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Proverò a sintetizzare gli argomenti della discussione nata intorno alla proposta qui presentata di aprire un catalogo elettronico online dedicato ai produttori di vino che desiderano autocertificare il non impiego di trucioli di legno (detti anche “chips”) o loro derivati in forma di liquido o polvere, nella vinificazione dei propri vini. Più sotto troverete una copia da scaricare del modulo di autocertificazione.

Come ho già scritto, l’idea "Chips Free" è semplice:

"In attesa che le Autorità competenti autorizzino
con apposita disciplina l’indicazione in etichetta della presenza di
trucioli nel vino, e che autorizzino parimenti l’indicazione da parte
del produttore del non impiego di trucioli, ho proposto di realizzare un archivio
elettronico dei produttori e rispettivi vini che siano
esenti da trattamento con trucioli di rovere.
Lasciamo che i
produttori auto certifichino il "non-ricorso" a questa pratica,
accedendo gratuitamente a questo servizio. Lasciamo che i consumatori e
gli operatori del settore possano consultare liberamente questo
database. Lasciamo che il controllo dal basso, nel tempo, si imponga
sui controlli dall’alto.

Lasciamo che l’informazione libera consenta a tutti di fare libere scelte".

Chips Free – le argomentazioni principali, contro e pro

  • "E’ un’idea che vuole demonizzare i chips e criminalizzare i suoi utilizzatori?":
    • Non è un iniziativa contro l’uso dei chipscontro chi li impiega nei propri vini;
    • E’ un’iniziativa a favore dei produttori che non li usano, che non possono dichiararlo in etichetta e che vogliono farlo sapere al mercato.
  • "Si rivolge ad una nicchia di mercato, quella di uno sparuto numero di consumatori appassionati ed enofili":
    • si, certo, i consumatori più esperti richiedono maggiori informazioni sul prodotto che bevono; il resto del mercato seguirà…;
    • Internet consente un accesso diretto al consumatore finale: in questo caso vogliamo usare la rete per produrre informazioni oggi non accessibili sulle etichette dei vini venduti in Italia, rendendole liberamente e gratuitamente disponibili ai produttori interessati ed ai consumatori.
  • "L’autocertificazione non basta, non ci si può fidare delle semplici dichiarazioni di un produttore":
    • l’idea Chips Free si basa sulla propria ed esclusiva responsabilità del dichiarante;
    • un comportamento scorretto di quest’ultimo mette in gioco la sua reputazione.
  • "Non basta, occorrono controlli sulla veridicità della autocertificazione":
    • l’idea Chips Free si basa sulla trasparenza, accessibilità alle informazioni, massima pubblicità su Internet e, possibilmente, i "main stream media";
    • si impernia su una logica di "controllo dal basso", assai diffusa ed efficace in molte iniziative oggi esistenti in rete, quelle che sostengono numerose attività denominate come "web collaborativo";
    • la grande pubblicità ai dati inseriti è il primo deterrente a comportamenti scorretti (qui non si depositano informazioni in registri burocratici destinati a impolverarsi nell’anonimato o inaccessibilità).
  • "Occorre un codice che regolamenti l’iniziativa":
    • Chips Free vuole restare un’idea semplice ("dichiaro di non usare trucioli nei miei vini"), con regole semplici;
    • il codice esiste già, sostanzialmente è articolato nel modulo di adesione (che potete consultare scaricandolo qui sotto): poche e complete informazioni, un solo ambito di autocertificazione (trucioli/chips) per inseriti nelle pratiche aziendali, autocertificazione estesa anche a singole etichette e annate, immediata pubblicazione, ampia pubblicità, ampio accesso alle informazioni, un sito Internet dedicato.
  • "Il nome è in inglese…":
    • perchè è sintetico, è
      internazionale, è chiaro. Non ha un tono negativo, non vuole
      colpevolizzare chi li usa, vuole premiare chi non li usa.

Prossimamente verrà allestito il prototipo del sito web. E’ già possibile scaricare il modulo di autocertificazione riservato ai produttori:

compilarlo, firmarlo e inviarlo via fax al numero indicato nel modulo.

Tutti gli altri amici non-produttori possono inviare la loro adesione all’iniziativa (se lo desiderano) direttamente qui sotto nei commenti, o via email al sottoscritto o qui.

AGGIORNAMENTO:
è stato successivamente aperto il sito Chips Free.