Oggi non ho voglia di parlare di vino. La grave perdita subita poche ore fa da una mia e nostra cara amica non me lo consente. Per me, quando succedono queste cose, il mondo può pure fermarsi. Accidenti.

Eppure, ripensando ad altri dolori e ad altre situazioni, c’è un pensiero che mi ha colpito durante un’occasionale chiacchierata con vecchi amici che rivedo saltuariamente: si sono trasferiti a Monaco, Baviera, da molti anni, per lavoro. E da lì non sembrano aver voglia di tornare in Italia.
E quel pensiero mi induce comunque a scrivere di uno dei lati "rimossi" del mondo del vino: i problemi legati all’abuso di alcol.

Ad inizio agosto vi ho parlato delle sanzioni varate via decreto governativo per reprimere la guida in stato di ebbrezza (Servizio Pubblico: guida e alcol, ecco le nuove sanzioni). Ne è nato un sentito dibattito. Ne è seguito, soprattutto, un altro bel post di Maria Grazia Melegari [blog: Soavemente…], vittima e testimone di cosa possa portarti via un giovane coglione ubriaco alla guida di un’auto che non sarà mai abbastanza potente come la coglionaggine di chi gliel’ha fatta usare ("Chi guida non beve, ma non basta…"). Se non lo avete ancora letto, fatelo ora.

Il post di Maria Grazia è una rassegna equilibrata di tutti gli argomenti pro- e contro- alle disposizioni prese dal Governo. Non credo ci sia molto altro da aggiungere a quanto scritto da Maria Grazia e dai suoi commentatori.
A parte un pensiero, quello al quale accennavo poco fa. Ho già scritto che ritengo i provvedimenti adottati scarsamente efficaci. Soprattutto per la carenza strutturale di organico di Polizia, siano essi della Polizia Stradale o Carabinieri. Sembrano non mancare, invece, i Vigili Urbani, soprattutto dei piccoli comuni, inviati a presidiare le strade a grande traffico che provvidenzialmente toccano o sfiorano i propri comuni. E, suppongo, distraendoli da altri incarichi di polizia urbana, sicuramente meno remunerativi per le casse del Comune. Un esempio: transitate la Strada Statale 434, detta "Transpolesana", una larga "superstrada" a doppia carreggiata che collega Verona con Rovigo. Vi troverete numerose pattuglie di Vigili Urbani, mimetizzati tra le frasche delle piazzole di sosta ai lati della strada come guerriglieri Viet Cong, armati di Multavelox o occhiute pistole laser. Peccato che non abbiano occhi per altro. La quasi totalità delle piazzole di sosta di questa strada molto frequentata, sono letteralmente ricoperte di rifiuti di ogni tipo. Delle vere e proprie discariche. Da anni. Vigilare sul deposito abusivo di rifiuti in questi Comuni non è di competenza della Polizia Urbana? Sto divagando, lasciamo perdere: ma non più di tanto.

Perché il problema è proprio qui, nel nostro amato Paese: è più facile vietare che governare. E’ più facile sanzionare che prevenire. E’ più facile fare una multa ad uno che corre, scappa via e paga remotamente, che prenderne un’altro per le orecchie e fargli smettere – per esempio – di sporcare le piazzole di sosta. E lo stesso approccio, temo, ispira i provvedimenti riguardanti la guida in stato di ebbrezza: superficialità, emotività, furbizia politica, sanzioni, divieti. Il dibattito nei nostri wine blog sembra concordare su un aspetto: gli imbecilli e i coglioni se ne infischiano dei divieti.

Ora, a me sembra che il mondo del vino stia sottovalutando come le Autorità stanno gestendo le "soluzioni" al problema. Scommetterei su una significativa riduzione dei consumi di vino, sotto l’effetto della indubbia preoccupazione che tutti abbiamo di non incorrere in un controllo casuale, assolutamente casuale purtroppo, e sanzionati. Che facciamo? Ne riparliamo fra tre anni, a mercato già contratto? Il mondo del vino non ha proprio nulla da dire al riguardo? Non c’è nulla da spiegare al pubblico, ai ristoratori, sulle modalità di assunzione del vino, cercando di informare e suggerire come affrontare un consumo consapevole e moderato di vino? Non c’è nulla da intraprendere nei confronti di governanti che assumono decisioni forse discriminatorie dei consumatori più attenti, vuoi per motivi professionali o per semplice passione del vino? Non c’è nulla da intraprendere per trattenere le persone "normali", non i coglioni, dal saltare in auto con più di 0,5 grammi/litro di alcol nel sangue e avviarsi alla guida? Etilometri nei ristoranti? Etilometri portatili, ma affidabili, da tenere in auto? O ci affidiamo al potere salvifico della sanzione?

Alcol Check preventivi

Ecco un’idea: durante le prossime tre grandi manifestazioni del vino che si approssimano (Salone del Gusto di Torino, International Wine Festival di Merano e Vinitaly di Verona), anziché piazzare inverosimili pattuglie sulle strade in uscita dagli eventi (sarebbe una strage di patenti, nevvero? Ma no, siamo un Paese di realisti, le Autorità non lo farebbero mai…), facciamo come la Polizia tedesca, che a Monaco di Baviera, durante l’Oktober Fest, piazza le (poche) pattuglie dentro i (pochi) parcheggi ed effettua lì, seduta stante i test con gli etilometri al pubblico in uscita. Senza sanzioni. Senza repressione. Così, tanto per attuare nel concreto un po’ di quella "ben altra azione preventiva" della quale tanti si riempiono le bocche. Così, tanto per informare le persone sul loro "stato alcolico", tanto per avvertirle dei rischi ai quali vanno incontro se si mettono alla guida. Tanto per fargli capire quanto siano potenzialmente pericolosi per se stessi e per gli altri, e non per le eventuali multe che possono prendere. Tanto per spiegargli che fare, ora che hanno bevuto, quanto tempo sia meglio aspettare prima di mettersi alla guida, ecc.

E dopo i parcheggi delle fiere del vino, vogliamo magari occuparci dei parcheggi delle grandi discoteche? Io dico che lì, anche un coglione ubriaco capirebbe il valore di un’azione del genere… Non certo in mezzo alla strada, magari dopo aver compiuto il suo tragico danno.