Mariann_fischer_boel
Il Commissario Europeo Mariann
Fischer Boel
[qui nella foto a fianco, blog: European Commission, Mariann Fischer Boel] ha presentato la bozza di proposta di riforma
dell’Organizzazione Comune del Mercato Vitivinicolo, nota come OCM Vino.

"Sono molti i campanelli d’allarme che stanno suonando – scrive Fischer Boel in un comunicato. Se non si interviene con una profonda revisione del mercato vitivinicolo, questo rischierà di scivolare nel prossimo futuro in una crisi senza ritorno".

I fatti sono noti. Sebbene l’Europa rimanga il primo produttore mondiale di vino, oltre che il primo esportatore e consumatore, la competizione dei paesi del Nuovo Mondo è sempre più attiva. I consumi di vino in Europa calano costantemente, mentre le importazioni aumentano più velocemente delle esportazioni. La Comunità si trova a dover fronteggiare una cronica eccedenza di produzione di uve, stimata per la fine di questo decennio a circa il 15% della produzione totale. Uve che vanno in distillazione, con costi per la Comunità che drenano risorse per migliorare la competitività, la comunicazione e promozione del vino europeo. L’attuale proposta di OCM Vino si avvia alla discussione generale tra i ministri europei. Non verrà approvata prima della fine del 2007, per entrare così in vigore nel 2008.

Il testo della proposta è scaricabile qui (file PDF, testo in inglese, prossimamente in italiano).

Ecco il comunicato ufficiale:

04/07/2007 - La Commissione europea ha adottato
oggi le proposte relative ad un’ampia riforma
dell’organizzazione comune del mercato vitivinicolo,
presentate dopo oltre un anno di dibattiti con tutti gli
ambienti interessati sulle idee lanciate nella comunicazione
del giugno 2006. Gli obiettivi della riforma sono aumentare
la competitività dei produttori europei, riconquistare
mercati, equilibrare l’offerta e la domanda, semplificare le
norme, preservare le migliori tradizioni della produzione
vitivinicola europea, rafforzare il tessuto sociale delle
zone rurali e salvaguardare l’ambiente.

Un punto cruciale della riforma è far un uso migliore delle
risorse di bilancio disponibili (1,3 miliardi di EUR) che
rimarranno comunque invariate. In base alla proposta saranno
immediatamente soppresse tutte le misure di sostegno del mercato
dimostratesi inefficaci, come i vari aiuti per la distillazione,
il magazzinaggio privato e le restituzioni all’esportazione.
Sarà proibita anche l’aggiunta di zucchero per arricchire il
vino, il cosiddetto "zuccheraggio", e sarà soppresso l’aiuto per
l’utilizzazione di mosti per l’arricchimento, che era stato
istituito per compensare il costo superiore del mosto rispetto
allo zucchero. La distillazione di crisi sarà sostituita da due
misure di gestione delle crisi, finanziate a partire da
dotazioni finanziarie nazionali. Una parte più cospicua di
risorse andrà a finanziare la promozione dei vini europei, in
particolare sui mercati dei paesi terzi. Per un periodo
transitorio di cinque anni saranno mantenute in vigore le
restrizioni agli impianti e i produttori non competitivi avranno
la possibilità di abbandonare il settore con un aiuto
finanziario interessante. Dopo il 2013 saranno abolite le
restrizioni agli impianti per permettere ai produttori
competitivi di espandere la produzione, se lo desiderano.
Saranno semplificate le regole in materia di etichettatura e
l’UE adotterà alcune pratiche enologiche ammesse da tutti i
paesi produttori che fanno parte dell’Organizzazione
internazionale della Vigna e del Vino. La politica della qualità
si baserà sull’origine geografica dei vini. Gli Stati membri
riceveranno una dotazione finanziaria nazionale e potranno
scegliere all’interno di una gamma di misure quelle più adatte
alle situazioni locali. Saranno trasferite maggiori risorse allo
sviluppo rurale per finanziare misure come l’insediamento dei
giovani viticoltori e la protezione dell’ambiente.

Elementi della proposta

Abolizione delle misure di gestione del
mercato:
saranno immediatamente abolite fin dal primo giorno di
entrata in vigore della riforma le seguenti misure: la
distillazione di crisi, l’aiuto per la distillazione dei
sottoprodotti, la distillazione in alcole per usi commestibili e
dei vini ottenuti da varietà a doppia classificazione, l’aiuto
al magazzinaggio privato, le restituzioni all’esportazione,
l’aiuto per il mosto destinato all’arricchimento del vino.

Divieto di impiego di zucchero per l’arricchimento: l’uso di
zucchero per arricchire il vino sarà proibito a partire dal
primo giorno di entrata in vigore della riforma. Questa pratica
non risponde alle definizioni dell’OIV né dell’UE. Porre fine
alla pratica dello zuccheraggio e all’erogazione dell’aiuto per
il mosto permetterà di mantenere l’equilibrio tra il nord e il
sud dell’Europa e tutti i produttori elaboreranno vino
esclusivamente con uva e mosto non sovvenzionato.

Regime di estirpazione: i viticoltori che desiderano abbandonare
l’attività nel settore potranno beneficiare di un premio di
estirpazione, del tutto volontario. Nel primo anno il premio
sarà del 30% superiore ai livelli attuali e, per incoraggiare
una adesione rapida al nuovo regime, il premio decrescerà
nell’arco del quinquennio previsto. Per evitare problemi sociali
e ambientali, gli Stati membri potranno limitare l’estirpazione
nelle zone di montagna e in forte per pendenza e nelle regioni
sensibili sotto il profilo ambientale e cessare l’estirpazione
non appena la superficie espiantata raggiunge il 10% della
superficie vitata totale del paese. La superficie totale da
estirpare sarà di circa 200.000 ha. La dotazione finanziaria
riservata a tale regime scenderà da 430 milioni di euro nel
primo anno a 59 milioni di euro nel quinto e ultimo anno. Il
premio medio passerà da 7,174 EUR/ha il primo anno a 2,938
EUR/ha il quinto anno.

Pagamento unico per azienda: tutte le superfici vitate saranno
ammesse a beneficiare di aiuti nell’ambito del regime di
pagamento unico e quelle estirpate saranno automaticamente
ammesse a tale pagamento, garantendo in questo modo il loro
mantenimento in buone condizioni agronomiche e ambientali.

Cessazione delle restrizioni agli impianti: il sistema dei
diritti d’impianto sarà prorogato fino alla fine del periodo
transitorio (dicembre 2013) e quindi abolito a partire dal 1°
gennaio 2014 per permettere ai produttori competitivi di
espandere la propria produzione. La decisione di aumentare la
produzione dipenderà dalla capacità dei produttori di vendere il
vino che producono.

Pratiche enologiche: la competenza dell’approvazione di nuove
pratiche enologiche o della modifica di pratiche esistenti
passerà alla Commissione, la quale valuterà le pratiche
enologiche ammesse dall’OIV e le inserirà nell’elenco delle
pratiche enologiche ammesse dall’UE. L’Unione europea
autorizzerà le pratiche ammesse a livello internazionale per la
vinificazione di vini da esportare nei rispettivi paesi di
destinazione. Saranno mantenuti il divieto di importazione di
mosti da usare per la vinificazione e del taglio di vini europei
con vini importati.

Migliori norme di etichettatura: il concetto di vino di qualità
nell’Unione europea si baserà sull’origine geografica (vino di
qualità prodotto in regioni determinate). I vini a indicazione
geografica si suddivideranno in vini a indicazione geografica
protetta e in vini a denominazione di origine protetta.
L’etichettatura risponderà alle esigenze dei consumatori in
quanto sarà più semplice e permetterà, in particolare, per la
prima volta ai vini europei senza indicazione geografica di
indicare in etichetta il vitigno e l’annata, in modo da
rispondere alla domanda al consumo di vini monovitigno.

Dotazioni finanziarie nazionali: permetteranno agli Stati membri
di adattare le misure alle esigenze locali. Le risorse
complessive passeranno da 623 mio EUR nel 2009 a 830 mio EUR a
partire dal 2015. L’importo a disposizione di ogni paese sarà
calcolato in base alla superficie vitata, alla produzione e alla
spesa storica. Le misure a disposizione comprendono: la
promozione nei paesi terzi, la ristrutturazione e riconversione
dei vigneti, l’aiuto per la vendemmia verde, nuove misure di
gestione delle crisi come l’assicurazione contro calamità
naturali e la copertura dei costi amministrativi per la
costituzione di specifici fondi di mutualizzazione.

Misure di sviluppo rurale: molte misure contemplate dal
regolamento sullo sviluppo rurale potrebbero rivelarsi
interessanti per il settore del vino, come ad esempio
l’insediamento dei giovani agricoltori, il miglioramento della
commercializzazione, la formazione professionale, il sostegno
alle organizzazioni di produttori, il sostegno a copertura dei
costi supplementari e delle perdite di reddito per la
manutenzione dei paesaggi naturali, il prepensionamento. Per
permettere l’applicazione di tali misure saranno trasferite
risorse alla dotazione dello sviluppo rurale, che passerà da 100
milioni di euro nel 2009 a 400 milioni di euro a partire dal
2014. Questi stanziamenti saranno riservati esclusivamente alle
regioni produttrici di vino.

Promozione e informazione: la Commissione intende portare avanti
con determinazione una politica di promozione e informazione
responsabile, alla quale saranno riservati 120 milioni di euro a
partire dalle dotazioni nazionali per le misure di promozione
nei paesi terzi, cofinanziate al 50% dall’UE. Saranno attuate
nuove campagne di informazione all’interno dell’Unione europea
sui vini a indicazione geografica e sul consumo responsabile e
moderato di vino, con un tasso di cofinanziamento più elevato
pari al 60% per queste ultime.

Protezione dell’ambiente: ammettere tutte le superfici vitate al
regime del pagamento unico significa estendere l’applicazione
delle norme ambientali previste dalla condizionalità, la quale
si applicherà anche a tutte le superfici estirpate.
L’estirpazione, la ristrutturazione dei vigneti e la vendemmia
verde saranno subordinate al rispetto di requisiti ambientali
minimi e saranno riservate maggiori risorse alle misure
agroambientali nell’ambito dello sviluppo rurale.

Il settore vitivinicolo dell’UE

L’Unione europea conta oltre 2,4 milioni di
aziende vitivinicole, che occupano una superficie di 3,6 milioni
di ha, ossia il 2% della superficie agricola comunitaria. La
produzione di vino nel 2006 ha rappresentato il 5% del valore
dell’intera produzione agricola. Il consumo di vino sta calando
costantemente, benché stiano aumentando le vendite di vini di
qualità. Negli ultimi 10 anni le importazioni sono salite del
10% all’anno, mentre le esportazioni stanno aumentando solo
lentamente. In base all’attuale tendenza si stima che la
produzione di eccedenze di vino raggiungerà il 15% della
produzione annua entro il 2010/11. L’Unione europea spende circa
mezzo miliardo di euro ogni anno solo per disfarsi delle
eccedenze di vino per il quale non c’è mercato.