BottletalkMentre la rivista Time dichiara "Persona dell’anno 2006" tutti noi ("YOU") che popoliamo Internet e le sue tante comunità online; mentre altri – meno nazional-popolari di Time, forse – come Bruce Sterling sull’assai più visionario magazine WIRED vanno ben oltre, e prevedono già l’avvento dell’era "post-Internet"; mentre l’ISTAT ci informa che solo il 14,4% degli italiani dispone di collegamento a Internet in banda larga, cioè di una connessione adeguata ad applicazioni degne di una fase "Internet-e-basta"; mentre, sempre in Italia, secondo l’ISTAT è "una diffidenza di tipo culturale" che limita al 40% delle famiglie la penetrazione di Internet, contro il 52% medio in Europa; mentre qui su Aristide dovrei parlare di solo vino; mentre tutti insomma parliamo, tre inglesi – Emma Goddard, Mark Goddard e David Percival – creano BottleTalk, il primo social network (* vedi nota sotto) pensato per gli amanti del vino.

Come molte novità del mondo Internet, potrà sfuggire, soprattutto ai "lettori di
Time" (salvo poi dedicargli una copertina fra 10 anni!), quale sia l’utilità di questo nuovo servizio.

BottleTalk è molto ben realizzato, il design è piacevole, chi non ha problemi con l’inglese si impadronisce abbastanza velocemente dell’applicazione. Dopo essersi registrati, potete segnalare vini, fare ricerche per categorie oppure usando le tags (parole chiave) che descrivono i vini. Si possono aggiungere commenti e condividere segnalazioni. Insomma, potrebbe essere una piattaforma utile allo scambio di informazioni tra appassionati in qualche modo "strutturate". Utile soprattutto, se BottleTalk prenderà piede e diventerà abbastanza frequentato, fino a proporsi alle aziende come un potenziale canale di marketing.
Emma e Mark Goddard (moglie e marito) spiegano in questo video su YouTube che la loro intenzione è quella di costituire un network di appassionati, professionisti e non, che si scambiano in rete segnalazioni sui vini via via degustati. Demografia (età comprese tra 25-45 anni), propensioni elevate alla spesa in vino con conseguenti stili di vita "epicurei", elevata esposizione all’impiego di PC e altri gadget elettronici portatili come gli smart phone (telefoni ibridati con computer palmari), sono i fattori che individuano il mercato principale di riferimento di questo servizio. Mercato, al momento, "limitato" al mercato anglofono.

Winelog
Ma sempre su quel mercato, anglofono, BottleTalk non è il primo servizio in assoluto dedicato allo scambio di informazioni sulle degustazioni in generale, ma solamente il secondo. Il primato va infatti a WineLog, un’iniziativa americana di Jason Coleman e Kim Wallmeier, animatori di Stranger Studios, piccola società di web design in Philadelphia.

Basato su criteri simili a BottleTalk, WineLog ha ormai quasi un anno di anzianità di servizio, ed è già popolato da oltre 10.000 vini degustati. WineLog ha un design più vicino a quello di un archivio o database, con schede dei vini più complete di informazioni. Forse come interfaccia uomo-macchina è meno "sexy" di BottleTalk, servizio più focalizzato sugli aspetti di social networking, ma è un servizio ricco di notizie e assai interessante.

Per avere una rapida idea di come i due servizi siano strutturati, ho scovato per voi due brevi filmati che ne illustrano le caratteristiche: in questo post cliccate qui per una demo di WineLog, e qui per una demo di BottleTalk.

A questo punto rimangono due alternative: o cominciamo anche noi appassionati italiani a popolare con i nostri vini questi servizi, o qualche ragazzo italiano di buona volontà comincia a darsi da fare per introdurre un sistema simile nella nostra lingua… c’è qualcuno là fuori?

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(*) Cos’è un social network, mi pare di sentirvi chiedere? E’
l’insieme di frequentatori di un sito Internet o blog, che sono attratti colà da
interessi comuni di ogni tipo. Le relazioni che nascono tra i
partecipanti definiscono questo gruppo come un social newtork.
Ben prima che la rivista Time e i suoi lettori se ne accorgessero, la
scienza delle reti sociali ha costituito il motore concettuale prima, e
software dopo, per la nascita di molte applicazioni sul web [per i
più curiosi segnalo la lettura di Albert-Làszlò Barabàsi, "Link - La scienza delle reti", Einaudi].

Nota finale per i più esperti: BottleTalk e WineLog si iscrivono in una particolare classe di applicazioni che stanno sempre più caratterizzando la vita sociale su Internet: si chiamano "Web 2.0", in pratica assomigliano molto a normali software come database, fogli elettronici, scrittura, ecc. che siamo soliti usare sul nostro computer. Essi si differenziano perchè non risiedono fisicamente nell’hard-disk del nostro computer, ma sono ospitati su un server in Internet. Questo aspetto li rende abilitati alla condivisione online con altre persone: possiamo redigere un contratto, editare un budget di vendita o compilare le schede di un archivio elettronico di vini degustati in maniera "collaborativa" con altri utenti.