La "guerra dei tappi" è il duro confronto industriale e commerciale che oppone il tradizionale tappo in sughero alle più recenti alternative proposte dall'industria: tappo in vetro, tappo a vite, tappo in "silicone" o polimeri plastici, oltre allo "storico" tappo "corona".
Da una parte abbiamo un problema: la disponibilità e la conseguente qualità del sughero. Il sughero è una risorsa naturale finita, per secoli ha soddisfatto le necessità di un mercato in crescita, ma oggi non sembra esserlo più. Sempre più spesso si verificano problemi con quella molecola odorosa denominata TCA-2,4,6 tricloroanisolo. Essa è la responsabile del "sentore di tappo"
nel vino appena aperto. Si annida nel sughero, filtra nel vino durante
la conservazione, lo contamina con sentori di muffa e stantio,
guastandone odore, aromi e sapore. Non c'è accordo tra gli esperti
sulla percentuale di vino contaminata dalla TCA: si va da un minimo del
1% fino al 20% della produzione annua mondiale. La ragione di stime
così variabili potrebbe risiedere nell'interesse degli operatori a
sostituire (o meno) il sughero con i sistemi di chiusura alternativi di cui sopra.
Ma se Atene (il sughero) piange, Sparta (il tappo alternativo) non ride di certo.
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Aristide richiama il greco aristos (ottimo, eccellente).






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La stagione delle guide dei vini porta con sè i soliti diluvi di polemiche. Chi le condanna, chi le critica, chi ne demolisce la validità dei metodi, chi ne contesta la serietà o addirittura l'onestà. Viene da chiedersi di cosa scriverebbero i polemisti di professione senza le guide.
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