Terroir_vino_2008_2 Ho lasciato passare qualche tempo dall'evento dell'anno, tenutosi nella strepitosa cornice di Palazzo Ducale, a Genova, lo scorso 16 giugno. Sto parlando di "Terroir Vino" [sponsor] la quarta Edizione del TigullioVino.it Meeting. Ho già abusato dell'espressione "creatura del vulcanico e infaticabile editore di TigullioVino.it, Filippo Ronco". Ma la voglio ripetere ancora una volta, perché dopo anni di costante impegno e fatiche, Filippo comincia a raccogliere i frutti di una visione e di un modo di lavorare che definirei sano e onesto. Eh si, lo voglio proprio dire chiaro e forte: in questo paese, in questo mondo del vino, si può davvero lavorare coniugando visione e professione, valori impegnati dalla qualità e metodi professionali di lavoro che siano trasparenti e remunerativi al tempo stesso. Credo di non sbagliarmi, Filippo Ronco ha fatto e sta facendo tutto questo con semplicità e umiltà, ma anche visione e professionalità. Complimenti.

Venendo all'evento, direi che finalmente Terroir Vino ha fatto il salto di qualità che il suo ideatore e i suoi collaboratori speravano. La scelta dello spostamento da Rapallo a Genova, nella bellissima sede del Palazzo Ducale, è stata sofferta e impegnativa, ma ne è valsa la pena. La formula funziona: selezionare durante l'anno i vini che verranno invitati all'evento in giugno, è una metodologia che porta in mostra aziende e vini in massima parte di qualità, rimanendo fedeli alla missione originaria e al nome stesso della manifestazione.
Dal punto di vista organizzativo e dell'operatore "stampa", non ho notato particolari manchevolezze: se ce n'erano, saranno facilmente rimediabili nel 2009. Anche i produttori presenti ai banchi di degustazione mi sono apparsi soddisfatti: oltre agli operatori professionali provenienti da Liguria, Toscana, Piemonte e Lombardia, quest'anno si sono manifestati un buon numero di ristoratori della città di Genova. Bene: anche in questo caso, minimo impegno di tempo per il produttore e buona resa in termini di qualità dei contatti (generalmente parlando).
C'è poi questa particolarità che segna Terroir Vino come nessun'altra manifestazione in Italia: l'elevata presenza di persone che scrivono di vino su Internet, o si occupano del business del vino su Internet. Di certo, essere a Genova, è un momento di incontro annuale che fa piacere non perdere. Quanto a valorizzare quest'aspetto, ancora ce ne vuole. E' vero, ci si occupa di vino & Internet a distanza tutto l'anno, e ritrovarsi in chiacchiera o semplici "come va?" potrebbe bastare. Ma perchè non provare un salto di qualità? Quest'anno sono state provate le dirette video via web, più altre iniziative per creare contenuti originati durante l'evento (interviste in video, ecc.). Non so se siano servite. Lo capiremo col tempo. Nel 2009 occorrerà fare di più, se gli sponsor aiuteranno Filippo Ronco. Abbiamo un anno per parlarne.
Ora parliamo di vino. Molte le cose interessanti, anzi moltissime. Un giorno non basta più per farsi un'idea tra 134 produttori presenti. Occorre "campionare", con lo pseudo-caso come algoritmo di ricerca. Ecco quali segnalazioni ha prodotto nel caso di Aristide:

  • Marco Sara, Savorgnano del Torre (UD)
    Premio Azienda dell'anno 2008 con questa motivazione:
    "nell'ultimo anno di degustazioni si è distinta per l'elevatissima qualità dei propri vini, per la costanza qualitativa su tutta la linea produttiva, per il rispetto del territorio e per l'utilizzo di vitigni in particolare sintonia con il Terroir della zona di produzione".
    Tre i vini presentati a Genova:
    - Un Verduz dal Sis (dal Sis sta per 2006, in friulano), Verduzzo fermentato in damigiana, buono e interessante con quella equilibrata acidità; prezzo in cantina €8,00 per la bottiglia da 500ML;
    - Mufis dal Sis, uve di Tai al 90% e Moscato (10%) del vigneto di famiglia "Riu Falcon", naturalmente botritizzate per un risultato di zuccheri spettacolosi (150 gr/lt) altamente bevibili e piacevoli; prezzo in cantina €17,00 per la bottiglia da 500ML;
    - Un Picolit dal Sis, uve di Picolit al 100%. Raramente berrete un vino così oleoso e morbido al tatto, una vera crema di zuccheri (190gr/lt) in grande equilibrio olfattivo e gustativo. Accidenti che bel vino: complimenti. Prezzo in cantina €17,00 per la bottiglia da 500ML.
  • Maria Donata Bianchi, Diano Arentino (IM)
    - Antico Sfizio Vino da Tavola Bianco 2007, Vermentino vinificato a contatto sulle bucce. L'ho degustato insieme all'ottimo Fiorenzo Sartore [blog: Diario Enotecario] che ne disquisisce con argomenti interessanti qui nel suo post "Buccismo senza limitismo". Si tratta di un Vermentino vinificato alla vecchia maniera, che dichiara apertamente la sua natura ossidativa. Concordo con le valutazioni tecniche di Fiorenzo, nel suo caso assai critiche. A me ricorda quei vini andalusi da Palomino o Manzanilla: secchissimi, ossidati, ma fantastici quando abbinati a fritturine di pesce, olive salatissime, prosciutti della sierra andalusa. Sarebbe interessante, quindi, la contro-prova con gastronomia ligure. Un vino da segnalare: il pendolo del gusto del vino potrebbe oscillare verso un ritorno a vini secchi con questi caratteristiche (Gianpaolo Paglia [blog: Poggioargentieria] ci scommette con il suo ancora sperimentale "Il Bucce"). Si vedrà. Prezzo in cantina €9,00.
  • Capellini Luciano, Volastra (SP)
    - Vin de Gusa VDT Bianco, ancora un "vino di buccia", questa volta da ripasso su bucce di Sciacchetrà. E' un'altra tecnica recuperata dalla tradizione ormai lontana: terminata la fermentazione dello Sciacchetrà (21 giorni) le uve che hanno fermentato sono separate dal vino e pigiate a mano. Le bucce d'uva, ancora impregnate del mosto dello Sciacchetrà, sono poste sul fondo di una piccola botte e sopra viene versata una quantità di vino ricavato dalle uve DOC dell'azienda. Altro vino da tavola che stavolta accomuna una buona acidità che rende assai bevibile il vino. Prezzo in cantina €18,00.
  • Arianna Occhipinti, Vittoria (RG)
    Giovane produttrice sicula [blog: ariannaocchipinti], già nella scuderia "Triple A", quindi di osservanza biodinamica.
    - Il Frappato Sicilia IGT 2006, Frappato di Vittoria 100%, agricoltura minimale (solo trattamenti con zolfo in vigna), macerazioni lunghe (40 giorni) e botti grandi, decantazione naturale, imbottigliamento "ritardato" a settembre. Ne esce un frutto balsamico, molto piacevole. Prezzo in cantina €13 ca.
    - Siccagno Nero d'Avola Sicilia IGT 2006, medesime metodologie del precedente, finalmente un Nero d'Avola non-muscolare, con una gran bel colore e pulizia di olfatto e gusto. Brava Arianna, avanti così. Prezzo in cantina non rilevato.
  • Manenti, Vittoria (RG)
    - Cerasuolo di Vittoria DOCG 2006, ancora a Vittoria, con i vitigni principi della zona, il Frappato e il Nero d'Avola. Bella l'interpretazione che ne danno i Manenti, da vigneti ad alberello a resa contenutissima (50-60 q.li/ha), barrique leggerissima (solo 2 mesi e ben gestita). Prezzo in cantina €6,40.
  • D'Angelo, Catania
    Frappato Sicilia IGT
    , selezionato nella categoria Qualità/Prezzo 2008, effettivamente questo vino da uve di Frappato vinificate in bianco e in acciaio e cemento, si fa segnalare per la sua morbidezza piacevolissima. Si segnala pure per il bassissimo contenuto di solforosa totale (10-20 mg/lt). Prezzo in cantina €7,15.
  • Cantina Li Seddi, Badesi (SS)
    - Lu Ghiali Rosso Isola dei Nuraghi 2007. Vigneti su piede franco e sabbie prospicienti il golfo dell'Asinara, Cannonau in questo caso. L'anima della Grenache si manifesta nel colore, incantevole. Un po' vegetale al naso e gusto, peccato forse di giovinezza. Prezzo in cantina €9,60.
  • Tenuta Poggio Verrano, Montiano (GR)
    Dròmos Maremma Toscana 2005. Una piacevole conferma dalla terza vendemmia per la "creatura" di Francesco Bolla, veronese e "pendolare" del vino in Toscana per seguire la propria tenuta in Maremma. Equilibrato e fruttato, molto bevibile grazie alla bella acidità. Ben cinque le uve: Sangiovese e Alicante  per le "indigene", Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot per le "internazionali". Complimenti a un produttore che con 27 ettari produce un solo vino e ne ritarda più che può l'introduzione sul mercato. Prezzo in enoteca €40 circa.