Wine_critic 2Ci sono sempre più segnali che l’edificio della critica del vino stia pericolosamente riempiendosi di crepe. Per diversi motivi, guide dei vini, magazine specializzati e, soprattutto, i giornalisti e scrittori che si dedicano a questa attività, sono sempre più spesso messi sotto accusa circa la validità di giudizi e score.
Forse sarà meglio essere più precisi: è proprio lo score, il punteggio assegnato a un vino in una guida o in un articolo della stampa specializzata, a mostrare evidenti segni di difficoltà. E con esso anche chi con gli score ha fondato un sistema in grado di orientare opinioni e valutazioni e addirittura mercati. Molti di voi sanno già che sto per accennare a Mr. Robert Parker, il critico enologico più famoso al mondo, colui che con lo strumento dello score ha rivoluzionato il mondo del vino, e oggi raccoglie sempre più critiche e contestazioni.

Tornerò prossimamente su questo aspetto che riguarda Parker. Oggi mi interessano gli score.

Aristide non crede negli score. Certo, se funzionassero, sarebbe bello ordinare il mondo in una bella classifica numerica discendente. Ma il vino è materia troppo soggetta a criteri di valutazione soggettivi: stabilito che un vino ha raggiunto una certa soglia di qualità, tutto il resto è soggettivo, impossibile da valutare quantitativamente, al massimo probabilisticamente. La discussione potrebbe continuare, e continuerà, all’infinito, ma è improbabile raggiungere un accordo.

Il sistema degli score è morto. Kaput. Può essere utile per i concorsi enologici, ma solo sotto certe condizioni, quasi mai realizzate: omogeneità dei degustatori, neutralità del sistema di rilevazione dei giudizi, assenza di influenze interne ed esterne, ecc. Ho partecipato a diversi concorsi, e dopo una ventina di assaggi, anche non deglutendo il vino, la capacità di percezione muta. Già l’uomo è uno strumento sensoriale sensibilissimo, se poi si stara dopo 20 o 30 assaggi, come fate a fidarvi dei suoi giudizi? In questo mondo ci sono personaggi, “critici del vino”, che arrivano in una cantina o albergo che sia, assaggiano 150 vini, 300 vini, 500 vini in una giornata (racconta Alice Feiring nel suo ultimo libro che Parker arriverebbe a degustare oltre 1.000 vini in un giorno!). Per quanta indubbia professionalità possano avere, faccio molta fatica a fidarmi di certi giudizi espressi in quelle condizioni. Per non parlare del rispetto che si ha per il lavoro delle aziende, quando in 3’12” (il tempo medio occorrente per degustare un vino in una giornata di 8 ore per 150 vini) si pretende di “giudicare” il lavoro altrui da un bicchiere: girando per cantine, sapete quanti vignaioli mi hanno fatto l’osservazione che di giornalisti in giro per i loro vigneti se ne vedono sempre di meno?

Se lo score è morto, cosa potrà mai guidare i consumatori e gli operatori nel compiere le loro scelte di acquisto?

Wine_Merchant_Napa1Durante il mio recente viaggio in California, ho avuto modo di parlarne a lungo con l’amico Doug Cook [creatore di Able Grape, come dice lui: “il motore di ricerca per wine geek“].
Poi lui mi ha fornito una risposta indiretta, sicuramente non prevista,
ma molto interessante e illuminante. Abbiamo preso un aperitivo all’Oxbow Wine Merchant & Wine Bar, filiale di una nota enoteca di San Francisco (Ferry Plaza Wine Merchant), da poco aperta all’Oxbow Market, un nuovo centro commerciale eno-gastronomico in Napa proprio di fianco al Copia (The American Center for Wine, Food and the Arts).

Il manager dell’enoteca, Joseph Mora, con il quale ho conversato brevemente, è uno tosto. Anziché allineare tante belle bottiglie sugli scaffali, accompagnandole con i punteggi assegnati da Robert Parker o Wine Spectator (cosa frequentissima nei wine shop americani, e non solo), i signori di Wine Merchant non solo sottolineano con un simpatico motto la loro attività di selezionatori di vino (“we spit so you don’t have to“, “noi sputiamo così non dovete farlo voi”), ma corredano tutte le bottiglie sugli scaffali e nel menu del wine bar con un loro sistema di valutazione edonistico, l’Oxbow Wine Merchant Wine Profile (TM) [con tanto di trade mark, marchio commerciale registrato].
Wine_Merchant_Napa2Edonistico, certo. Che interessa al consumatore. Che lo aiuta a identificare le caratteristiche salienti del vino: tipo di vino, grado di dolcezza, intensità, corpo, impiego del legno, conduzione agronomica dell’azienda [qui la guida alla lettura dei 6 parametri].
Wine_Merchant_Napa3Ogni parametro usa un indice di intensità (minimo-massimo) compreso tra 0 e 5. La conduzione agronomica del produttore è identificata così: U – undetermined (non determinata), S – sustainable (sostenibile), O – organic (organica, biologica), B – biodynamic (biodinamica).

In pochi minuti ci si impadronisce della logica del sistema, e lo si usa nella lettura delle caratteristiche di ciascun vino (vedi qui a lato). Non viene proposta alcuna classifica, vengono rappresentate informazioni utili a intuire quale sia lo stile del produttore e del vino, ecc.

Il sistema di Wine Merchant può essere senz’altro messo in discussione, probabilmente in Europa useremmo parametri diversi, ma è l’intuizione che a giudizio di Aristide è molto valida. Il sistema degli score è vecchio di almeno trent’anni, quando Robert Parker lo mise a punto per Wine Spectator non esisteva nemmeno Internet nella forma del web grafico che oggi conosciamo. E’ arrivato il momento di mettere in soffitta i vecchi sistemi e ripensare un sistema di valutazione dei vini “sdoppiato”: da una parte le schede enologiche per la ricerca, la valutazione tecnica, i concorsi; dall’altra, uno o più sistemi edonostici che aiutino il consumatore a individuare con più libertà le aziende e i vini di suo interesse e gusto.

Wine_Merchant_Napa4Scommettiamo che con l’aiuto di Internet, dei wine blogger, dei social network, prima o poi qualche grossa novità anche in questo ambito finiremo per vederla?

[Se ne discuterà a Logroño, Rioja, alla prossima European Wine Bloggers Conference (EWBC), dove una delle tesi da discutere riguarderà proprio i sistemi di valutazione].

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Altri riferimenti dalla rete:

Le immagini qui utilizzate:
– vignetta tratta dal blog Wine Tasting Guy, recita: “posso reee-aaalmente raccomandare questo vino… Hic!
– tutte le altre foto sono state riprese da Aristide all’interno del Oxbow Wine Merchant & Wine Bar, Napa, CA.