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Archiviata la quinta edizione dell’ Anteprima Amarone, tenutasi lo scorso week-end al Palazzo Verità Poeta, in pieno centro a Verona, per celebrare la controversa annata 2003. Organizzata dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella, l’edizione 2007 è stata caratterizzata da un trasferimento di sede (dal Palazzo della Gran Guardia) e da una extension dei tempi dedicati solitamente alla manifestazione, anticipando al venerdì pomeriggio il tradizionale convegno dove, il Presidente del Consorzio Valpolicella, Emilio Pedron (già Amministratore Delegato del Gruppo Italiano Vini), è solito radunare produttori, operatori e mass media per fare il punto della situazione sull’annata in presentazione e sull’ultima annata di “esercizio”. Quest’anno si discuteva del “Modello Valpolicella: sostenibilità e sviluppo di un terroir” e, inutile negarlo, la vera guest star (non me ne vogliano gli altri relatori) è stata Carlo Petrini, Fondatore e Presidente Internazionale di Slow Food, al quale mi piace contrapporre l’intervento dello stesso Pedron, denso di cifre sulle dimensioni e la crescita della filiera della Valpolicella.

Apparentemente, ciò che Pedron ha costruito nella prima mezz’ora di convegno, Petrini ha demolito nel suo intervento. In realtà, Emilio Pedron ha illustrato lo stato della crescita, simbolicamente fissato nelle nostre menti a quelle 8.218.000 di bottiglie di Amarone prodotte nel 2006, pari a un incremento del +234% rispetto alle 2.464.000 bottiglie prodotte nel 1996. Ma ha lanciato un forte monito: la crescita  della produzione e dei prezzi dell’Amarone – e quindi il suo volume d’affari – è prossima ad arrestarsi e, verosimilmente, siamo prossimi ad una inversione del ciclo economico (da tre a cinque anni, stimava il prof. Eugenio Pomarici, Università di Napoli, presentando qualche mese fa lo studio sulla filiera della Valpolicella). Quindi, maggiore attenzione alla crescita qualitativa. Ne parlò già l’anno scorso lo scomparso e compianto prof. Pietro Berni (al quale ha reso omaggio Emilio Pedron dalla tribuna), quando segnalava l’esigenza di avviare e completare la transizione
dal modello fondato sulla “Denominazione di origine” ad un modello
assai più attuale fondato sul “Paniere di beni e servizi territoriali” (qui qualche dettaglio).

E alla salvaguardia dell’ambiente: qui ha affondato il colpo Carlo Petrini. Non anticipo nulla al proposito. Godetevi il video girato da Aristide: il Petrini-pensiero è riportato quasi integralmente.

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Ecco il video del convegno:

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