Logoamarone2003 Vi ho già raccontato dell’ Anteprima Amarone, tenutasi due week-end fa a Verona, per celebrare la presentazione ufficiale dell’annata dell’Amarone della Valpolicella che entra in commercio, ovvero la controversa annata 2003. Nella sede del Palazzo Verità Poeta, il Consorzio Tutela Vini Valpolicella ha raccolto quest’anno 53 produttori (tanti ne abbiamo contati – nel 2006 erano 36, ma si trattava dell’ Annus Horribilis 2002…). L’ostentata soddisfazione dei responsabili della manifestazione era più che supportata dai fatti: si potrà disquisire finchè si vuole sulla qualità dell’annata 2003, ma il futuro commerciale della medesima è quanto mai roseo. Amarone 2003? Praticamente già esaurito, almeno così si sussurra tra i bene informati.

Resta il fatto che anche quest’anno (Aristide è alla sua seconda esperienza di anteprime Amarone) mi tocca rilevare (in contro-tendenza forse?) come questi vini siano presentati con troppo anticipo. Ma si tratta di "anteprima", obietterà qualcuno. Si, ma sulle tavole di alcuni ristoranti abbiamo bevuto alcuni Amarone 2003 sin dai primi di dicembre 2006! L’anteprima dell’anteprima. Un conto è fare iniziative en-primeur dedicate esclusivamente agli operatori commerciali, un altro è constatare come i produttori inondino il mercato finale con prodotti immaturi. Portate pazienza, ma questo è un vizio di una larga parte del mercato del vino che non va giù ad Aristide.

Il 2003 è stata definita come l’annata "sahariana", ed è stata salvata da un’indubbia capacità degli enologi nel recuperare in cantina la qualità spesso critica delle uve raccolte precocemente e, successivamente, spremute in largo anticipo sui tempi tradizionali: addirittura sin dal 1.o dicembre 2003 (la spremitura delle uve di Amarone avviene al termine del processo di appassimento che, in annate "normali", cade intorno alla metà del gennaio successivo alla vendemmia). Interessante rileggersi questa notizia d’epoca (settembre 2003). Nonostante i "salti mortali" compiuti in cantina, molti dei vini degustati avrebbero avuto ancora bisogno delle cure dell’enologo. Ancora una volta, e soprattutto riguardo a questa annata 2003 così alcolica, tannica, sovraccarica, ho l’impressione che tanta maestria enologica rischi di essere vanificata dalla "fretta" di mettere sul mercato il prodotto. Ma questa è solo l’opinione di Aristide, uno al quale il vino piace berlo entro i due anni dall’acquisto, possibilmente pronto e "certificato" nella sua qualità massima da un produttore che si assume tutte le responsabilità al riguardo, ovvero di vendertelo quando lui ritiene che il suo vino sia prossimo al top della curva qualitativa, dopo esserselo affinato con cura e professionalità nella propria cantina, con le proprie botti grandi o piccole, nelle condizioni da lui ritenute ideali per l’affinamento.

In ogni caso, vi segnalo l’interessante lettura di due documenti distribuiti durante la manifestazione (disponibili qui in formato PDF, le evidenziature in giallo sono a cura di Aristide):

  • le considerazioni sulla vendemmia 2003 dell’agronomo Paolo Fiorini (aprire qui il file);
  • le considerazioni sulla vendemmia 2003 dell’enologo Daniele Accordini (aprire qui il file), Direttore Tecnico della Cantina di Negrar e vignaiolo lui-même nell’azienda di famiglia.

Degustazione1amarone
La degustazione degli Amarone della Valpolicella 2003 – ottimamente organizzata dal Consorzio Valpolicella in una saletta riservata alla stampa dove poter fare le proprie valutazioni con la concentrazione necessaria – ha confermato una prima sensazione. Vince la collina sulla pianura, i vigneti collocati più in alto hanno senz’altro fornito materia prima più equilibrata. E il terroir collinare si riesce forse a distinguere in molti dei vini sentiti. Quindi si può contare anche su questa annata 2003 per bere buoni Amarone? Certamente, si tratta solo di essere più selettivi del solito, concentrando la propria attenzione sulle aziende che producono Amarone della Valpolicella con uve provenienti da terreni in collina, dove la probabilità di incontrare una qualità superiore è senz’altro maggiore che altrove.

Aristide non aveva il tempo necessario per degustare i vini proposti alla cieca e, soprattutto, degustarne oltre 50 (!). Altri lo hanno fatto (leggere più sotto) e potrete godere dei loro pareri al riguardo. Anche in questa occasione, la degustazione a campione "quasi-casuale" di Aristide (22 i campioni assaggiati) merita qualche segnalazione sui vini che hanno lasciato una buona oppure ottima impressione. Nessuna pretesa di obiettività assoluta, solo la voglia di raccontarvi l’esperienza di un consumatore qualsiasi che cerca di farsi un’idea tra tante proposte disponibili.

  • Accordini Stefano, Amarone della Valpolicella Acinatico 2003
  • Cav.G.B.Bertani, Amarone della Valpolicella Villa Arvedi 2003
    sul podio, merita senz’altro una segnalazione a parte per profumi e sostanza nel bicchiere.
  • Mazzi Roberto & Figli, Amarone della Valpolicella Punta di Villa 2003
    sul podio, lo segnalo per l’eleganza tra tanti nerboruti…
  • Novaia, Amarone della Valpolicella 2003
    altro vino a contendersi un posto sul podio, altro vino da segnare, altra cantina da visitare quanto prima.
  • Recchia F.lli, Amarone della Valpolicella Enorama 2003
  • Roccolo Grassi, Amarone della Valpolicella 2003
    sul gradino più alto del podio, menzione particolare: a bocce ancora in movimento (è ancora presto per giudicare!) è stato l’Amarone che più mi è piaciuto: già bevibile, più rotondo dei pochi altri rotondi, pericolosamente vicino ai 17% vol. (16,5 dichiarati in etichetta) ma veramente interessante… Complimenti.
  • Tenuta Sant’Antonio, Amarone della Valpolicella Campo dei Gigli 2003
  • Trabucchi, Amarone della Valpolicella 2003
  • Viviani, Amarone della Valpolicella 2003

Infine, volete poi farvi un’idea assai ampia sui giudizi che circolano in rete sull’Amarone della Valpolicella 2003? Ecco tre imperdibili letture online:

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