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Ho aspettato due giorni, per vedere le prime due puntate e parlare di "Piacere Vino", la nuova emissione televisiva del canale satellitare Alice (canale 416 del bouquet di SKY). Una serie di 24 puntate condotta e, presumo, ispirata da Luca Maroni, "analista sensoriale e degustatore professionista" come si definisce nel suo portale Sensonline, editore-curatore della amata-odiata Guida dei Vini Italiani e dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani, oltre ché inventore della metodologia di degustazione imperniata sul Logisma della Fruttosità del Vino e di una fortunata attività di consulenza presso molte aziende produttrici. Attività, quest’ultima, che non manca mai di sollevare critiche e polemiche in un paese in genere così sereno e ben disposto verso chiunque unisca pericolosamente attività di comunicazione e affari.

Ma non è di questo aspetto che interessa parlare, quanto della sonora delusione che questa nuova trasmissione dedicata al mondo del vino ha suscitato in Aristide.

Luca Maroni è un grandissimo comunicatore. Non nascondo affatto quanto devo a lui e alla sua capacità di sintetizzare per immagini concetti resi difficili dalla didattica polverosa delle varie accademie del vino italiche. Devo a lui se mi sono avvicinato al mondo del vino oltre dieci anni fa, insieme ad alcuni amici. Luca Maroni, allievo di Luigi Veronelli, ha quella dote comunicativa tipica del mondo del management e della formazione anglosassone, che grazie ad una ricerca incessante sulle metodologie riesce ad innovare processi formativi resi ostici da altri. Potrà non piacere il suo linguaggio scritto, potranno suscitare mille dubbi il numero spropositato di degustazioni che effettua da solo nel proprio ufficio, potranno far esplodere un milione di polemiche le sue disinvolte consulenze a clienti premiati dalle sue guide, ma: non perdete di vista mai il grande numero di persone che comprano le sue pubblicazioni, frequentano i seminari, si giovano della sua visione del vino. Punto.

E’ per tutti questi motivi che non capisco come abbia potuto, Luca Maroni, sprecare un’occasione simile sul mezzo televisivo. Nelle prime due puntate di "Piacere Vino" ha intervistato da una poltrona rossa i responsabili di 4 cantine: Cantina Tollo, Azienda Agricola Conte Loredan Gasparini, Velenosi, Casale del Giglio. Domande banali ("quanti ettari fa la sua azienda?", "ci descriva il suo territorio", "in che anno ha cominciato l’attività?"), con risposte ingessate in un format francamente noioso, ripetitivo, già visto.

La TV italiana tutta è ormai decotta, alla frutta, incapace di innovare alcunché, capace di comprare i format più beceri all’estero e ragionare sempre in termini generalisti.

Ma qui siamo su un canale satellitare, Alice TV, di per sé fortemente segmentato e segmentante. E si dichiara in partenza di volersi rivolgere "soprattutto ai tanti appassionati che vogliono scoprire cosa c’è dietro il prodotto finito". Mai promessa andò più delusa. Questi non sono altro che lunghi spot pubblicitari. So bene che si tratta di aziende che hanno guadagnato almeno un "vino frutto" sulla guida di Luca Maroni, e che egli possa aver proposto all’emittente di conferire 48 aziende come potenziali inserzionisti pubblicitari. Non mi scandalizzo certo per questo. Ma insomma, avrei preferito vedere Luca Maroni "nelle" aziende, tra i vigneti e nelle cantine, spiegare come queste aziende abbiano conseguito risultati in coerenza poi premiata dalla metodologia della piacevolezza del vino, coerenti con l’idea fantastica del "vino frutto". Costava troppo? Non c’era tempo?

Peccato. Occasione sprecata.

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Per chi disponga di un abbonamento alla piattaforma SKY e voglia rendersi conto di quanto affermo, ecco il palinsesto completo di "Piacere Vino", Alice TV, canale 416 di SKY.