Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente). Ma è pure il simbolo di un'identità che interessa cercare nel vino, espressione di un frutto, un territorio, persone, cultura, tradizioni, ma anche il business del vino, lo sviluppo economico, le innovazioni tecnologiche. Aristide vuole raccontare il viaggio nel mondo del vino di Giampiero Nadali, il suo autore, con i sensi dell’enofilo appassionato e la compagnia di quanti vorranno seguirlo.
Febbraio è solitamente il mese delle fermentazioni dell'Amarone della Valpolicella. Ho realizzato un breve video per il social network Terroir Amarone, dedicato alle fermentazioni tra le più interessanti e didattiche che si possano fare oggi nella zona: a Fumane, nella cantina di Monte dei Ragni, del vignaiolo Zeno Zignoli. Godetevi questo piccolo e raro spettacolo.
Apprendo ora della scomparsa, avvenuta nella notte tra venerdì e sabato scorsi, di Teobaldo Cappellano, vignaiolo piemontese in Serralunga d'Alba. Cappellano l'avevo conosciuto in seguito alle vicende seguite alla "scissione" nell'ambito del movimento dei produttori di uve biodinamiche, fondato insieme ad Angiolino Maule. In seguito, Cappellano assunse la responsabilità dell' "Associazione Vini Veri". Ricordo una lunga telefonata a seguito di una lunga email di puntualizzazione del suo pensiero sulla vicenda (qui e qui). Cappellano mi sembrò una brava e seria persona, ideologico in molti assunti del suo pensare, ma corretto e gentilissimo, ancora in diverse occasioni successive nelle quali abbiamo scambiato qualche parola. Sono molto colpito da questa perdita, voglio trasmettere le mie sentite condoglianze alla famiglia. Il mondo del vino italiano perde senza dubbio un protagonista di valore.
Pausa di auto-formazione dalle parti di Livorno, più precisamente tra Bolgheri e Castagneto Carducci. Invitato con Elisabetta Tosi [blog: Vinopigro] a visitare la Tenuta dell’Ornellaia dal suo stesso direttore generale, Leonardo Raspini, non ci siamo fatti ripetere l’invito due volte. Ed eccomi qua, in una spettacolare giornata di fine inverno, illuminata da un sole accecante e da una tramontana impetuosa, che spazza i bassissimi vigneti a guyot e cordone speronato, regolari e precisi come cuciture di un bell’abito. E ti viene una prima sensazione: questa holding vinicola - che si occupa di fare vini preziosi con l’apporto di manager di cultura ed esperienza internazionale - sembra un atelier sartoriale, alla moda e dotato di molti moderni sistemi di persuasione. Sembra. Ma non è solo questo. In realtà, la visita ai vigneti della proprietà - dislocati in due grandi aree, una in località Bellaria - bellissima!- sopra il paesino di Bolgheri, e l'altra nelle adiacenze della cantina poco più a sud, dura assai più a lungo della visita alla cantina e della degustazione finale.
Curioso destino di wine blogger: ti capita di condividere un'idea con alcune amiche e amici, lanciarla (vedi: Terroir Amarone), e mentre scrivo questa breve nota ritrovarci già con 127 persone registrate al primo social network dedicato a un vino. Poi, nello stesso periodo, ti capita di trasferire la residenza dal centro della città antica di Verona al centro del villaggio simbolo della Valpolicella, San Giorgio. E in questi giorni frenetici il Caso ti fa visitare e conoscere nient'altro che produttori di Amarone: giorni fa la verticale di Pier Paolo Antolini (vedi qui), ieri la visita alla cantina di Monte dei Ragni di Zeno Ziglioli, a degustare coi sensi spalancati l'esperienza di una fermentazione in botti aperte, con lieviti indigeni, solforosa ai minimi assoluti, follature manuali, buone idee in libertà. Infine, degustazione alla cieca e l'impatto con l'Amarone "Il Velluto" 2000 old style dei fratelli Meroni, Carlo e Katia, praticamente vicini di casa, come l'altro amico produttore e lettore della prima ora di Aristide, Carlo Boscaini.
Archiviata l'edizione dell'Anteprima Amarone Millesimo 2005, tenutasi questo week-end a Verona. Tentare un bilancio, si può? Ci proveranno in molti: pioveranno sentenze, critiche e complimenti a-critici. Decine di giornalisti italiani ed esteri (finalmente!) si sono accalcati nella saletta degustazione approntata dal Consorzio Tutela Vini della Valpolicella per degustare gli Amarone della Valpolicella 2005 delle 64 aziende presenti.
Dotati di strumenti sensoriali sensibilissimi ma solidissimi, questi moderni eroi hanno sfidato con metodo e professionalità la più alta montagna alcolica della produzione vitivinicola italiana, per non parlare delle concentrazioni di materia uvosa in quei vini accumulata, grazie alle magiche pratiche dell'appassimento di uve Corvina, Corvinone, Rondinella e più raramente Molinara, con eccentriche aggiunte di Oseleta, o qualche altra uva autoctona ormai dimenticata.
La pubblicità su questo blog è veicolata dal network di raccolta VinoClic. Per maggiori informazioni sulle regole che Aristide si è dato circa l'informazione pubblicitaria, leggere qui.
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