Settimana calda qui a Verona: comincia il Vinitaly [e non perdetevi la tavola rotonda su Blog & Vino!]. Se fossimo cronisti vi segnaleremmo una certa atmosfera di prudente ottimismo tra gli operatori. Infatti, come potrete constatare dalle dichiarazioni qui sotto riportate, la filiera del vino si avvia alla propria celebrazione in un momento che – a noi almeno – non era sembrato proprio di crisi profonda, quanto di crisi-di-crescita sul mercato italiano, e di autentica leadership tra i paesi esportatori di vino, in particolare negli USA (ne abbiamo parlato per buona parte del 2005 e l'argomento ci è persino venuto a noia…). Così si legge in uno degli ultimi comunicati stampa del Vinitaly:

L'aria che si respira per Vinitaly 2006 è, dunque, buona, con un cauto ottimismo in tutta la filiera del vino italiano (che rappresenta la prima voce dell'export agroalimentare nazionale, con una quota del 20%; nel 2005 l'export vinicolo italiano è ammontato ad oltre 15,75 milioni di ettolitri per un valore di poco inferiore a 3 miliardi di euro).
Dalle cifre e dai "sentiment" delle cantine, esce quindi la conferma che il settore stia uscendo dalla crisi degli ultimi anni. Flavio Piva, da pochi giorni condirettore generale di VeronaFiere, non ha dubbi: "è record per buyers esteri, +45% sul 2005; 4.200 espositori (150 in più sul 2005), superficie netta espositiva passata da 75.000 a 80.000 metri quadrati. Vinitaly è ormai rassegna in grado di dare risposte mirate alle esigenze delle singole aziende, qualsiasi sia la loro dimensione".

Dopo una seconda metà del 2005 dedicata a lagnarsi sullo stato di crisi del vino, i produttori impugnano la bacchetta magica del Vinitaly 2006, la quale sembra suonare la campana del rilancio del mercato. I media tradizionali non ci aiutano a capire un granchè della situazione, impegnati come sono ad assecondare le necessità del settore del vino, più che ad informare i consumatori. Del resto, perchè mai la comunicazione del vino dovrebbe essere così differente dalla comunicazione politica, sempre impegnata a rappresentare il puerile ed eterno confronto tra Guelfi e Ghibellini, anzichè tentare di approfondire la conoscenza dei temi sempre più complessi e tecnici anzichè solamente ideologici o di posizione?

"Con furia contagiosa, e inspiegabile in un popolo di beceri sentimentali attenti fino all’altro ieri soltanto ai numeri del lotto e di Roma-Lazio, l’Italia s’appassiona alle statistiche. Ai numeri degli exit poll come a quelli, non meno disputabili, dei dati economici sovente molto complicati e per nulla univoci".

Così scriveva un paio di giorni fa Geminello Alvi, economista e commentatore economico per alcuni quotidiani, descrivendo la superficialità del dibattito sul fisco e sulle questioni economiche al centro dell'attuale campagna elettorale.

Bene. Con la massima libertà di giudizio e con l'occhio del consumatore, Aristide proverà a raccontare alcuni aspetti del prossimo Vinitaly e – già che ci siamo – dei due eventi collaterali: