Portosolao
Nona tappa del "Vino dei blogger" [*]. Lo staff de "Il Maiale Ubriaco" [blog: Il maiale ubriaco] lancia un tema
sull’emozione suscitata da un vino (qui il post di lancio):
"Parlateci di un vino che vi ha emozionato, entusiasmato, di un
vino che è legato ad un ricordo particolare, ad una persona, ad una
situazione, ad un luogo
".

Le emozioni più forti il vino le regala in un luogo particolare. In genere, anche secondo la mia ancora incompleta esperienza, è un luogo assai vicino alla zona di produzione, se non addirittura nel luogo di produzione. Anzi, direi di più: non riesco quasi mai ad avere un vero, onesto e sincero rapporto emotivo con il vino al di fuori del luogo dove lo si produce. Se conosco il luogo, apprezzo il vino anche a grande distanza. Se non lo conosco, lo immagino, lo studio su Internet, sui wine blog amici o sull’atlante dei vini di Hugh Johnson, ma non scatta quella sensazione emotiva che fa la differenza. Per questo, emozionarsi di vino, vuol dire viaggiare e scoprire i luoghi del vino.

Portokopkecolheita1991Tra le tante esperienze memorabili, ne ho scelto una che vi racconto in queste poche righe, perché è stata un’esperienza per me fondamentale. Da questo piccolo evento posso dire, oggi, che sia nato Aristide, cioè quell’intenzione di dedicare il tempo libero al racconto del vino tramite questo wine blog, la cui avventura comincia proprio con un post sul Porto.

Mi trovo a passare con amici il capodanno 2004-2005 in Portogallo. La sosta a Porto è un vero e proprio colpo di fulmine con i vini prodotti da quattro secoli nella Valle del Douro e immagazzinati a Vila Nova de Gaia, il sobborgo di Porto cresciutogli proprio di fronte, sulla riva opposta del Douro.

C’è un luogo particolare a Porto, che vi consente di concentrare l’esperienza dei vini di Porto in poche ore. E’ il Solar do Vinho do Porto, una sorta di enoteca-wine bar di rappresentanza del Instituto dos Vinhos do Douro e do Porto, il Consorzio dei Vini del Douro e di Porto.

Solar_porto
Il Solar di Porto è uno dei tre locali (gli altri sono a Lisbona e Régua) ideati per promuovere il Porto. Il nome Solar è il destino di questo luogo. Immaginatevi d’essere il 2 gennaio su una terrazza-giardino al sole, affacciati sul fiume Douro, con la sua foce laggiù a poca distanza, di fronte la cittadella di Vila Nova de Gaia, il cuore pulsante dell’economia del Porto, in un locale raffinato ed elegante, in un angolo verde tranquillissimo della città. E un sommellier competente e cortese, che vi mette a disposizione centinaia di etichette, anche nelle annate più lontane, a prezzi ragionevoli. Per trovare la possibilità di accedere a tante varietà di Porto, dovreste impegnarvi in un lungo viaggio tra le cantine della Valle del Douro: per carità, ne varrebbe assolutamente la pena, ma il Solar di Porto è lì, comodo, confortevole, accessibile e disponibile.

Bene, di quel pomeriggio memorabile ricordo nitidamente il vino che mi ha inchiodato per sempre a quel luogo: Porto Kopke Colheita 1977. La Casa Kopke è l’azienda vinicola più antica di Porto. La sua fondazione data nel 1638 per merito di un commerciante di origine tedesca, Christiano Kopke. Dopo alcuni cambi di proprietà tra le famiglie più in vista nel business del Porto, si deve a Manoel de Barros e al figlio João la realizzazione negli anni ’70 del XX secolo dell’impianto viticolo di Quinta de São Luiz, a Pinhão, nella Valle del Douro. In 90 ettari di ripidi pendii scistosi si vendemmiano uve di Touriga Nacional e Touriga Franca, oltre ad altre varietà indigene. Nel giugno 2006, la Kopke è stata ceduta al Gruppo Sogevinus, una holding finanziaria portoghese che in pochi mesi ha rastrellato ben cinque marchi come Kopke, Burmester, Cálem, Barros and Gilberts, raggiungendo una quota pari all’11% del mercato del Porto. L’acquisizione della Kopke ha consentito a Sogevinus di accedere ad un fantastico stock di Porto Colheita risalenti fino all’annata 1930, un prezioso argomento di grande interesse per il mercato statunitense.

Quinta_de_sao_luiz
Ma cos’è mai un Colheita? E’ una delle categorie del Porto Tawny (qui maggiori dettagli). Il nome tawny indica il colore bruno, risultato dell’ossidazione del vino causata dall’invecchiamento delle differenti partite di vino in botti di varie dimensioni. Con l’età il colore evolve lentamente in diverse tonalità del bruno, con profumi e sapori
di frutta secca e legno. I Tawny si distinguono nelle categorie:

  • Tawny, Tawny Reserve, Tawny con l’indicazione di invecchiamento (10, 20, 30 e 40 anni) e Colheita.

Questi Porto sono blend di vini di annate diverse.
Solo i Colheita sono vini della stessa singola annata di vendemmia,
invecchiati in botte per un minimo di 7 anni prima
dell’imbottigliamento. I Colheita non sono prodotti tutti gli anni. Si
avvicinano molto e spesso superano la qualità di un Tawny 10 anni. A
mio giudizio, rappresentano il migliore rapporto qualità/prezzo tra i
Porto invecchiati (tra i 15-30 Euro per annate fino a tutti gli anni
’90).
In generale, i Tawny sono vini filtrati dai sedimenti e
possono essere facilmente consumati senza decanter e la bottiglia può
restare aperta un paio di mesi dalla stappatura (ammesso che
resistiate…).

Il Kopke Colheita 1977 è un’annata notevole. Secondo Global Wine Stocks, una delle rare bottiglie del 1977 la trovate a €67,50 (750 ml.) presso un commerciante olandese. La marmellata di fichi e la frutta secca sono le sue tipiche note caratteristiche. So solo dirvi che ricordo ancora come fosse ieri il perfetto equilibrio e la cremosità di quel vino, il profumo potente, e come si sposasse perfettamente con una Sachertorte che non ti aspetteresti di trovare in una terrazza-giardino a Porto che, come è noto, non è in riva al Danubio…

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Il "Vino dei blogger" è l’iniziativa che emula il "Wine Blog Wednesday" nato negli USA e diffusosi internazionalmente, giunto oggi alla 36.a edizione. L’iniziativa italiana parte per merito di Marco Grossi del blog Imbottigliato all’Origine.
I wine blogger
lanciano a turno mensile un tema legato al vino: ciascuno cerca, sceglie, racconta un vino. Ogni mese, il wine
blogger
incaricato "ospita" l’evento in un giorno preciso, raccogliendo tutte le
segnalazioni, recensioni e commenti, pubblicate dagli altri blogger.
Altre iniziative simili hanno attecchito in Portogallo con "Prova à Quinta", giunta alla settima edizione. E in Francia: i wine blogger francesi hanno aperto "Vendredi du Vin",
un blog dedicato. Ogni ultimo venerdì del mese si parla di un tema
scelto a turno. Un approccio diverso, ma ugualmente da seguire.
Qui trovate tutte le puntate
del Vino dei Blogger alle quali Aristide ha potuto partecipare.

AGGIORNAMENTO: nel frattempo, "Il Maiale Ubriaco" ha pubblicato qui il post "Il Resoconto del Vino dei Blogger Numero Nove: Ricordo ed Emozione" che ricapitola tutti gli interventi del 2 agosto. Buona lettura.

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Le foto di questo post:
- resti di Sachertorte e un bicchiere di Porto Kopke Colheita 1977;
- una bottiglia di Porto Kopke Colheita 1991, a circa €30 sul mercato USA (Global Wine Stocks);
- il fiume Douro e la sua foce visti dalla terrazza-giardino del Solar di Porto;
- un’immagine autunnale della Quinta de São Luiz, foto di PauloSantos, tratta da Flickr.com.