Aristide10s170xAnno di anticipi, questo 2007. Anticipiamo, dunque, anche gli argomenti natalizi. Appena issata l'insegna natalizia (la testata con il Babbo Natale), Aristide non resiste alla tentazione di stilare una classifica di fine anno. Libero come sono in casa mia, mi prendo la libertà di stilare una classifica "anomala", personalissima, utile a ricordare a me stesso i migliori dieci vini degustati quest'anno, utile a motivarmi per qualche futuro viaggio, utile (magari) a voi per qualche idea di acquisto per i prossimi giorni di festa.

Auguri!

Aristide-10: i dieci migliori vini degustati nel 2007

  • Jérôme Prévost, Champagne La Closerie – Les Béguines Extra Brut s.a.
    Jérôme Prévost ha appreso il mestiere da Anselme Selosse, capostipite dei biodinamici nello Champagne (ad Avize), dispone di soli 2,2 ettari a Gueux (Montagne de Reims), con una sola varietà, il Pinot Meunier, gestito in maniera organica su suoli misti di calcare e sabbia fossile. Produce solo 6.000 bottiglie di questo Extra Brut, Pinot Meunier al 100%. Non è millesimato perchè Prévost impiega la tecnica del "solera", come pochissimi altri nella regione (Francis Boulard, per esempio, con il suo Champagne Petraea). Un vino ricco di sensazioni, molto complesso e interessante.
    Prezzo in enoteca: €45-50, bott. 750 ml.
  • Castello di Lispida, Hispida Vino Bianco Spumante Brut 2006
    A pochissima distanza da Monselice (PD), all'interno di una tenuta nobiliare circondata da vigneti notevolmente belli e appartati rispetto al tumultuoso via-vai della poco distante autostrada e linea ferroviaria, ecco un produttore che si inventa uno spumante di Tocai in purezza. Non basta: estrae uve da rese "alsaziane" in vigneto (18-22 q.li/ha ma con 9.000 ceppi/ha), lo fa fermentare a lungo sulle bucce con i propri lieviti indigeni, non vi aggiunge solforosa (SO2), non filtra il vino e non lo stabilizza. Mentre Aristide ringrazia per gli insegnamenti che Masanobu Fukuoka (microbiologo giapponese, considerato il padre della "agricoltura naturale") ha trasmesso a Lispida, voi immaginatevi uno spumante appena torbido e con una bellissima schiuma, perlage finissimo e persistente, profumi agrumati, gusto equilibrato. Uno spumante "naturale" di grande bevibilità.
    Prezzo in enoteca: circa €20,00 – bott. 750 ml.
  • Falkenstein, Alto Adige Val Venosta Riesling DOC 2006
    Piazzatosi al terzo posto della graduatoria del concorso nazionale “Riesling Gold 2007" a Naturno (BZ), dopo il 1.o posto nella classifica 2006, Franz Pratzner – vignaiolo della Val Venosta – si sta imponendo all'attenzione degli estimatori dei vini tratti dalla "regina delle uve bianche" (figurarsi se Aristide poteva mancare tra questi!). Falkenstein è il nome del vigneto, posto proprio sopra il villaggio di Naturno a circa 650 metri di quota, perfettamente esposto a sud. E il vino che ne ricava Franz Pratzner è in puro stile tedesco, nella più pura osservanza della tipicità dei terroir della Mosella. Forse non piacerà a tutti, ma è meglio così: le 10.000 bottiglie prodotte del 2006 finiscono in un attimo…
    Prezzo in enoteca: circa €18,00 – bott. 750 ml.
  • Domaine Leflaive, Puligny-Montrachet 1er Cru Le Clavoillon 1999
    Siamo in Borgogna (Côtes de Beaune, villaggio di Puligny-Montrachet), dove si producono (forse) i migliori vini bianchi del mondo da uve Chardonnay. In conversione biodinamica dal 1989, Domaine Leflaive possiede il vigneto Le Clavoillon, una parcella di 4 ettari subito a nord dell'area dei grand cru tra Puligny-Montrachet e Chassagne-Montrachet. E' un vino stupefacente, non si smetterebbe di berlo: è ricco di sensazioni mutevoli, con una bella oleosità e un piacevole finale di burro. Ottimo.
    Prezzo in cantina: circa €50,00 – bott. 750 ml.
  • Haderburg, Hausmannhof Riserva Alto Adige Pinot Nero DOC 2004
    Incontri Alois Ochsenreiter per i suoi spumanti "metodo classico" e scopri che produce un Pinot Nero "da urlo". La Tenuta Hausmannhof sorge a 450 metri di quota, a Pochi, sulla verticale di Salorno e dell'autostrada del Brennero. Siamo al confine meridionale della provincia di Bolzano, in una zona particolarmente vocata per la produzione di Pinot Nero. Questa Riserva limitata a meno di 3.000 bottiglie, completa la produzione del Pinot Nero "base" dell'azienda (altre 13.000 bottiglie). Ochsenreiter interpreta bene questo terroir, senza tralasciare l'eleganza e lo stile Borgogna: gran colore tipico, speziato al naso e al gusto,  armonico ed equilibrato. Veramente buono, veramente tipico.
    Prezzo in enoteca: circa €25,00 – bott. 750 ml.
  • Roberto Voerzio, Barolo Riserva Vecchie Viti dei Capalot e delle Brunate 2001
    Senz'altro il miglior piemontese dell'anno che mi sia capitato di degustare, anche se di pochissimo supera un'altro grande vino di Elio Grasso, il Barolo Ginestra Casa Matè 2003. Ma si sa, la vita comporta di continuo delle scelte… ed eccomi a segnalare questo famoso Barolo di Roberto Voerzio. Uno dei capisaldi della tradizione barolista piemontese: quando lo bevi ti fai subito un'idea del concetto di "tradizionale". Aggiungo che questo prodotto non conosce filtraggi e chiarifiche. Com'è possibile? "Semplice, lo lascio in botte un anno in più" risponde Voerzio. Elementare, cari i miei signori Watson del vino-pronto-subito-da-vendere-ma-sarà-buono-fra-tre-anni… Non c'è molto da aggiungere in queste poche righe: è un vino notevolissimo, che ogni appassionato dovrebbe conoscere. Purtroppo, il prezzo è specchio della notorietà di questo vino…
    Prezzo in enoteca: circa €300,00 – bott. 1.500 ml.
  • Il Marroneto, Madonna delle Grazie Brunello di Montalcino DOCG 2001
    Non una Riserva ma un Cru, cioè uve da un singolo vigneto per 5.000 bottiglie prodotte. Qui il legno ha lavorato per 41 mesi, con i colori appena accennati dell'azione del legno ma senza alcun sentore a coprirne gusto e profumo. Elegante, rotondo di gusto, probabilmente il miglior Brunello di Montalcino 2001 assaggiato da Aristide (ben due volte: a Montalcino ed al Vinitaly). Rinnovo i complimenti vivissimi ad Alessandro Mori.
    Prezzo in enoteca: circa €40,00-42,00 – bott. 750 ml.
  • Cantine del Notaio, Il Rogito Basilicata IGT 2005
    Senz'altro il miglior rosè dell'anno, per quanto riguarda Aristide. E un grazie di cuore a Luciano Pignataro per avermelo fatto conoscere (qui). A Rionero in Vulture (PZ), zona di produzione di buoni rossi della Basilicata basati sull'Aglianico, nasce questo rosé, di grande forza (14% vol.) e carattere. Forza dell'Aglianico che viene addomesticata con 12 mesi di barrique di terzo passaggio: complimenti alla mano enologica della famiglia Giuratrabocchetti, tanta barrique non compromette la freschezza di questo vino, tanto da farne un campione di bevibilità. Tra l'altro, ho notato come sia dotato di quella grande caratteristica dei buoni rosati, capaci di adattarsi all'evolversi del pasto mentre si scaldano: freddi, sono da aperitivo, un po' meno freddi, sono "compagni di pasta", a temperatura ambiente, sono da formaggi o da pietanze estive.
    Prezzo in enoteca: circa €15,00 – bott. 750 ml.
  • Domaine Patrick Baudouin, Coteaux du Layon Maria Juby 2003
    E' stato l'oggetto del mio "Vino dei Blogger #12" di qualche settimana fa: "Un vino da grandi emozioni, da meditazione, nel più profondo dei termini. Un inno alla rotondità del gusto. Degustandolo, vi si crea nella mente un cerchio perfetto di sensazioni, tutte in equilibrio fra loro, bilanciate su un centro di gravità dolce che è la gradevolezza in persona". Il 2003 è l'ultima annata disponibile. Vendemmia tardiva (fine ottobre), le uve di Chenin Blanc coltivate in "conversione biologica" vengono sottoposte alla "botritizzazione" sulla pianta, lasciando le uve esposte all'azione della muffa botritys cinerea. Anche la raccolta ricalca lo schema del celebre Sauternes, dove la selezione non si limita al singolo grappolo ma ad acino per acino, sulla base dell'evoluzione delle muffe e dello stato di concentrazione degli zuccheri raggiunta dall'uva. Baudouin, quando produce questo vino, raggiunge così concentrazioni elevatissime, senza l'ausilio di chaptalization (aggiunta di zuccheri). Niente lieviti selezionati, tanto sono lente le fermentazioni che avvengono in barrique aperte per almeno due o tre settimane. Questo vino è comprensibilmente prodotto in quantità limitata, ma potreste trovarlo in Italia. Rivolgetevi all'importatore che è La Flute di Delphine Veissière.
  • Pojer e Sandri, Merlino 06/92 Rosso Fortificato Dolomiti IGT
    Vino liquoroso, sostanzialmente nato da un flop, come ama raccontare Mario Pojer: negli anni '80 l'azienda decise di produrre un brandy ottenuto da due varietà di uve locali: la Schiava e il Lagarino. Fu un totale insuccesso. Per vari motivi, il brandy rimase invenduto nella cantina di Faedo (TN), riposando nelle botti. Finchè arrivò l'intuizione : creare un vino "fortificato" (cioè addizionato di alcol, cioè con il famoso brandy, che lo porta a 19% vol.), da mosto parzialmente fermentato di uve molto mature di Lagrein. Ne nasce un vino molto particolare e originale: bellissimo il viola, notevole il profumo di marasche mature e altri frutti rossi. Ecco un'ottima opportunità per meditare, durante le prossime feste, sui vostri buoni propositi per il 2008, con un grande vino liquoroso italiano.
    Potrebbe essere un esempio per altri produttori italiani, ad esempio di Recioto della Valpolicella: molti sostengono che questi vini non interessano al mercato, mentre la Pojer e Sandri vende circa 20 mila bottiglie di Merlino all'anno…!
    Sul mercato trovate l'annata 2006 del Lagrein unita al brandy del 1992.
    Prezzo in enoteca: €17,50 – bott. 500 ml.