Ogosparkling_1
Divagazioni estive.
Sarà il caldo "al di sopra delle medie stagionali", sarà il perverso fascino dell’inutile che ci ha attirato, ma il consumo di vino relegato ormai alle ore più profonde della notte e in locali rigorosamente climatizzati (o a quote superiori ai 500 m.s.m.) apre inevitabilmente la porta al consumo di liquidi di varia natura e provenienza, compresa ovviamente l’acqua fresca.
Ma quella sulla quale vorrei intrattenere l’accaldato pubblico è di un tipo veramente speciale. Si tratta di "OGO® The Breathing Water" (letteralmente: "l’acqua che respira"). Prego?

Beh, il marketing delle acque minerali ne ha viste tante, non sarà certo questa "invenzione" dell’olandese O-Company N.V. a turbare gli operatori. Ci spiegano i PR ingaggiati dall’Olanda che dal momento che "ogni cellula del nostro corpo abbisogna di ossigeno", più ne assumiamo più ci sentiamo in buona salute. Da qui la pensata di "arricchire" l’acqua con 200 mg. di ossigeno per ogni litro d’acqua, ben trentacinque volte la quantità di ossigeno che trovereste nell’acqua "normale". Ecco perché, secondo costoro, non dovreste meravigliarvi circa il nome, "l’acqua che respira".

Da una veloce ricerca, sembra assodato che si possa mettere
in soluzione l’ossigeno (O2) con l’acqua (H2O) fino ad una certa
concentrazione (al massimo 50ppm, ovvero parti per milione) e sotto pressione, un
procedimento simile al "carbonare" l’acqua con l’anidride carbonica
(CO2). Qualcuno ha persino calcolato che, all’incirca, la quantità di ossigeno contenuto in una bottiglia di OGO non superi i 140 mL. (compreso tra le 10ppm e le 25ppm, destinato a dissolversi con il caldo – ancora lui – e il tempo), livello ritenuto ampiamente al di sotto del limite di tossicità dell’ossigeno. Qualcuno sostiene pure di avere già assaggiato acqua "arricchita" di ossigeno e l’ha trovata in qualche modo "intrigante"… (sic!).

Prima di chiudere questo post rinfrescante, e prima ancora che alcuni di voi si lancino in "frizzi e lazzi", vi segnalo che la O-Company si è scelta un target di mercato di grande interesse, infatti:

"Don’t be surprised if you find OGO in the changing rooms at international sports events, backstage at fashion shows, or in the entourage of show-business stars. It seems like the avant-garde in every country have discovered the vitalising power of OGO."

Ogocannisters
Star dello show-business e foto-modelle possono ora contare su un ulteriore "additivo" per la loro vita frenetica e super-impegnata. Dove comprare OGO? Sul sito segnalano alcuni luoghi molto trendy (ma va?!), mentre un sito web dedicato all’acqua in bottiglia, Finewaters.com, pubblica una prova-su-strada effettuata al Colette Water Bar di Parigi, dove l’OGO viene proposta a 3 Euro la bottiglietta. Ad Aristide non resta che, una volta dato l’allarme, vigilare sul mercato del vino: non vorremmo che al prossimo Vinitaly qualche immaginifico commerciante o produttore ci costringa a ri-editare un post simile a questo, includendo una "trovata" circa un vinello "arricchito" all’ossigeno. Lo so, lo so: quanti di voi stanno già pensando al già ampio arricchimento con micro-ossigenazioni del quale molti vini già oggi godono. Ma questa è un’altra storia (forse), sulla quale magari torneremo in futuro.

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Nelle foto:
- una bottiglietta OGO "Sparkling" (frizzante) da 33 cL., un blend di CO2 e O2 per i palati più esigenti;
- le pratiche lattine in alluminio: contengono 6 litri di "ossigeno di prima qualità", aromatizzato alle essenze di Peppermint, Yuzu Lemon, Eucalyptus, Flower Power.