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I popoli del Nord Europa, evidentemente annoiati dagli elevati standard di vita, si distinguono per l’elevata propensione a coniugare tecnologia e design d’avanguardia in ambiti sempre più spesso estranei a costose berline di lusso, elementi di arredamento d’interni, ristrutturazioni di edifici d’epoca in centri commerciali o nuovi musei iper-tecnologici.

Vi propongo all’attenzione un’idea controversa, affascinante e forse inutile, ma che sospetto vedremo presto approdare in qualche locale "alla moda" sulla riviera romagnola o in alcuni dei "bar-di-tendenza" di qualche nostra città.

Parliamo di "iBar – Intelligent Surface System", un bancone da bar interattivo. Si tratta di un bancone dotato al suo interno di una serie di videoproiettori in grado di rappresentare sulla superfice lattea del piano del bancone (probabilmente un cristallo opalino) ogni genere di immagini e contenuti multimediali. Un sistema di rilevazione degli oggetti (bicchieri soprattutto, ma anche mani o dita degli avventori, ecc.) che via via toccano la superfice opalina del piano del bancone, rielabora la rappresentazione degli stessi oggetti sul piano e ne traccia dinamicamente i movimenti.

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Realizzato da due giovani designer di Basilea (Svizzera), Simon Hänggi e Markus Abt (in collaborazione con la società inglese Betaminds), sembra la realizzazione del sogno di un fuoriuscito da
qualche laboratorio di ricerca high-tech. Superfici in grado di reagire
al tocco di una mano o alla presenza di oggetti reali o virtuali,
rappresentando un piano interattivo illuminato da videoproiettori e
dotato di sensori tattili, non sono una novità assoluta. Il
sottoscritto ricorda la "scrivania-interattiva", un progetto di Xerox PARC (Palo Alto Research Center),
l’azienda madre di tante invenzioni high-tech negli anni ’70, ’80 e ’90, o
altre ricerche effettuate nel campo delle interfacce uomo-macchina in
applicazioni di simulazione, realtà virtuale, video giochi o installazioni di video-arte ibridate con tecnologie della realtà virtuale (curiosi? Fate un viaggio all’Ars Electronica di Linz, Austria).

Un bancone
da bar con simili caratteristiche è forse una triste fine per progetti
tanto ambiziosi, o forse un nuovo futuro che potrebbe abilitare nuove
forme di comunicazione durante il consumo, per esempio, di vini o
super-alcolici.

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Le immagini e il video dimostrano una serie di suggestive, quanto di dubbia utilità, situazioni. Molto bella la rappresentazione dei link tra un oggetto o una mano e altri oggetti in movimento sul bancone.

"Un bar è un luogo di comunicazione e intrattenimento – dice Simon
Hänggi – un luogo dova andiamo a ritemprarci dopo una giornata
stressante. Il centro di  questo luogo è il bancone del bar: iBar è il
tentativo di estendere digitalmente l’esperienza dell’avventore
amplificando le funzioni del bancone. Impiegando tecnologie delle arti
visive, il bancone viene arricchito con una superfice sensibile al
tocco, finalizzata a caratterizzarne il design fino all’uso di
applicazioni per comunicare e/o informare gli avventori".

Mi sono convinto che tutta questa tecnologia di rappresentazione dell’attività sul bancone potrebbe essere ben meglio applicata ad altre funzioni che non siano solo "estetiche" (o abili ad aiutarvi ad attaccare discorso con la bionda a fianco…). Immaginate un bancone interattivo dove con un semplice tocco attivate una carta dei vini, siete guidati da un "agente software" (un video o un’icona) che vi aiuta nella scelta fornendovi informazioni aggiuntive sul vino, il terroir, il produttore, ecc.

Immaginate, immaginate…

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Le foto di questo post:
- immagini di un’installazione iBar a Francoforte.