Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente). Ma è pure il simbolo di un'identità che interessa cercare nel vino, espressione di un frutto, un territorio, persone, cultura, tradizioni, ma anche il business del vino, lo sviluppo economico, le innovazioni tecnologiche. Aristide vuole raccontare il viaggio nel mondo del vino di Giampiero Nadali, il suo autore, con i sensi dell’enofilo appassionato e la compagnia di quanti vorranno seguirlo.
"Di fronte al vino un medico pensa subito alla patologia a esso correlata piuttosto che agli effetti benefici. (...) Il vino è una droga e come tale va evitato, questo il pensiero più diffuso. (...) Negli USA (...) persiste un atteggiamento erede della filosofia proibizionista e puritana che ha caratterizzato i primi decenni del secolo scorso. Se da una parte pure qui si riconoscono (come negarli?) gli effetti salutari del consumo moderato di vino, la paura dell'abuso è tale che il comportamento delle istituzioni mediche nazionali può essere riassunto in questa loro significativa affermazione: «Il vino fa bene, ma se non sei bevitore non cominciare»...".
Si riaccendono le "cronache proibizioniste" qui su Aristide. Questa volta è il nostro paese a prendersi il palcoscenico. O meglio, la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati. Sotto la martellante campagna mediatica che non manca di sottolineare ogni singolo incidente stradale causato dall'abuso di alcol, la classe politica sta discutendo in concordia bipartisan nuove modifiche del Codice della Strada. Si prevedono sanzioni più gravi per chi guida dopo aver assunto alcol: l'obiettivo dichiarato del legislatore è "chi beve non guida" (maggiori dettagli qui). Tra gennaio e febbraio 2009 sapremo se il Parlamento approverà questi inasprimenti del Codice della Strada, abbassando la "soglia di ubriachezza" al nuovo limite di 0,2 grammi di alcol per litro, o 0,20%, dopo che nell'agosto 2007 fu introdotta la soglia dello 0,50%.
Si avvicina il Natale e Aristide monta la tradizionale testata natalizia, che ci terrà compagnia per tutto il periodo festivo. L'inevitabile buona predisposizione di questo periodo ha trattenuto le dita dalla tastiera, facendomi riflettere sull'opportunità di scrivere di un evento di qualche sera fa... La delegazione veronese dell'Associazione Italiana Sommelier ha organizzato alla Locanda "Le Salette" di Fumane (VR) una serata dedicata a quattro produttori assai noti di Amarone della Valpolicella: Franco Allegrini, Tommaso Bussola, Giampaolo Speri e Claudio Viviani (qui a lato, nella foto di Maria Grazia Melegari).
Titolo della serata: "Amarone: uno stile nel tempo". Affermazione perentoria e assertiva, a mio parere. Gli otto campioni delle quattro aziende compresi nelle annate tra il 2003 e il 1990, sottoposti alla valutazione di un pubblico di appassionati e professionisti, hanno faticato a trasmettere l'idea di uno stile coerente. Se questa era l'intenzione degli organizzatori, la missione non è riuscita. E non certo per colpa loro. Questi quattordici anni sono stati gli anni che hanno sottoposto la Valpolicella Classica (la regione "tradizionale" della DOC) a trasformazioni profonde sotto tutti i punti di vista: viticoltura, enologia, marketing, amministrazione della denominazione.
Post di servizio per aiutare voi visitatori a focalizzare alcune aree di questo "navigato" blog. In attesa di una ristrutturazione dell'interfaccia del blog, ormai in vista del quarto compleanno (il prossimo 16 gennaio 2009), ho radunato nella sezione "Fondamentalia" (colonna qui a sinistra) alcune aree informative sull'autore e altre sezioni interne di Aristide.
DI seguito vi elenco le sezioni con un breve commento esplicativo.
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