Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente). Ma è pure il simbolo di un'identità che interessa cercare nel vino, espressione di un frutto, un territorio, persone, cultura, tradizioni, ma anche il business del vino, lo sviluppo economico, le innovazioni tecnologiche. Aristide vuole raccontare il viaggio nel mondo del vino di Giampiero Nadali, il suo autore, con i sensi dell’enofilo appassionato e la compagnia di quanti vorranno seguirlo.
Aristide, vincitore del medesimo premio nell'edizione 2006, passa così il testimone "ideale" all'amico Gianpaolo Paglia. Condivido in pieno le motivazioni che la giuria ha voluto esprimere premiandolo: "per la brillantezza dei contenuti e perché Gianpaolo Paglia
può costituire da stimolo a tutti i produttori di vino che potrebbero
approfondire l’uso del blog per conoscere e farsi conoscere".
Ed ecco i premiati nelle altre categorie del premio (qui maggiori dettagli):
Vi presento Aristide's Vineyards (I Vigneti di Aristide), una nuova pagina permanente di Aristide richiamabile dal piccolo banner qui a sinistra, sotto la testata. Ho pensato ad un modo alternativo per leggere i contenuti di Aristide, usando le potenzialità di GoogleMaps. Man mano che Aristide parla di una cantina e dei suoi vigneti, un segnalino viene aggiunto sulla mappa personalizzata di GoogleMaps. Ogni segnalino contiene una piccola descrizione in inglese ed un link al relativo post di Aristide. Nelle prossime settimane continuerò ad aggiungere i riferimenti ai post più vecchi; per questo motivo la mappa pubblicata ora non è completa (da cui l'indicazione [beta]). Questa rappresentazione geografica consente di visualizzare i contenuti di Aristide con un solo colpo d'occhio. La parola a voi, ora.
A proposito del "blogging del vino, oggi", argomento del post precedente e del bel dibattito che ne è seguito, mi piace continuare la discussione sottolineando un "caso" di questi mesi e ultimi giorni. Primo in Italia, Aristide segnalò nel gennaio 2006 l'iniziativa del produttore sudafricano Stormhoek, sotto la regia di un consulente di marketing, abile fumettista e blogger, noto come Hugh Macleod [blog: gapingvoid.com]. L'operazione si concretizzò nel selezionare un centinaio di blogger non specializzati sull'argomento vino), ed inviare loro in omaggio (nel
maggio 2005) una bottiglia di Stormhoek Shiraz 2004 e Sauvignon Blanc
2005 – in vendita sul mercato intorno ai 7,50-9,00 Euro - con tanto di
etichetta personalizzata e numerata. L'interesse dei blogger così stimolato generò una serie di commenti sui vini e l'azienda Stormhoek, tali da far leva
sulla curiosità di molti e contribuendo a portare le vendite dalle
50.000 casse del 2004 alle 100.000 del 2005, pari ad una quota di
mercato del 19% nel segmento dei vini sudafricani superiori al prezzo
di 7,50 Euro la bottiglia, in quei paesi interessati dalla campagna.
Raramente Aristide si è concesso elucubrazioni sul mondo dei blog. Detesto l'auto-referenzialità del mondo della comunicazione: più che parlare di blogging, preferisco farlo. Mi è capitato di recente di ragionare sull'essere e fare blog nel vino, e confrontare questi ragionamenti con quanto il pubblico là fuori realmente sembra percepire.
In particolare, mi riferisco alla levata di scudi della stampa nazionale intorno al "caso Grillo" e la conseguente "scoperta" da parte dei giornali italiani del mondo dei blog. E, su un piano assai diverso, mi riferisco anche a quanto succede in queste ore di dichiarazioni di voto per il Premio Blog Cafè di Squisito!, il premio che Aristide ha vinto nel 2006 per la categoria "blog del vino" [a proposito: ho declinato il cortese invito a far parte della giuria rivoltomi da Paolo Marchi, che ringrazio pubblicamente, per impegni precedentemente presi]. Cosa significa compilare quasi quotidianamente un blog del vino [forbitamente: wine blog] o del cibo [food blog]? Qual'è lo scopo di tanta fatica? Qual'è la missione?
Cari lettori, sono costretto a rallentare il ritmo di scrittura dei post in questo periodo. Una serie di impegni mi costringono a tanto. In attesa di riprendere il "posting" con più regolarità, godiamoci quest'Italia "sconvolta" dal Grillo-parlante-comico-blogger, partito col blog anti-partito e arrivato al... partito. Dato che sarà votato dagli stessi elettori (cioè: italiani), in cosa sarà diverso dagli altri partiti? Nel frattempo, altri blogger, quelli del "food" e del "wine" si fronteggiano tramite i loro sostenitori nelle votazioni per il Premio Blog Cafè di Squisito!, con un'evidente prevalere dei lettori "food" sui lettori "wine". Buon lavoro e auguri alla giuria.
Mentre vi godete il gustoso - o squisitoso... - spettacolo, attiro la vostra attenzione su una piccola novità: "Aristide Segnala", una pagina dedicata al calendario degli eventi del vino delle prossime settimane a venire. E' una pagina ad "aggiornamento dinamico", alimentata dai numerosi comunicati stampa che mi arrivano, pazientemente inseriti in Google Calendar e riprodotti su Aristide. Da seguire nel tempo.
Persiste il mood sui vini "minori", qui su Aristide. Anche se il Durello, anzi il Monti Lessini Durello, non gradirebbe questo attributo, non v'è dubbio che di un vino sulla soglia della fama si tratta, ma non ancora famoso è, quindi "minore". Si tratta di uno spumante elaborato da uve Durella, varietà autoctona che trovate nelle zone collinari di una serie di valli al confine tra la provincia di Verona e Vicenza. La zona di produzione è molto vasta, i terreni non sono dunque tutti uguali, anche se una certa costante geologica è presente: l'origine vulcanica dei suoli. La Durella viene impiegata per la produzione dello spumante al minimo dell'85%, secondo il disciplinare; l'integrazione viene fatta con aggiunte di uve Garganega, Trebbiano di Soave, Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero. La spumantizzazione avviene sia secondo il metodo classico della rifermentazione in bottiglia, che con il metodo Martinotti-Charmat. Anche in questo caso, le aziende vitivinicole che imbottigliano Durello Spumante sono circa una decina, a fronte di circa 500 aziende agricole che ne producono l'uva.
L'amico Terence Hughes, wine blogger autore di Mondosapore in Manhattan, New York, già insignito (da Aristide) del titolo di "Ambasciatore del vino italiano" in USA, per il ruolo di
comunicatore appassionato del vino italiano che svolge con competenza, sensibilità, grande passione e
ironia, si guadagna una notevole intervista su Fermentation, il prestigioso wine blog di Tom Wark. Bravo Terence, è un bel riconoscimento per la strada che hai fatto sin qui, ed uno stimolo importante per la nuova strada che hai intrapreso. Complimenti.
Questo post è dedicato ad un vino "minore", come ce ne sono tanti in Italia, ma di grande tradizione locale ed interesse. Vi parlo del Recioto "vivace" di Gambellara Doc, prodotto da pochissimi vignaioli in Gambellara, comune al confine tra le province di Verona e Vicenza. La denominazione "vivace" qui utilizzata si riferisce a quella versione di Recioto realizzata con la fermentazione naturale in bottiglia, ma senza raggiungere quella pressione interna tale da far scattare la denominazione "frizzante" (superiore a 1,5 bar) o "spumante" (superiore a 3 bar). Semplicemente "vivace".
Da queste parti si è sempre prodotto questo tipo di vino. Prima che le barrique, i disciplinari moderni ed altre complicazioni rendessero non-conveniente produrre questa piccola rarità, questo era il vino che tutte le famiglie producevano per i giorni di festa. A Gambellara il Recioto "Classico" si ottiene da uve Garganega (come a Soave e Monteforte d'Alpone, del resto) rigorosamente cresciute in collina, in ambiente che appare ancora integro. Infatti, il comune di Gambellara sorge in una zona abbastanza incontaminata dall'antropizzazione selvaggia del nord-est italiano: i capannoni industrial-artigianali e le annesse "casette del geometra" sorgono un po' più a valle, un po' più vicini all'autostrada A4.
Delle previsioni "vendemmiali" 2007 riporta egregiamente Elisabetta Tosi alias Lizzy [blog: VinoPigro] in questo completo report sul suo blog, aggiornato a pochissimi giorni fa.
Ma se fai vino nella regione di Verona, la terza al mondo per frequenza di grandinate e la prima in Italia per la probabilità di fenomeni temporaleschi intensi, sai per certo che le previsioni vendemmiali sono ancora meno attendibili nel medio termine. E ciò è quanto è purtroppo accaduto alle ore 10.30 di giovedì 30 agosto. Una tempesta di grandine di notevole ampiezza si è abbattuta sulla Valpolicella "allargata" (Valpantena e Val d'Illasi), facendo strage dei vigneti collinari di Grezzana e Mezzane, oltre alle zone collinari interne di Soave. Anche la Valpolicella "classica" è stata toccata, anche se più marginalmente (Montecchio, San Peretto, Torbe di Negrar e Valgatara) e meno pesantemente. Secondo l'ARPAV - l'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto - sono caduti 45,6 mm. di pioggia in soli 30 minuti nel comune di Grezzana, con vento a 60 Km orari.
Aristide ha compiuto una serie di sopralluoghi nei giorni successivi alla grandinata. Per rendersi conto di persona, coi propri sensi, di cosa abbia lasciato dietro il suo passaggio questa tempesta.
Otto vignaioli otto. Otto piccole aziende condotte nella quasi maggioranza da giovani vignaioli, i quali presentano le loro "opera prima" (o quasi), il loro "primo Soave". Con questa degustazione si è conclusa stasera (lunedì 3 settembre) la rassegna enogastronomica "Soave Versus 2007" al Palazzo del Capitano di Soave (VR).
Condotta dal giornalista Massimo Zanichelli (redattore della guida "Vini d'Italia" de L'Espresso), la degustazione ha sorvolato 8 interpretazioni di territorio e vignaiolo, senza la pretesa di essere esaustiva, ma lasciando la scena - per una volta - ad aziende cosiddette "minori" o scarsamente note perché di recentissima costituzione. La maggioranza dei produttori presentati erano (o sono ancora in parte) viticoltori che conferivano le loro uve alle cantine sociali della zona. E che hanno deciso di fare il salto di qualità, chi affidandosi a giovani appena usciti dalle scuole tecniche di settore, chi affidandosi a consulenti esterni, chi affidandosi alle mere risorse familiari. Ed è con curiosità che Aristide si è addentrato nella degustazione. Eccone il breve racconto.
La pubblicità su questo blog è veicolata dal network di raccolta VinoClic. Per maggiori informazioni sulle regole che Aristide si è dato circa l'informazione pubblicitaria, leggere qui.
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