"Supplenti al vigneto scadente".
Questo è il lapidario giudizio di Emilio Pedron, innanzi tutto enologo e "poi" Amministratore Delegato del GIV, Gruppo Italiano Vini, la prima azienda vinicola italiana per dimensioni (258 milioni di Euro di fatturato consolidato nel 2005, 70 milioni di bottiglie vendute in tutto il mondo), e "poi" Presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella.
Chips, concentratori di mosto, sistemi per l’osmosi inversa: "si sostituiscono all’uva non buona". Tra innovazioni tecnologiche e scorciatoie per la qualità del vino, spetta al singolo produttore operare la scelta.
Emilio Pedron ha risposto così ad una domanda rivoltagli dal pubblico durante l’incontro "I personaggi del vino" tenutosi a Cellore di Illasi (VR) qualche giorno fa, nell’antica Chiesetta dell’Abbazia. Lucio Bussi, coordinatore delle pagine economiche de L’Arena, ha intervistato Pedron per oltre un’ora: ne sono emersi parecchi spunti di interesse, tra i quali questo sui chips. Aristide era presente, armato di telecamera, e vi riporta qui di seguito la breve dichiarazione fatta da Emilio Pedron nella circostanza.

Ecco il video con le dichiarazioni di Emilio Pedron sui chips:


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