Una seria iniziativa di marketing del vino e del territorio. Un master di formazione di primo livello nato per iniziativa della Facoltà di Economia e Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica di Piacenza, in collaborazione con il Centro Italiano di Studi Superiori sul Turismo e sulla Promozione Turistica (CST) di Assisi, e il supporto di numerosi partner fra cui Movimento Turismo del Vino, Città del Vino, Città Slow, Club i Borghi più belli d’Italia e la Reims Management School.

L’attività formativa si svolgerà presso la sede dell’Università Cattolica di Piacenza e presso la sede del CST. Il corso mira a formare esperti e manager in strategie per la promozione e la valorizzazione del vino e del suo territorio, coniugando tre principali aree tematiche: la filiera del vino, il sistema territoriale del vino e i sistemi turistici locali integrati.

Maggiori dettagli li trovate nel comunicato a seguire.

COMUNICATO STAMPA

Presentato ufficialmente il Master VI.TE.
all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Il direttore del master VI.TE. Enrico Ciciotti: “Ci apprestiamo a formare i primi manager con una visione d’insieme in grado di coniugare vino, turismo e risorse territoriali”

Lanciata l’idea di un simposio “Vino e Territorio” come appuntamento annuale e proposto un premio alla progettazione territoriale di maggior successo

Key-note speech di Steve Charters su due casi di sviluppo territoriale vitivinicolo: Champagne (Francia) e Margaret River (Australia)

Università Cattolica di Milano, 12 novembre. Il Pro-Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Luigi Campiglio ha aperto il simposio introducendo il concetto di qualità. “La qualità del vino può apparire difficile da definire – ha detto – ed in concreto lo è. Il prezzo al chilo di un’automobile è un parametro apparentemente balzano, ma rivela immediatamente quanto sia il valore aggiunto. Mentre si intuisce cosa rappresenti un chilo di Bmw, di Mercedes o di Fiat lo stesso non accade col vino; è necessaria una mediazione. I vini – ha concluso – hanno superato la prova dei millenni: di certo abbiamo sommato capacità e valori che occorre evidenziare, uno di questi è il territorio dove nascono”.
Ha aperto i lavori il direttore del master VI.TE. Enrico Ciciotti: “Ci confrontiamo con un modello di sviluppo integrato (agricoltura, agroalimentare, cultura, turismo …) che si basa essenzialmente su un insieme di piccole e medie imprese distribuite lungo la filiera e appartenenti ad un determinato territorio. Contemporaneamente riscontriamo nuove forme di turismo sostenibile, in cui il vino, le produzioni tipiche, la cultura e gli eventi hanno assunto un ruolo centrale. Il legame con il territorio funziona se c’è aggregazione fra i produttori per la promozione ed il marketing, se esistono piattaforme distributive, se vi è efficienza e specializzazione dei servizi e della consulenza”. In quest’ottica si inserisce il VI.TE. master di primo livello dedicato alla gestione dei sistemi territoriali complessi, come quello del vino e del turismo. Il master inizierà il 16 gennaio 2009 presso l’Università Cattolica di Piacenza, in collaborazione con il Centro Studi sul Turismo di Assisi.
Stefano Poeta, presidente del CST ha spiegato come in Italia spesso il turismo sia stato inteso come una semplice somma di alcuni fattori: ristorazione, alloggio e viaggio. Così non è, vendere il turismo vuole oggi dire vendere il territorio. “Il turista – ha precisato Poeta – non solo fruisce di un servizio ma apprende culture diverse e conosce nuove realtà. Bisogna altresì ricordare che fare un prodotto turistico è difficile, richiede competenza, partecipazione, unità di visione… e comunque obbliga al rinnovamento. Questo master vuole formare professionalità capaci di costruire il prodotto turistico”.
Dalla Champagne all’Australia
Steve Charters, Professore di Champagne Management alla Reims Management School, sostiene che: “Il territorio può essere interpretato secondo quattro dimensioni: lo spazio fisico, il sistema amministrativo, l’area individuale ed l’ambito concettuale”. Nell’approccio teorico al territorio vitivinicolo è poi necessario inserire il concetto di terroir.
In Champagne, ad esempio, è forte il riferimento amministrativo, ma anche la relazione con l’area individuale (le Maison), lo spazio fisico e concettuale. L’Australia invece ha focalizzato meno gli aspetti amministrativi mentre ha accentuato quelli relativi alle proprietà individuali ed al brand. Nel bordolese, le cose cambiano ancora: vi è un altrettanto forte riferimento alla proprietà (Chateaux) e  al luogo fisico; il vino è meno legato al brand e più ai significati simbolici. Infine, nel Languedoc, c’è un forte riferimento allo spazio fisico ma poco o nulla esiste del concetto di brand.
Gli interventi dei soggetti partner
Il Master VI.TE. nasce con il patrocinio ed il sostegno di numerosi enti ed associazioni del mondo del vino e del turismo presenti al simposio di Milano.
Emanuela Panke, Associazione Nazionale Città del Vino, ha spiegato come l’associazione nacque da un’idea formulata nel 1986, appena dopo lo scandalo del metanolo, che propose di puntare sul territorio come traino del prodotto. Oggi i comuni aderenti sono 545 a dimostrazione del coinvolgimento locale per uno sviluppo del territorio. Per questo motivo il sostegno al master VI.TE. è funzionale alla formazione di esperti in questo settore.
Carlo Giovanni Pietrasanta coordinatore Movimento del Turismo del Vino della Regione Lombardia. “Il movimento – ha spiegato – è nato nel 1993 durante il Vinitaly da 200 produttori di vino convinti che portare i turisti in cantina fosse un fattore strategico. Oggi sono associate 1036 cantine in tutta Italia e si organizzano manifestazioni di successo come ad esempio ‘Cantine Aperte’ e ‘Calici di Stelle’. ‘Girocantina’ è il prodotto turistico che porta le persone nelle località vitivinicole italiane.
Il Mosaico Piacentino è un consorzio di produttori vitivinicoli dei Colli Piacentini qui rappresentato da Stefano Perini (Il Poggiarello) che crede nell’importanza della collaborazione che è alla base del consorzio e nella necessità  di formare figure dall’ampia professionalità di cui il territorio piacentino è carente.
Fiorello Primi è Presidente del club ‘I borghi più belli d’Italia’ che raggruppa ad oggi 180 piccoli comuni di pregio architettonico e paesaggistico. “Puntiamo al turismo sociale – ha detto – ovvero al turismo per tutti, ciò dovrebbe dilatare la stagione turistica e stabilizzare l’occupazione nel settore. Se soddisfatto – ha concluso Primi – il turista diviene promotore consapevole di ogni destinazione”.
Mario Magnelli, Assessore al turismo della Provincia di Piacenza ha dichiarato che il vino e l’enogastronomia sono oggi una delle più forti motivazioni di viaggio. Piacenza, nel 2009, ha deciso di puntare sul vino come attrattore: “I vitivinicoltori – ha detto – sono fra i più efficaci promotori del territorio”.
Mario Chiesa, Presidente del Consorzio Vini Doc Colli Piacentini ha ricordato come sul territorio siano fondamentali l’apporto delle persone che vi agiscono, vivono e lavorano. “Anche noi – ha detto – come consorzio, abbiamo bisogno di imparare a comunicare meglio le nostre peculiarità e per questo sosteniamo il master VI.TE.”
Della stesso tenore l’intervento di Fabio Bernizzoni, Presidente della ‘Strada dei vini e dei sapori dei Colli Piacentini’.
Luca Bandirali è Presidente dell’AIS Lombardia, associazione di sommelier che raggruppa 5.000 tesserati in regione e ben 32.000 in tutta Italia. “Oggi il sommelier è sempre più un comunicatore del vino e non solamente un mescitore. La varietà dei giacimenti enogastronomici italiani sarà la carta vincente di un sistema che auspichiamo sempre più virtuoso. I vini italiani hanno successo nel mondo grazie alle capacità dei singoli piuttosto che per l’efficienza di una rete di aggregazione e servizi dedicati”.
Sono seguiti gli interventi di alcuni membri del Comitato tecnico-scientifico del master VI.TE. fra cui il Prof. Luigi Bavaresco e la Prof.ssa Angela Silva della Facoltà di Agraria e Andrea Sinigaglia, di Alma, la Scuola di Cucina Internazionale con sede a Colorno, che ha portato la sua testimonianza come ex-studente del master in Sviluppo Turistico Territoriale (MUST) a dimostrazione dell’importanza di una sempre maggiore professionalità degli operatori sul territorio.

MASTER VI.TE.

Gli obiettivi del Master in Marketing del Vino e del Territorio (VI.TE.)
Il master è interfacoltà: Facoltà di Eco
nomia e Facoltà di Agraria (Università Cattolica di Piacenza) e sarà svolto in collaborazione con il Centro Italiano di Studi Superiori sul Turismo e sulla Promozione Turistica (CST) di Assisi. Si avvale di una rete strategica di partner a livello nazionale fra cui Movimento Turismo del Vino, Città del Vino, Città Slow, Club i Borghi più belli d’Italia e internazionale con la Reims Management School. L’attività formativa si svolgerà presso la sede dell’Università Cattolica di Piacenza e presso la sede del CST.
Il corso mira a formare esperti e manager in strategie per la promozione e la valorizzazione del vino e del suo territorio, coniugando tre principali aree tematiche: la filiera del vino, il sistema territoriale del vino e i sistemi turistici locali integrati.
La didattica è suddivisa in 360 ore d’aula, 350 ore di laboratori professionalizzanti per lo svolgimento di project work individuali o di gruppo e di uno stage finale.
I moduli formativi riguardano la filiera del vino nei suoi aspetti tecnico-produttivi ed economici, il sistema territoriale del vino e i sistemi turistici locali integrati.
Il Master si rivolge a laureati e operatori del settore. È prevista l’assegnazione di borse di studio a copertura totale o parziale delle tasse di iscrizione.
La scadenza per la presentazione delle domande di ammissione è il 6 dicembre 2008 e le lezioni avranno inizio il 16 gennaio 2009.

Master VI.TE.
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