristide non dimenticherà questi:

  • Wehlener Sonnenhur Riesling Auslese Trocken 2006
    Da uve di un altro grande vigneto, il Wehlener Sonnenhur, pochi chilometri più a nord sulla medesima riva della Mosella. Grande equilibrio tra acidità e dolcezza, impressionante lunghezza del gusto, un Riesling trocken tra i più eleganti mai sentiti. Residuo zuccherino a 6,9 gr./lt. A "soli" €25 in cantina.
  • Bernkasteler Doctor Riesling Auslese 2006
    Prodotto nel "Doctor", un campione di morbidezza aromatica. Residuo zuccherino a 136,7 gr./lt.
  • Wehlener Sonnenhur Riesling Beerenauslese 2006
    Residuo zuccherino a 191,8 gr./lt. per un 8% vol. di alcol. Da restarne incantati e ammaliati.
  • Bernkasteler Doctor Riesling Beerenauslese 2002
    Altro frutto del "Doctor". Residuo zuccherino a 130 gr./lt. per 8,8% vol. A queste gradazioni alcoliche ed eleganza dell'acidità, questi vini per niente stucchevoli hanno un tasso di bevibilità straordinario. Aggiungiamo quel sentore "minerale" (alias idrocarburo) particolarmente presente nei vini un attimo più evoluti come questo 2002, e non vorresti più staccartene da quel bicchiere.

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Le foto di questo post:
- il "Doctor" che sovrasta il villaggio di Bernkastel-Kues
- il principe-vescovo Boemondo II di Trier nella rappresentazione offerta da una stele nella piazza del villaggio.
Il posizionamento geografico dell'azienda e dei vigneti qui citati è visibile su Aristide's Vineyards.